Memoria corta e vaccini

Ovviamente parliamo dei vaccini anti-covid; dei vaccini particolari, non studiati, che vengono sperimentati sul campo da popolazioni ignare, convinte da un eccessivo sistema di comunicazione e condizionamento, che viola le principali norme dei più comuni piani antipandemici: ovvero la non quotidiana informazione sull’andamento dell’epidemia. Norme dettate proprio dalla necessità di evitare la diffusione del panico per consentire un più tranquillo approccio alla soluzione del problema.

Qua nasce il primo quesito da porsi: perché favorire la diffusione del panico e non agevolare un graduale allarme sociale su una malattia sicuramente contagiosa ma poco conosciuta?

Su questo si innestano altri due quesiti tuttora privi di risposta da parte delle istituzioni ufficiali: perché non si è provveduto da subito, effettuando le autopsie dei morti, indispensabili per individuare le cause del decesso e le eventuali cure possibili, a costruire una difesa credibile, senza lasciarla, come avvenuto nei primi tempi, all’iniziativa individuale e non organizzata dei nostri abili, capaci e coraggiosi medici? Perché le cure messe in campo dalla nostra encomiabile classe medica, che tanti successi ha riscosso concretamente, sono state osteggiate in tutti i modi?

Nel primo caso hanno potuto sparare cifre di morti da covid, oggi, poco credibili ma utili a diffondere il panico per fini inconfessabili.

Nel secondo si è potuto continuare ad indicare ai medici del territorio come unica cura possibile sin dai primi sintomi “tachipirina e vigile attesa” a dimostrazione dell’inesistenza di una cura per preparare il terreno ai cosiddetti vaccini, che, guarda caso, compaiono all’improvviso dopo pochi mesi e senza alcuna sperimentazione.

L’ivermectina, l’idrossiclorochina sono alcuni dei farmaci usati con successo dai medici di base nella cura dei primi sintomi della malattia e sono usati da anni per altre patologie, sottoposti a studi clinici “randomizzati” con effetti collaterali pressoché nulli. Questi farmaci sono stati fatti sparire dalle farmacie in questi ultimi tempi e si possono ottenere solo in alcune di esse con ricette particolari.

Qui non possiamo tacere del plasma iperimmune del dott. De Donno, primario di pneumologia, che ha salvato tante vite nei primi tempi del contagio, osteggiato e isolato da tutti si è visto costretto a dimettersi da primario. Oggi, l’hanno trovato morto, dicono suicida, ma dalla sua idea sono stati tratti gli anticorpi monoclonali oggi riconosciuti come farmaci anti covid sia dall’EMA europea che dall’AIFA italiana.

Perché tutti questi ostacoli? Perché questa enorme avversione verso le cure che si sono dimostrate utili per arginare e vincere l’epidemia? Perché tutte queste notizie reticenti sulla letalità del covid?

Potremmo continuare all’infinito con le domande senza risposta; l’unica cosa certa è che questi vaccini ci vengono somministrati senza sperimentazione, senza conoscere gli effetti a medio e lungo termine, con una nostra responsabilità in caso di effetti negativi e tutto questo, per legge, può accadere solo perché non esistono cure alternative.

Ci siamo dimenticati di tutte queste cose, ma il governo con il suo “lasciapassare verde”, vuole obbligarci a vaccinare tutti, anche i minori di 20 anni e le donne gravide, non avendo alcuna indicazione sulla innocuità del vaccino.

Intanto nessuno ci dà più notizie del vaccino italiano, il Reithera, il migliore di tutti, dicono i tecnici, che continua la sperimentazione ma ancora non ha l’autorizzazione, sia perché i sedicenti politici italiani non lo promuovono, sia perché siamo persone serie noi Italiani e conquistiamo le cose con la competenza e non con le “mazzette”.

Ricordiamoci queste cose e rendiamoci conto di quanto chi ci governa è ostile all’Italia.

 

Immagine: https://www.salute.gov.it/


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