Italia-Inghilterra: solo una partita?

Sicuramente è stata solo una partita; anche una bella partita; ma, al di là dell’entusiasmo per la vittoria, oltre la bella prestazione e la felicità per il risultato positivo per noi Italiani, ci ha rivelato tante cose.

Cose che non c’entrano nulla con il calcio, cose che riguardano la storia, la cultura, la civiltà, il nostro livello di libertà, chi ci è amico e chi ci odia e quale sia l’esatta considerazione che hanno di noi Italiani gli altri popoli, le altre nazioni.

Mi auguro e spero che il nostro popolo apra gli occhi sulle verità emerse da questo confronto che doveva essere solo sportivo ma che ha rivelato ben altro, visto che la classe politica, tutta quanta, chiudendo gli occhi un’ennesima volta, dimostra quanto sia collusa e traditrice.

Dobbiamo però eliminare dal campo tutte quelle stupide interpretazioni che considerano questa vittoria una rivincita rispetto alla sconfitta militare del 1945: noi nel ’45 abbiamo perso anche contro gli inglesi, ma c’erano numerose nazioni a combattere contro di noi e soprattutto c’erano alcuni italiani schierati da quella parte; gli stessi cui le truppe di occupazione hanno regalato il controllo dell’Italia, individui che stanno consentendo che la nostra nazione venga smantellata giorno dopo giorno, che in terra Italiana ci siano eserciti stranieri (USA) armati di tutto punto con potere di extra territorialità,  che l’Italia venga comandata da esponenti di altri stati ben definiti.

La partita di pallone non può paragonarsi ad una guerra in nessun modo, sarebbe un’offesa per le centinaia di migliaia di morti, di feriti, di prigionieri, per le distruzioni subite, per i bombardamenti anche su città proclamate “aperte”, per le umiliazioni patite, per le marocchinate, per le foibe, per i dolori, le ingiustizie che continuiamo ancora oggi, noi Italiani, a patire con la complicità di una classe politica connivente e priva di slanci identitari.

La guerra è un’altra cosa, brutta, tremenda, antiumana, e che gli altri continuano a farcela (basti vedere come vengono trattati i rappresentanti dell’Italia nei consessi internazionali).

Però questa partita alcuni insegnamenti ce li può dare; insegnamenti ovvi, evidenti. Gli inglesi ci odiano, basti vedere le cariche indiscriminate contro coloro che portavano la bandiera italiana, basti vedere la superiorità con cui si atteggiavano prima della partita, basti vedere l’arroganza di alcune dichiarazioni di personaggi non proprio sportivi. Un odio che io ricambio fortemente perché è una di quelle nazioni che, insieme agli USA, alla Francia e alla UE tutta, ci tiene sotto scacco e ci comanda, perché sono barbari ed incivili, perché ci stanno facendo la cosiddetta “guerra ibrida” senza che noi ci difendiamo, perché stanno inquinando la cultura del pianeta con i loro giochetti idioti.

Sono i capofila degli “inginocchiamenti” contro il razzismo, loro che sono stati i principali razzisti nelle numerose colonie che hanno avuto e che continuano ad esserlo dappertutto (dalla Scozia all’Irlanda a tutti i paesi del Commonwealth) e che hanno rivelato la loro vera natura negli attacchi sconsiderati ai neri, di cui si sono serviti, dopo che questi hanno fallito i rigori.

Da qui un insegnamento prezioso che trascende il fatto sportivo: chi sono i NEMICI e chi i potenziali alleati per affrontare la guerra “ibrida” che ci stanno facendo e che i nostri sedicenti politici fingono di non vedere.

Per noi rimane un impegno categorico unirci in un’unità identitaria forte riassorbendo tutte le fasce di popolazione, anche le più eretiche, ma cacciando i traditori di tutti i colori, per poi collegarci con gli altri popoli europei e creare una nuova e diversa Europa, fatta di popoli, che dialoghi con la Russia e l’Africa.                                                                                              


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Editoriale

 

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