Recensione del libro "Corea del Nord, viaggio nel paese-bunker" di Federico Giuliani

 

Un libro che si legge tutto d'un fiato. L'appassionante viaggio del giornalista toscano Federico Giuliani, classe "92, laureato alla Università di Firenze, è forse una delle testimonianze attuali più efficaci  sulla realtà dello stato sovrano della Corea del Nord.

La Corea del Nord è forse lo stato più temuto e meno conosciuto al mondo. Il nome di Kim Jong-un, il Grande Leader, risuona nei titoli dei Tg che parlano di tensione con gli USA e di minacce nucleari. Ma cosa sappiamo cveramente di quel paese così lontano e misterioso?

L'autore di questo suggestivo diario di viaggio ha visitato quella terra nell'estate 2017, in un percorso "guidato" e controllato dallo Stato nei minimi dettagli, come ci si potrebbe aspettare. Eppure, le sorprese non mancano: la Corea del Nord non è il paese sull'orlo del collasso che spesso ci hanno raccontato, ma piuttosto una realtà in espansione, a partire della capitale Pyongyang. Anche la rigida ortodossia e il culto maniacale per l'immagine di capi di stato hanno i loro limiti, lasciando intravedere spazi di libertà reali e tangibili.

Ne suggeriamo l'acquisto e la lettura!


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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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