Supereroi con super problemi

28 settembre 1976 all'interno della trasmissione su fumetti ed animazione "Drops" in palinsesto sulla Rai, viene trasmesso un episodio del cartone animato de: “I Fantastici 4" i supereroi nati dalla mente geniale di Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), per la Marvel Comics, la famosa "casa delle idee" antagonista della Dc, la casa dei vari Batman, Superman etc. Le due case editrici negli anni hanno dato vita a migliaia di personaggi, creato universi, storie, intrecci narrativi, che hanno consolidato in tutto il mondo il concetto di “Supereroi”. La Marvel soprattutto coniando lo slogan, "supereroi con super problemi", riuscì ad inserire i propri personaggi, nella vita di tutti i giorni, con i relativi problemi, economici, sociali, sentimentali.

Il mondo post sessantotto stava cambiando, in una società sempre più politicizzata anche i Supereroi finirono sotto i riflettori del politicamente corretto di allora, nella trasmissioni di cui sopra, l'attore Stefano Satta Flores, commentando l'episodio del quartetto, definì i supereroi una specie "giustamente in estinzione" scagliandosi contro gli eroi in calzamaglia colpevoli di rifarsi alla teoria del superuomo. Per avvalorare tale tesi il conduttore si spinse ad affermare che autori, ispiratori di quel mondo, come Jerry Siegel, Joe Schuster e Max Fleische essendo di origine Tedesca, incamerassero inconsciamente gli stereotipi del Nazismo, (probabilmente ignaro che questi autori al pari di Stan Lee fossero di religione ebraica). Sui Supereroi l'attore continua, "Da noi ce n'è stato uno, tempo fa, quello che sciava a torso nudo, che mieteva il grano, (..) andava a cavallo guidava l'aeroplano”, e mentre alle sue spalle l'immagine di Capitan America veniva sostituita da quella di Benito Mussolini, declamava un brano tratto dal Dizionario della dottrina fascista: "Mascelle quadrate (..) testa massiccia solidissima dove gli occhi corrono ultradinamici, gareggiando con la velocità delle automobili..." Un vero e proprio Superman concludeva Satta Flores "invece della S lui aveva la M”. La trasmissione sfumava con la frase di Bertold Brecht "Beati i popoli che non hanno bisogno di Eroi".

Previsione tutt'altro che azzeccata, da allora i supereroi hanno conquistato l'immaginario collettivo dei giovani e non solo, andando a sostituire con i loro costumi sgargianti vecchi pantheon di divinità. Nelle espressioni superomistiche dei fumetti e nelle loro trasposizioni cinematografiche e televisive sono riposte  pratiche simboliche che la cultura laica e post illuminista hanno tentato di rimuovere. Alla messa in onda di quella trasmissione, avevo 12 anni, leggevo fumetti Marvel e "Neri", cosa che ho fatto sino agli anni ‘90, tre anni dopo salii le scale che mi portarono alla locale sezione del Movimento Sociale, dove speravo di trovare supereroi in carne ed ossa. Di tutto il Marvel-Verso, solo due personaggi non sono mai riuscito a digerire, Iron Man e Capitan America, l'uno un trafficante d'armi egocentrico e milionario prototipo del capitalismo e dell’iper tecnologia, l'altro personificazione di quella nazione che oggi come allora rappresenta per me il male assoluto. Fra i miei Supereroi Marvel preferiti, il gruppo/non gruppo dei difensori, non quell'accozzaglia televisiva dei giorni nostri, ma la squadra originale formata dal Dottor Strange, mistico ed esoterista che aveva sicuramente letto Evola e Guenon, Namor, re in esilio del regno di Atlantide, (che aveva provato a rubare la fidanzata a Red Richard) e l'incredibile Hulk pronto a spaccare tutto, Esoterismo, risse e nobiltà, praticamente la vita di sezione. Al gruppo originario negli anni si uniranno, e susseguiranno, fra i tanti Valchiria, Silver Surfer, Ghost Rider, Moon Knight e Daimon Hellstrom.

Ma come è finito il mondo delle sezioni, dove quelli che ritenevamo "Eroi" si sono venduti per un piatto di lenticchie, anche il mondo definito da Satta Flores "Superomistico" sta mutando drasticamente, adesso si appresta a divenire “LGBTQ+ Friendly”. Nella fase 4 del “Marvel Cinematic Universe”, la trasposizione cinematografica dei fumetti, Marvel si prepara ad introdurre personaggi LGBT. Nel Dcverse ormai la fanno da padroni da anni.  Batwoman è dichiaratamente omosessuale, come pure una pletora di personaggi secondari delle serie tv Arrow, Flash, Black Lightning, Gotham, e Supergirl, dove la sorellastra della supereroina Kriptoniana Alex Danvers farà coming out, in un episodio. Recentemente sempre in Supergirl ha fatto il suo ingresso il primo supereroe, Transgender (Dreamer) che passa il suo tempo a menare omofobi e razzisti. In Legends of Tomorrow la bisessualità è l’orientamento che viene più etichettato ai personaggi, compreso i protagonisti Sara Lance e John Constantine. La Marvel non poteva certo restare indietro dopo il "blackwashing" (cioè la trasformazione di un personaggio letterario fumettistico o cinematografico da caucasico a di colore) di Nick Fury, Torcia Umana e Walkiria, scopriamo che la leggendaria amazzone dei Difensori ispirata alla mitologia Nordica, ed introdotta nel MCU per la prima volta nel film “Thor Ragnarok”, è lesbica, e nel prossimo film “Thor Love and Thunder”, in uscita il 5 novembre del 2021 sarà incoronata a capo di Asgard, e dovrà trovare una sua “Regina”. Vedremo un personaggio omosessuale nel prossimo film The Eternals tratto dai mitici fumetti disegnati da Jack Kirby. Intanto in una nuova serie di fumetti "The United States of Capitan America" comparirà un nuovo personaggio omosessuale, Aaron Fischer, che si ispira all’eroe a stelle e strisce e agli attivisti della comunità Lgbt+. Secondo l’autore Joshua Trujillo, Aaron, che si farà chiamare “Captain America of the Railways”, è ispirato agli eroi della comunità queer.

Al di là delle tesi di  Bertold Brecht e Stefano Satta Flores, ogni generazione ha bisogno di eroi, se quelli di oggi, sono rappresentati dal nuovo corso ci restano pur sempre i “Villan”, fra i miei preferiti di gioventù c'era un personaggio minore, apparso solo poche volte, l'agente Asse, frutto di un esperimento che aveva fuso insieme i corpi di 3 volontari appartenenti al patto d'acciaio, l'Italiano Aldo Malvagio, il tedesco Berthold Volker ed il giapponese Hiroyuki Kanegawa. Aveva la forza e l'intelligenza di tre uomini, e aveva in Cap, il nemico giurato. Intanto sul canale streaming Disney + è uscito il primo episodio della serie tv “The Falcon and the Winter Soldier”, ispirata a due del personaggi minori legati al personaggio di Capitan America, dove secondo indiscrezioni avremo come Villan il Barone Zemo, personaggio creato da Lee e Kirby, apparso per la prima volta in The Avengers n. 4 del 1964. Storico membro della società segreta HYDRA, fondata durante il Nazismo dal Barone Strucker, che negli anni ha visto fra i suoi massimi dirigenti, Teschio Rosso, Arnim Zola, e Silvermane, (Silvio Manfredi). HYDRA Nonostante il nome sia generalmente indicato in caratteri maiuscoli, non è un acronimo ma un riferimento alla mitologica Idra di Lerna, il loro motto, recita: "Cut off a head, two more will take its place" (Taglia una testa, altre due prenderanno il suo posto). Tiferò per loro, Heil Hydra!


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Editoriale

 

L'Italia e i diktat

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Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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La Spina nel Fianco

 

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1952, Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini (Antonietta), le sorelle Nava, Soubrettes, attrici e cantanti, portano in palcoscenico una satira bonaria del fascismo e del suo Duce con uno spettacolo che mutuava il titolo da un verso dell'opera lirica Tosca: Dinanzi a lui... Tre Nava tutta Roma. Le 4 sorelle figlie di Brugnoletto, (nome d'arte attribuito da Trilussa a Giuseppe Ciocca) e della circense Giorgina Nava, durante il Regime facevano parte della compagnia Teatrale di Nino Taranto Nel 1945 sono al fianco di Carlo Campanini e Alberto Rabagliati in Pirulì Pirulì, spettacolo firmato dal duo Garinei e Giovannini. Sino agli anni 70 le sorelle Nava saranno impegnate oltre che sui palcoscenici di tutta Europa anche in radio, cinema e tv calcando il palcoscenico al fianco di artisti come Totò, Macario, Carlo Dapporto e Nino Manfredi. Pinuccia leader del gruppo e capocomico, iniziava ogni spettacolo dando il via all'orchestra al grido di Attacca, Boia!

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