Cretini? Forse. Traditori? Possibile

La nostra Italia vive un momento difficile, molto difficile. Ma le cause non sono solo la pandemia e la crisi economica che ne consegue è, anche e soprattutto, il modo di agire della nostra classe dirigente, sia politica che amministrativa che tecnica.

Ancora non si è capito o si finge di non capire che il Covid e le sue varianti sono qualcosa con cui si deve convivere finché non si troveranno delle cure appropriate, che, a mio avviso, si sarebbero già trovate se si fosse dato seguito alle indicazioni dei tanti coraggiosi medici che sul campo hanno, in numerosi casi, sconfitto la malattia. Invece si è preferito dare seguito al leggendario “vaccino” che non solo ci è costato tanto, ma non risolve il problema, perché da sempre scarsamente efficace e soprattutto i suoi effetti, per il momento solamente lenitivi, decadono in tempi molto brevi.

Tutto questo a lor signori non dispiace perché con il terrorismo messo in atto hanno creato lo sfruttamento di questo fenomeno pernicioso come strumento di distrazione di massa.

Infatti nessuno protesta, neanche le alte istituzioni preposte allo scopo, per le numerose violazioni fatte dal governo di norme, comprese quelle costituzionali; nei confronti dei cittadini che cercano di far valere i propri diritti vengono, senza motivo, utilizzati mezzi coercitivi di inusitata violenza e con incomprensibile arroganza.

Non sembra di stare in uno stato di emergenza sanitaria (emergenza che, se non fosse per le varianti causate dall’uso massiccio dei sedicenti vaccini, sarebbe finita da tempo), ma sembra di stare in uno stato di polizia, con restrizioni gravissime delle libertà personali, con il divieto di manifestare il dissenso e le piazze vietate all’accesso e transennate.

In altri tempi non si sarebbero accettate tali provocazioni, ma, anche grazie agli imbonitori televisivi, tutto viene preso come ineluttabile necessità. Il terrore, volutamente instillato nella gente, consente questo ed anche altro.

Per esempio nessuno si lamenta che il presidente Draghi, dopo la staffetta sperimentale con il presidente Conte, ha completamente esautorato il parlamento ed il governo. I capi dei partiti, soprattutto quelli che hanno i voti, fingono di credere di contare qualcosa ma poi accettano passivamente quanto di orribile per l’Italia sta avvenendo anche in contrasto con le loro dichiarazioni.

Draghi li fa parlare, li riceve pure e finge di dargli retta, ma, poi, fa tutto quello per cui è stato incaricato: finire di distruggere l’Italia.

E la gente che fa? Sta in fila per la terza dose ed è impegnata nella caccia ai “criminali” no vax.

Così quando giunge la notizia che hanno messo in vendita alcune delle imprese strategiche italiane come TIM e Oto Melara, nessuno ha la testa per protestare e urlare la propria rabbia, c’è il terrore del virus che ci tiene impegnati; qualche politico che vuole dire qualcosa, la dice a sé stesso, tanto Draghi va comunque per la sua strada. In fondo anche i cosiddetti leader politici nostrani tengono famiglia e nella maggioranza dei casi i compensi da parlamentari sono l’unico reddito che abbiano mai percepito. Perdere la possibilità di essere rieletti sarebbe una catastrofe e quindi si protesta, ma non troppo.

Allo stesso modo tutti tacciono quando viene sottoscritto il Trattato del Quirinale, un patto bilaterale tra Italia e Francia che investe tutti i settori della sovranità nazionale. Un patto capestro che mette gli Italiani al servizio della Francia, che aspira a diventare la potenza egemone della UE. Un patto che il parlamento, senza protestare seriamente, ha conosciuto, nella sua veste generale, soltanto il giorno prima della sottoscrizione e i cui contratti attuativi, settore per settore, ancora non si conoscono e, dai primi segnali, che derivano dall’accordo italo francese sullo spazio, sembra una completa cessione di potere alla Francia con una nostra sostanziosa partecipazione monetaria. Per non parlare dell’accordo militare che prevede la possibilità reciproca tra Italia e Francia di circolare con le proprie truppe nelle due nazioni e di poter creare basi e ricevere aiuti reciproci. Con la differenza che la Francia ha interessi concreti in Africa e nei Balcani e quindi le basi nel cuore del Mediterraneo che l’Italia può fornire (ovviamente tutto gratis) le servono; mentre l’Italia non solo non ha una forza armata degna di questo nome, ma ha scarsissimi interessi a montare basi in Francia.

D’altra parte i firmatari di questo accordo, segreto fino all’ultimo, sono stati il mandatario del banchiere Rothschild, Macron, l’altro mandatario dei banchieri, Draghi, sotto l’abbraccio protettivo del figlio di Bernardo, Mattarella e dietro, nell’ombra, la figura tipica dell’odierno politico italiano, Di Maio.

Povera Italia!!!

 

Immagine: https://www.olimpopress.it/


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.