Un mondo alla rovescia

E’ tutto strano, contraddittorio, oggi; anzi, più le cose sono in controtendenza, e più valgono. Un’umanità belante e priva di senno, condizionata dai media e dai social, ritiene di poter deformare la natura, modificare millenni di civiltà in nome di due aberrazioni materialistiche: le proprie pulsioni sessuali ed il numero.

L’etica è la grande assente, tutto è condizionato dall’ipocrisia puritana anglosassone e dalla volontà dittatoriale e contro natura dei padroni del mondo. Triste destino per le future generazioni se non sapremo liberarci dal conformismo e dal politicamente corretto.

Ormai anche nella burocrazia statale italiana, come in tutte le colonie che si rispettino, si usano vari termini inglesi. I più pensano che faccia “fico”, come si dice oggi; io invece penso faccia “servo sciocco” e lo ritengo il primo passo verso la definitiva schiavizzazione.

D’altra parte accettiamo tutto passivamente, anzi siamo pronti a denunciare chi cerca sprazzi di autodeterminazione e di libertà. La storia del vaccino è emblematica. Nessuno ha detto che eravamo cavie di prodotti non testati e solo adesso che è stata vaccinata oltre la metà degli italiani, compresi alcuni giovani e giovanissimi, ci parlano delle prime reazioni negative che derivano dall’assunzione di quel farmaco, che in modo improprio hanno definito vaccino. Reazioni negative che sono il frutto della sperimentazione di massa fatta giocando sulla volontarietà e l’obbligatorietà e soprattutto sulla paura generata dai continui bollettini ed aggiornamenti, la cui diffusione quotidiana è vietata da qualsiasi piano antipandemico. Nessuno ha rilevato, né ha iniziato inchieste sul fatto che il silenzio sulle cure domiciliari per il covid è servito a permettere che fossero aggirate le norme, di rilevanza costituzionale, poste a tutela della salute dei cittadini.

Ora inizia la caccia alle streghe. Ogni giorno indicano il numero degli ultrasessantenni che si sono sottratti al vaccino. Io mi sono sottratto, ma non sono un no-vax (categoria che non accetto e non mi piace) sono uno che non vuol fare da cavia agli esperimenti che, sulla paura dei popoli e con la complicità dei governanti, stanno rendendo più ricchi e più potenti coloro che erano già ricchi e potenti.

Ma questo è solo un esempio, ce ne sarebbero numerosi altri.

Per esempio, la UE - quello strano organismo, che tutti si ostinano a chiamare Europa, e che ha saputo solo portare attacchi all’Italia e alla sua cultura millenaria – venendo meno ad uno dei principi base della convivenza comunitaria quale la tutela dei minori, ha condannato l’Ungheria per una legge che vieta la propaganda gender presso i minori di quella nazione.

Poi, sempre al contrario e sempre la UE, tace e, quindi, acconsente che il premier del Lussemburgo, omosessuale dichiarato (e su questo nulla osta), presenti ufficialmente come marito un altro uomo con cui naturalmente non potrà mai mettere al mondo dei figli, obiettivo primo del matrimonio sia per diritto che per tradizione, introducendo in tal modo un equivoco che può generare grave confusione nei minori.

Da ultimo mi piace notare un'altra notizia in controtendenza dettata dalla “pruderie” puritana e protestante: la quasi crisi del governo inglese che ha dovuto licenziare un ministro, sposato, perché fotografato a baciare una collaboratrice, sposata anche lei.

Sono tre notizie, comparse lo stesso giorno sui quotidiani, che mi hanno lasciato perplesso perché la lezione che se ne trae è veramente drammatica. Infatti è vietato essere maschio con istinti da maschio, è legittimo fare famiglia con chi non può procreare per legge di natura, deve essere consentita la propaganda di queste non verità anche tra i minori.

Mi pare che in questo modo si stia portando un grave attacco alla natura in base alla necessità di tutelare le proprie pulsioni sessuali e lo si stia facendo basandosi, anche, su un falso concetto di libertà volendo imporre, con il rumore dei numeri, fatti germogliare dai social e dai “media”, ciò che naturale non è.

E’ il trionfo degli istinti, è il riemergere della società animale, sarebbe la fine dell’umanità… per fortuna esistono ancora uomini e donne degni di questo nome e, soprattutto, esiste la Natura con il suo spirito immanente.


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Editoriale

 

L'Italia e i diktat

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Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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La Spina nel Fianco

 

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1952, Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini (Antonietta), le sorelle Nava, Soubrettes, attrici e cantanti, portano in palcoscenico una satira bonaria del fascismo e del suo Duce con uno spettacolo che mutuava il titolo da un verso dell'opera lirica Tosca: Dinanzi a lui... Tre Nava tutta Roma. Le 4 sorelle figlie di Brugnoletto, (nome d'arte attribuito da Trilussa a Giuseppe Ciocca) e della circense Giorgina Nava, durante il Regime facevano parte della compagnia Teatrale di Nino Taranto Nel 1945 sono al fianco di Carlo Campanini e Alberto Rabagliati in Pirulì Pirulì, spettacolo firmato dal duo Garinei e Giovannini. Sino agli anni 70 le sorelle Nava saranno impegnate oltre che sui palcoscenici di tutta Europa anche in radio, cinema e tv calcando il palcoscenico al fianco di artisti come Totò, Macario, Carlo Dapporto e Nino Manfredi. Pinuccia leader del gruppo e capocomico, iniziava ogni spettacolo dando il via all'orchestra al grido di Attacca, Boia!

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