Io sto con l'Italia

Dopo le tifoserie del vax e del non vax, i media di regime stanno creando due nuove tifoserie: quella pro Putin e quella contro Putin, come se una guerra possa in qualsiasi modo paragonarsi ad un evento sportivo. Tutti coloro, che pongono domande secche su quale “squadra” preferisci, dimenticando che in una guerra, per tutte le parti in “campo,” c’è sangue, dolore, disperazione, distruzione e morte, dimostrano la loro stupidità e superficialità.

Tu stai con Putin o con Zelensky? Con la Russia o l’Ucraina? Io sto e starò per sempre con l’Italia.

Molti Italiani hanno dimenticato chi siamo, qual è la nostra identità, qual è il senso profondo della nostra appartenenza, della nostra comunità. D’altra parte a scuola non si insegna più la storia, non raccontiamo più ai giovani quale faro di civiltà e cultura sia stata l’Italia nei secoli, anzi nei millenni. Nessuno racconta l’importanza dei nostri antenati, i Romani, la validità delle nostre repubbliche marinare, quanta cultura nei secoli è stata costruita e donata al mondo dagli Italiani dal Medio Evo al Rinascimento e via nei secoli a seguire. Cose da farci sentire orgogliosi di essere Italiani, se è vero, come è vero che, nonostante i numerosi furti e saccheggi subiti dall’Italia nei secoli, restiamo i detentori di oltre il 70% del patrimonio culturale del mondo intero.

Io, per tutti questi motivi, sono e resto orgoglioso di essere italiano.

Pertanto mi fa specie che mi si chieda in questo ulteriore conflitto con chi sto. Se sento il pensiero dominante, quello dei vincitori che ci tengono ancora sotto occupazione dal 1945 con oltre 20.000 soldati armati di tutto punto, anche di armi nucleari, questi mi ordinano di stare con quella figura squallida del pupazzo messo ai vertici dell’Ucraina dai nostri occupanti. Pertanto tutti i giornali, i telegiornali, i sedicenti corrispondenti dal mondo, ossequiosi agli ordini del padrone e da autentici baciapile del sistema, ci raccontano con numerose invenzioni e fandonie una guerra che deve fare breccia nei sentimenti. Cosa facile vista l’atrocità della guerra stessa.

Il problema è che ci fanno vedere molte cose palesemente false e soprattutto solo a senso unico. Riuscendo così a commuoverci e a condizionarci come in precedenza hanno fatto con le ormai palesi falsità che ci hanno raccontato sulla storia della pandemia, del covid.

Per reazione a questa evidente mistificazione molti si schierano acriticamente con Putin, fregandosene delle ragioni profonde del conflitto.

Sono due modi sbagliati di ragionare, anzi di farsi condizionare. Da Italiani dovremmo individuare le ragioni vere o presunte della guerra e, valutando queste, porci il problema di dove vada l’interesse nazionale; identificando in questo principio l’accrescimento in termini di lealtà (parola ormai desueta) e opportunità della nostra capacità di difesa e di tutela della nostra Patria.

La guerra vede due belligeranti e due vittime, da una parte ci sono gli USA e la Russia (belligeranti) e dall’altra la UE e l’Ucraina (vittime). Senza entrare nei dettagli, che renderebbero più chiara la nostra tesi, gli USA stanno circondando tramite la NATO ma con missili USA la Russia, che, a sua volta, tenta di rompere l’accerchiamento. L’Ucraina è il luogo dove effettivamente si svolge lo scontro con vittime ed esodo, ma la UE è quella che sta subendo i danni maggiori perché non solo con le sanzioni i danni per le nazioni UE (per l’Italia in particolar modo) sono maggiori dei vantaggi, ma inoltre devono, in una situazione critica per l’economia del dopo pandemia, finanziare e armare l’Ucraina e assisterne i profughi.

Inoltre per affrontare tutti i disagi derivanti dalle sanzioni e dai notevoli esborsi le nazioni UE dovranno tutte sottomettersi ancor più al padrone occupante (gli USA). Infatti per ovviare a questo quasi tutte le nazioni NATO si sono defilate, solo l’Italia ha rifornito direttamente di armi gli Ucraini, cosa che neanche gli USA e la Polonia, i più direttamente in causa, hanno voluto fare.

In poche parole ci stiamo facendo male da soli grazie soprattutto alla stupidità ed al tradimento di tutta la classe politica italiana, di destra o di sinistra che finga di essere.

Ma cosa dovremmo fare? Assistere i profughi è un dovere di tutti però dovremmo prima eliminare le discriminazioni in danno degli Italiani ereditate dalla mala-gestione del covid. Non avremmo mai dovuto fornire armi alla popolazione ucraina, sia perché vuol dire scendere in guerra (cosa che non hanno fatto né Francia, né Germania, né Spagna…), sia perché armare la popolazione civile vuol dire fornire un valido motivo ai Russi per attaccarla. In queste condizioni è veramente folle pretendere che la Russia continui a fornirci di gas, petrolio, materie prime, grano, concimi, mangimi… di cui abbiamo urgentemente bisogno.

Quindi l’interesse dell’Italia era e resta mantenere i rapporti commerciali con la Russia, pur da colonia USA quale siamo, barcamenandoci con la nostra capace diplomazia una volta liberatici da quegli idioti di Draghi e Di Maio.

Un’altra considerazione è necessario svolgere: in questo momento lo scontro tra Stati Uniti e Russia sta sancendo la definitiva fine della gestione unipolare del mondo e la consacrazione di un mondo multipolare che per noi Italiani rappresenta una grande occasione di riscatto e di allontanamento dalla squallida subcultura di ispirazione anglosassone da cui è stato fortemente inquinato il mondo occidentale. Potremmo tornare ai fasti della cultura della Tradizione, con i suoi valori antropologici e spirituali di cui l’Italia è vessillifera e cui sicuramente anela, per lo meno nelle conclamate intenzioni, la Russia di Putin.

Io per questi motivi sto e resto con l’Italia.


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

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