Pillole amare

A Firenze un cavallo pazzo (rien a faire cogli indiani metropolitani) s’è lanciato contro un’auto di scorta del Ministro degli interni Lamorgese, reincarnazione equina di Rigosi, il macchinista anarchico della locomotiva gucciniana, identico finale, la carrozza s’è incastrata tra due auto alla Loggia dei Lanzi fine della strizza, s’alza il rituale strepitio degli animalisti contro le carrozzelle, le rane del pensiero politicamente corretto gracchiano saccenti nello stagno con le zampette minacciose sui fianchi.

Il compagno nobiluomo Paolo Gentiloni twitta giubilante sull’archiviazione dell’annosa vicenda dei nostri due Maro’, scrive: Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana”. Il narciso Di Maio coglie lo specchio al volo per rimirarsi, lui fine Penelope dell’italica diplomazia. Nei fatti il nostro Paese ha dovuto sborsare 1,1 milioni di euro ai familiari dei due pescatori quale risarcimento di Stato per mettere una pietra sul tragico episodio di quel 15 febbraio 2012. Finché i soldi non sono arrivati tintinnanti, la Corte Suprema indiana non ha chiuso un bel niente, cash, pagare sarebbe il nostro successo senza ottenere giustizia dai tribunali, una cauzione è sconfitta, ammissione di responsabilità dei due Maro’ proclamatisi sempre innocenti e la parola d’un soldato è parola d’onore.

Silenzio tombale sullo scandalo della Giustizia, luci spente, buio, sipari serrati sul palcoscenico, un solo faretto illumina il faccione di Luca Palamara con in mano il libro scritto a due penne col giornalista Alessandro Sallusti: Il sistema. Potere, politica affari: storia segreta della magistratura italiana. Dal palco reale nessun commento su Magistropoli, sul CSM arroccato nel Palazzo dei Marescialli eppure il Capo dello Stato ne è il Presidente o no?

L’informazione da mesi è monocorde, volutamente indirizzata al COVID-19, ora sono i vaccini a inghiottire la cronaca dei media lessi, d’altra parte il caos è totale, Astrazeneca a chi? Prima agli under 60 poi agli over 60, si viaggia a vista a seconda dei caduti e chi s’è beccata la prima dose ora è in stand by aspettando la seconda eterologa senza alcuna evidenza scientifica, cavie, mentre il Codacons invoca: risarcimenti! È così elementare si tratti di una guerra commerciale tra case farmaceutiche a difesa delle bandierine nazionali, statisticamente l’americana Pfizer ha creato più casi del vaccino anglo-svedese ma di questo non si parla.

Intanto the show must go così presunti & presuntuosi virologi continuano a riempire schermi e giornali di opinioni beccandosi da galli in duelli scientifici sulle prime pagine, nelle interviste, aumentando la confusione nonostante i richiami della Casellati, amano esser diventati di colpo prime donne, gli esperti nel gran gala dei Balanzoni.

È finito il G7, chi si ricorda la Genova nel 2001 (allora era G8), fu una tre giorni di feroce guerriglia urbana, come passa il tempo, quelle truppe no global, i black bloc lanzichenecchi probabilmente ora calzano camicia e cravatta, viaggiano in Suv, stessi ribelli di papà ‘68 riciclatisi dietro scrivanie di mogano. Cosa si son detti in Cornovaglia i potenti, la pubblica opinione risponderebbe boh! Il Verbo è tornato al messia yankee Biden, gli altri hanno proferito uno yes pur con qualche torcicollo, rilancio della rottamata NATO, U.S.A. al comando del transatlantico del mondo, Cina go out. Sed pecunia non olet e l’Europetta vorrebbe mantenersi aperta la via della seta, quanto a diritti umani, democrazia, Hong Kong, la genesi del COVID, ecc. tante belle parole vuote da vecchio manuale Cencelli, i fatti, scommettiamoci, saranno zero.

Gli sbarchi dei migranti clandestini proseguono senza soluzione di continuità, la filiera dello schiavismo si srotola sul mare senza sosta usando il grimaldello del buon cuore, sentimentalismo della solidarietà, accoglienza progressista, benedizione della Onlus vaticana, piedi di porco sulla cattiva coscienza colonialista dell’Europa, passepartout usati ma sempre buoni a ogni evenienza ma soprattutto per la saracinesca aperta dell’Italia, il business sulla pelle dei nuovi schiavi si alimenta, serviranno a far crollare i salari a ogni livello comprese le mafie della droga.

Colle Romito un’oasi di pace vacanziera nella martoriata Ardea, il fiore all’occhiello della città dei Rutuli, due angeli Daniel e David di 5 e 10 anni stanno giocando nel parco vicino casa, manca poco al richiamo materno del pranzo: è pronto! Uno sconosciuto li avvicina uccidendoli con due colpi di pistola, quel Mr Hyde è la morte inaspettata che sbuca dietro l’angolo della vita anche per Salvatore Ranieri, 74 anni, colpito secco alla tempia, il criminale si rintana in casa, poi si spara, la follia omicida all’americana è sbarcata da noi allungando molte ombre però sul fatto che la strage doveva essere evitata. 

L’orrore sulla pelle degli innocenti non trova giustizia ma corvi affamati di casi per cucirci sopra palinsesti, dopo 17 anni riesplode la vicenda di Denise Pipitone, fatti nuovi zero, nuove piste quasi zero, c’è una lettera anonima sulla quale costruire in studio fiumi di ipotesi, opinioni, congetture, soprattutto ascolti, che schifo i saprofiti sulla pelle degli innocenti.

E poi il Grillo-Mao, il Conte in cerca d’autore, i coinquilini di governo che si “scatarrano” in faccia, la fusione a freddo del centro (la destra che c’azzecca?), il libro a testa in giù, il genere femminile per Ministre in gonnella, le coccarde del mare più blu, il green pass per le vacanze più la dittatura dello SPID. E ancora mascherina sì mascherina no, la variante δ, il fumus della riforma fiscale, la ripresa però è all’orizzonte peccato non si trovi, in questo Paese di fancazzisti, mano d’opera con un CV da urlo, 12 ore di lavoro al giorno, zero contributi a poche centinaia d’Euro al mese. 

Ah l’Istat ci informa che nel nostro ex Bel Paese vivono (si fa per dire) 5,6 milioni di poveri assoluti, scomparsi nella nebbia fitta della miseria quotidiana, ombre da scacciare via d’ una cattiva coscienza nazionale, il blablismo compunto delle buone intenzioni somiglia tanto al catino d’acqua per le mani di Pilato, i fatti sono le file alle mense a fare i tamponi contro la fame.

La pillola dolce sono i moschettieri azzurri di Mancini e allora nonostante tutto: FORZA ITALIA!

 


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Editoriale

 

L'Italia e i diktat

di Adriano Tilgher

Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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La Spina nel Fianco

 

Attacca, Boia!

1952, Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini (Antonietta), le sorelle Nava, Soubrettes, attrici e cantanti, portano in palcoscenico una satira bonaria del fascismo e del suo Duce con uno spettacolo che mutuava il titolo da un verso dell'opera lirica Tosca: Dinanzi a lui... Tre Nava tutta Roma. Le 4 sorelle figlie di Brugnoletto, (nome d'arte attribuito da Trilussa a Giuseppe Ciocca) e della circense Giorgina Nava, durante il Regime facevano parte della compagnia Teatrale di Nino Taranto Nel 1945 sono al fianco di Carlo Campanini e Alberto Rabagliati in Pirulì Pirulì, spettacolo firmato dal duo Garinei e Giovannini. Sino agli anni 70 le sorelle Nava saranno impegnate oltre che sui palcoscenici di tutta Europa anche in radio, cinema e tv calcando il palcoscenico al fianco di artisti come Totò, Macario, Carlo Dapporto e Nino Manfredi. Pinuccia leader del gruppo e capocomico, iniziava ogni spettacolo dando il via all'orchestra al grido di Attacca, Boia!

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