Il nemico dell'Italia: Mario Draghi

Non mi appassiona e non mi emoziona la guerra in Ucraina. Se volete conoscere la mia posizione leggetevi l’articolo da me scritto la settimana passata: “Io sto con l’Italia”.

Quando però vedo oltre 600 parlamentari italiani sperticarsi in applausi per il presidente ucraino Zelensky, la cui più importante performance è stata suonare il pianoforte con il proprio organo genitale, mi viene un sentimento di disgusto.

Se poi penso agli oltre 350 parlamentari che hanno manifestato il loro dissenso non presentandosi all’appuntamento, invece di far conoscere a tutti che c’è un’Italia diversa capace di pensare all’interesse di tutta la nostra comunità nazionale, al disgusto si aggiunge la rabbia. Avrebbero potuto e dovuto presentarsi in quell’aula, che ritengono fondamentale per questa vostra democrazia, su cui state voi stessi sputando da anni, e manifestare apertamente e sonoramente questo dissenso.

Ora vi rimane un’ultima possibilità per aiutare l’Italia: sfiduciare questo governo nemico di tutto il popolo italiano e mandarlo finalmente a casa.

I numeri ce li avete, perché dovete aggiungere ai vostri quelli della finta opposizione della Meloni anche lei presente, con tutta la sua corte, alla sceneggiata di Draghi, ma sempre pronta a chiedere elezioni per poter avere un ruolo più importante nella dissoluzione dell’Italia e conseguenti maggiori prebende dal loro padrone d’oltre oceano. La guerra in Ucraina ha fatto cadere molte maschere, come quelle dei postfascisti al servizio della UE, della NATO e del “deep state”, o degli ex comunisti imbrancati nel PD, partito sempre pronto a sostenere tutte le attività anti-italiane messe in campo in questi ultimi decenni.

Avete anche i motivi. Il governo Draghi rappresenta in modo inequivocabile il principale liquidatore della nostra nazione. Nulla è stato lasciato al caso. Si è sfruttata la pandemia per assestare, senza motivo, colpi letali alla nostra economia. Non solo si è lasciato che l’Italia, in una crisi senza precedenti e senza alcun vero aiuto concreto, diventasse mercato libero per avvoltoi stranieri che si sono comprato tutto il comprabile, per di più a prezzi di crisi, ma si sono approvate leggi e leggine il cui peso sentiremo nei prossimi mesi ed anni.

Gravi colpi sono stati arrecati al nostro turismo, una delle risorse importanti per l’economia nazionale. Il grande assente in questo panorama drammatico è stato proprio lo stato con il governo che ha lasciato che le multinazionali straniere facessero man bassa, anzi ha addirittura agevolato la svendita di alcuni “asset” strategici e la situazione non è ancora chiara per fare un bilancio preciso dei danni arrecati.

In compenso, sempre il governo Draghi ci ha regalato il ricorso al “recovery fund”, che tutte le nazioni UE hanno rifiutato, per le sue condizioni capestro e che noi non solo abbiamo richiesto ma abbiamo anche accettato che fosse gestito dal MES, quel meccanismo diabolico che avevamo più volte condannato, con il voto contrario del parlamento, in passato. Tutto per la realizzazione di un PNRR il cui scopo principale è realizzare la digitalizzazione che renderà concreto ed efficiente il processo di schedatura e controllo del nostro popolo.

Un assaggio dei loro obiettivi di schiavizzazione l’abbiamo avuto con il famigerato “lasciapassare verde”, da loro chiamato con lingua barbara “green pass”. Con la scusa della protezione dai contagi, ci hanno imposto questo strumento, inutile per lo scopo preventivo, ma utilizzato solamente per punire i disobbedienti e premiare gli ossequiosi al potere.

In parallelo all’azione terroristica su epidemia e vaccini, altre leggi capestro sono state avviate come quella di notevole aumento degli estimi catastali che nei prossimi anni, proprio in concomitanza di quelli in cui sarà più gravoso restituire i soldi che arriveranno, in prestito usuraio, dalla UE, saranno l’origine di una tremenda tassa patrimoniale che finirà di stenderci.

A tutto questo dobbiamo aggiungere la spesa per l’accoglienza dei profughi ucraini, ma anche l’enorme aggravio di spesa per acquistare le armi da mandare, unici in Europa, sempre in Ucraina.

Non sono solo questi i regali che ci ha fatto Draghi, vi sono anche le infelici parole sue e di quell’altro idiota di Di Maio, che suonano, insieme alla fornitura di armi, dichiarazione di guerra alla Russia. Infatti siamo l’unica nazione UE minacciata da questo nostro fondamentale partner commerciale. Gli stessi vertici UE si sono alterati con noi, grazie a questo loro servitore sciocco, che ha chiesto l’ingresso dell’Ucraina nella UE, il cui divieto è il primo obiettivo raggiunto nella difficile trattativa di pace.

Draghi ci ha portati sull’orlo di un baratro, era il suo compito distruggere l’Italia. Forse possiamo ancora salvarci, ma dobbiamo liberarci di questo nostro liquidatore. Sta a voi farlo, se ne avete gli attributi.

L’Italia ne ha bisogno e ve ne sarà riconoscente.

 

Immagine: https://www.repubblica.it/


Editoriale

 

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