Le riforme indispensabili

L’Italia deve essere ricostruita dalle fondamenta, perché, ormai è una nazione che ha perso la sua ragion d’essere, soprattutto per aver smarrito il suo senso di appartenenza, la sua identità che nasce da una storia ed una cultura millenaria ed è cementata da una lingua fra le più ricche e le più studiate del mondo.

Gli attacchi sistematici alle nostre istituzioni, come la scuola, la giustizia, la sanità… - un tempo punti fermi nei quali riconoscersi, copiate e imitate in tutto il mondo – le hanno ridotte a simulacro di sé stesse. Il tutto agevolato dall’insipienza e l’incapacità del ceto politico e della classe dirigente.

Restare abbarbicati ad altre realtà nazionali che non hanno mai cessato dal considerarci nemici colonizzati da rieducare ed abituare al servilismo, commemorare ogni anno trionfalmente la fine della nostra indipendenza nazionale, trattare come alleati coloro che continuano ad occupare militarmente il nostro territorio sono delle realtà che feriscono in modo tremendo il nostro orgoglio di Italiani.

La nostra stessa carta costituzionale, d’altra parte, pur avendo degli spunti notevoli soprattutto per quanto riguarda il sociale e il lavoro con le sue tutele, è espressione di un popolo frantumato e sconfitto che vuole perpetuare le proprie fratture ed accetta la propria perdita di sovranità: divisioni che vengono sfruttate, come è sempre avvenuto nella nostra travagliata storia, dalle altre nazioni per incidere nel nostro destino; perdita di sovranità che dopo essere stata ratificata con gli accordi NATO ed i patti bilaterali oggi viene addirittura sancita con leggi di livello costituzionale.

Gli Italiani, però, stanno sempre più manifestando la loro volontà di cambiare, sia facendo crescere forze politiche nuove, purtroppo mal condotte e soprattutto pilotate dalle nazioni a noi ostili, ma soprattutto sconfiggendo tutti insieme il referendum di riforma costituzionale di Renzi che intendeva restringere in modo notevole quel poco che resta della nostra sovranità.

Ogni giorno ci rendiamo conto di quali guasti siano all’interno delle nostre istituzioni, ormai travolte da scandali periodici e da crisi totale di credibilità e di quali interventi urgenti siano necessari per riacquistare un prestigio ormai perduto.

Uno dei principali istituti da ricostruire totalmente è la giustizia: uno dei cardini essenziali per la convivenza civile e la crescita culturale, politica, sociale ed economica della comunità nazionale e di cui Roma e l’Italia tutta sono state faro e riferimento per il mondo intero.

La magistratura in questi ultimi tempi ha mostrato in modo deprimente tutta la crisi della propria struttura; crisi evidente da anni ma che il caso Palamara prima e la loggia Ungheria adesso insieme a vari arresti per corruzione di magistrati in più parti d’Italia la stanno rendendo palese a tutti.

L’inadeguatezza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), condizionato dalle interferenze politiche ha fatto il resto. Sarebbe stato utile un intervento drastico del Presidente della Repubblica, che è presidente anche del CSM, ma così non è stato e la situazione si sta aggravando.

E’ questa una delle più importanti istituzioni su cui bisogna intervenire d’urgenza cercando di separare in modo inequivocabile il potere giudiziario dalla politica e, quindi, il potere legislativo.

Non è ormai sufficiente solo una riforma di gestione della struttura con la separazione delle carriere e l’introduzione della responsabilità civile, anche per colpa, dei magistrati nell’esercizio delle loro funzioni. Bisogna, anche, recidere pesantemente le collusioni politiche sia impedendo che chi fa la scelta giudiziaria possa mai più nella vita intraprendere la carriera politica e viceversa, ma anche vietando ai magistrati di iscriversi ad associazioni che di fatto rappresentano dei veri e propri partiti politici ed infine modificando radicalmente la struttura del CSM che, essendo l’organo autonomo di governo della magistratura, non deve avere interferenze politiche e tanto meno partitiche. Questo presuppone che non vi siano rappresentanti eletti dal Parlamento e meno che mai dai partiti, ma, tuttalpiù, una commissione di controllo scelta tra i cittadini. Ovviamente anche i magistrati non devono interferire nella politica.

Sono riforme drastiche ed urgenti necessarie per ricreare l’Italia e portarla nuovamente al ruolo che le spetta e con funzioni degne di quel ruolo.


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Editoriale

 

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