Una nazione di schiavi

Mi rifiutavo e rifiuto ancora di ritenere l’Italia una nazione di schiavi; eppure i comportamenti, a dir poco idioti, durante il periodo della pandemia, prima, e in questo momento, durante lo svolgersi degli eventi della guerra, hanno fatto vacillare questo mio convincimento.

Certamente non mi ha fatto piacere vedere tutta la sedicente classe politica italiana appecoronarsi alla vulgata narrata falsamente sull’epidemia e sui sedicenti vaccini, né la loro accettazione passiva di provvedimenti stupidi ed autolesionisti inventati per motivi reconditi. Tutto smentito e sbugiardato dalla realtà emergente in questo periodo di post pandemia, ma sottaciuto sotto il bombardamento mediatico per la guerra, per noi molto più pesante dei bombardamenti reali che si svolgono in Ucraina. Certo ai confini della Russia muoiono esseri umani, qua a patirne sono, da una parte, i nostri “attributi”, dall’altra, la nostra possibilità di pensare liberamente. Quella di parlare liberamente o di agire liberamente l’abbiamo persa nel 1945.

Non mi ha fatto piacere, neanche,  vedere quasi tutta la stampa e le televisioni fare, con atteggiamento servile, del terrorismo mediatico per costringere, su dati falsati e, talvolta, mentendo spudoratamente, l’intera popolazione italiana non solo a fare da cavie per farmaci dalla dubbia efficacia e dalle imprevedibili conseguenze, ma soprattutto ad accettare supinamente le spesso idiote trovate tendenti all’assoluto controllo ed ad una stringente limitazione dei diritti delle persone con la scusa di sottrarsi al contagio.

Ho visto in televisione isterismi allucinanti dei fautori del vaccino, ho dovuto ascoltare le apodittiche affermazioni di personaggi discutibili spacciati per giornalisti di grido (più che altro urlatori), ho dovuto subire le reprimende spesso ignoranti di individui di dubbia competenza e le rare volte in cui venivano intervistati i cosiddetti “no vax”, tranne qualche rara eccezione, erano gli idioti che sostenevano l’inesistenza del virus o strane figure facilmente accusabili di complottismo per voler ad ogni costo manifestare il loro retropensiero.

Oggi che buona parte degli italiani sono stati costretti a farsi inoculare quel farmaco genico, che chiamano vaccino, e che continuiamo a subire costrizioni uniche al mondo, iniziano a raccontarci che i dati della pandemia sono sbagliati, che i veri contagiati sono stati molti meno del 50% di quelli registrati, che i morti di covid sono meno del 30% di quelli che ogni giorno ci sciorinavano  con i bollettini quotidiani (tra l’altro vietati) e che i “vaccini” servono a poco, se non a nulla con il loro ripetersi periodico, e che gli effetti negativi a breve termine sono tanti e spesso preoccupanti e che per gli effetti a lungo termine: speriamo bene!!

Sono girati tanti soldi per realizzare questo crimine contro l’umanità e qualcuno, per lo meno in Italia dovrà pagarla.

La stessa cosa, mutatis mutandis, si sta replicando per la guerra in Ucraina: tutta la classe politica, la carta stampata, le televisioni irrazionalmente schierate con l’Ucraina, con la UE, con l’USA e poi ci sono tante persone schierate con Putin. Due nuove tifoserie. Nessuna delle quali schierata con l’Italia, nessuno si ricorda che siamo italiani e dovremmo essere orgogliosi di esserlo perché abbiamo regalato al mondo intero civiltà e cultura.  

Allora i geni della politica italiana, da quello strano personaggio di Draghi, che sta manifestando tutta la sua pochezza, all’ultimo peones della camera e del senato, decidono di armare il popolo ucraino per rendere legittima la loro eliminazione da parte del nemico e per farci schierare in una guerra fatta dagli USA contro la Russia per rendere le nazioni UE più succubi del suo potere di nazione occupante.

Addirittura consentono che il consolato di quella nazione possa in Italia arruolare volontari per combattere contro i russi. Cosa vietata dalla nostra legge ma che viene accolta anche da alcuni giovani che si autodefiniscono fascisti e che vanno a combattere per l’interesse USA e per la NATO in una nazione pilotata da un fantoccio del “deep state” dimenticando sia che gli USA sono la nazione occupante l’Italia, sia che la UE è il più grande scoglio da superare per realizzare il nostro sogno europeo, sia che la realtà putiniana, come scrive Dughin, è un grosso tentativo per porre un freno alla decadenza della società transumana degnamente rappresentata dal presidente ucraino.

Poi piangono per i morti civili e manifestano per la pace dimenticando che la pace o è la fine di una guerra o è la costruzione di una società comunitaria che rappresenti i valori essenziali delle persone.

Solo in questo caso si può parlare di PACE.


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

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