L'Italia e i diktat

Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

Da quel momento, grazie a quel diktat e al tradimento di quasi tutta la classe politica, tranne poche e nobili eccezioni che hanno pagato amaramente anche con la vita i tentativi di mediare e contrastare questa situazione, in Italia si sono dissolte le forze armate, unico vero strumento di difesa della sovranità nazionale, sia con il trascurare la modernizzazione degli armamenti, sia con l’abbandono della leva obbligatoria, sia con il sistematico “lecchinaggio” da parte degli alti gradi di tutte le armi italiane verso il sistema militare americano ed affini.

Da qui si è arrivati alla distruzione del sistema scolastico e universitario, il più invidiato e studiato da tutto il mondo, alla distruzione della famiglia, allo sconvolgimento dei cardini comunitari fino all’annientamento del sistema istituzionale.

Tutto questo, come già detto, grazie ad una classe politica farcita di anti-italiani e di traditori che hanno negli anni lavorato alla destrutturazione della nazione, lasciando soli e perseguitando tutti i veri appassionati alla nostra comunità nazionale.

Saltando tutta la storia di questi ultimi anni che ha sancito in modo definitivo il distacco tra la volontà popolare e le istituzioni, e tra queste ultime ed il potere, con Capi di governo quasi mai votati dalla gente e con partiti a sostegno dei governi quasi sempre sconfitti alle elezioni giungiamo alla drammatica conclusione di questi giorni dove a causa di una epidemia, mal gestita e peggio affrontata, tutti i problemi della nostra povera Italia si sono aggravati in modo esponenziale.

Infatti è giunto l’ultimo diktat, in ordine di tempo, che impone il “lasciapassare verde” per studiare, per lavorare, per vivere.

Un vero e proprio diktat imposto da un presidente del consiglio regalatoci dal nulla ma la cui parola è legge al punto che i numerosi oppositori al provvedimento interni alla Lega, invece di votare contro, sono usciti dall’aula affinché il lavoro del “grande manovratore” non fosse disturbato.

Stiamo parlando di un provvedimento che, oltre ad essere incostituzionale, liberticida e rifiutato da quasi tutte le nazioni europee, è anche stupido perché, invece di garantire la sicurezza sanitaria dei posti di studio e di lavoro, la aggrava al punto che numerosi lavoratori stanno preparando e presentando diffide ai datori di lavoro, pubblici o privati che siano, per i danni che possono derivare da tale provvedimento.

Infatti il “lasciapassare” si può ottenere o con il sedicente vaccino o con un tampone negativo ben sapendo che i vaccinati possono essere contagiosi e contagiati, per cui, senza alcun ulteriore controllo, vengono ammessi nello stesso luogo chiuso persone sicuramente immuni (quelli che hanno il tampone negativo) con persone potenzialmente contagiate e quindi contagiose (i vaccinati).

Gli italiani, sicuramente contagiati dalla disinformazione del sistema, non capiscono e accettano questi diktat quasi senza batter ciglio, dimostrando così di aver perso la dignità di essere un popolo.

Se vorranno un giorno risollevare la testa e iniziare a contestare tutti i diktat, lo potranno fare solo grazie a chi ha sempre denunciato queste imposizioni.

Possiamo iniziare da subito contestando questo ultimo stupido ed inutile diktat.


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Editoriale

 

L'antifascismo in assenza di Fascismo

di Adriano Tilgher

Davanti al nulla assoluto della loro presenza e capacità politica ed al loro squallido servilismo nei confronti dell’emissario dei potentati anti italiani, Draghi, tutti i partiti ed i sindacati hanno ritrovato ossigeno e una ragione per esserci nell’antifascismo. L’antifascismo è un rito antico, impostoci con il diktat di pace del 1947 da inglesi, americani, marocchini che ci hanno sconfitti ed occupati il 25 aprile 1945 e non se ne sono più andati. Un rito recepito dalla nostra costituzione nelle norme transitorie e finali che non transitano mai.

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La Spina nel Fianco

 

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