Frankenstein o il moderno Prometeo

Maggio/giugno 1816: due secoli prima della domiciliazione forzata imposta dal Covid, la bella stagione tarda ad arrivare, un cenacolo di letterati, con le proprie mogli ed amanti, come nella miglior tradizione Boccaccesca, si ritrova in Svizzera, nei pressi di Ginevra, a villa Diodati, residenza fatta costruire dall'omonima famiglia Lucchese esule dal 1560 in quanto cacciati dalla Repubblica per la loro adesione all'eresia protestante.

Il 1816 sarà ricordato nella storia, come l'anno senza estate, le piogge incessanti costringevano nobili e plebei nelle proprie abitazioni. A Villa Diodati si trovarono Lord Byron, accompagnato dal suo medico John William Polidori, Percy B. Shelley, la sua compagna nonché futura moglie Mary W. Godwin e Claire, sorella di Mary, all'epoca amante di Byron. Passano il tempo come Decameron impone, fra ozio e lussi, leggendo storie di fantasmi, mostri e soprannaturale. Finché Byron propone di fare una gara a chi riuscirà a scrivere il racconto di terrore più bello. Quelle giornate sono descritte in modo onirico e suggestivo dal film “Gothic” diretto nel 1986 da da Ken Russell. Soltanto due riescono a portare a termine la sfida, John William Polidori con il suo “The Vampyre” (Il vampiro), riuscì a trasformare il vampiro del folklore nella forma oggi conosciuta, e Mary Godwin Shelley che darà vita con il suo “Frankenstein; or, The Modern Prometheus” (Frankenstein o Il moderno Prometeo) al personaggio gotico più conosciuto. Frankenstein è uno dei miti della letteratura, perché affonda le sue radici nelle paure umane. È inoltre spesso utilizzato per estensione, come esempio negativo in campo bioetico, alludendo all'eticità degli esperimenti scientifici, ed all’ identificazione di un limite ultimo insormontabile nella ricerca. Per contaminazione la figura del mostro di Frankenstain, (creatura che sfugge al suo creatore) può essere applicata anche alla politica del nostro paese, cucita addosso ad un “Dandy”, creato con pezzi di cadaveri ideologici del secolo scorso.

21 Maggio 2018 uno sconosciuto avvocato natio di Volturara Appula nella provincia di Foggia viene proposto come presidente del consiglio dei ministri dai leader della coalizione M5S-Lega al presidente della Repubblica. Il 31 maggio fu nominato da Mattarella presidente del Consiglio. Luigi Di Maio e Matteo Salvini moderni dottor Frankenstein si illudono di poter manovrare la propria creatura, il resto come si usa dire, è storia, liberatosi subito di Salvini, nel suo secondo mandato, grazie alla provvidenziale emergenza sanitaria, si è autonominato leader supremo della nostra nazione, che sta sistematicamente distruggendo a colpi di dpcm. Il M5s, il partito Democratico, ed Italia Viva, seppur tardivamente iniziano a rendersi conto del grave errore che hanno commesso.

Italia Viva per bocca di Davide Faraone arriva a dire: “Abbiamo impedito i pieni poteri a Salvini non per consegnarli nelle mani di Conte, a cui comunque è stata data la più grande libertà di azione mai vista da un premier in democrazia”. Stefano Feltri già vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, frequentatore del Gruppo Bilderberg e promotore della patrimoniale. “Conte vuol costruirsi un vero governo nel governo, un comitato esecutivo che risponde al Ciae (Il Comitato interministeriale degli affari europei). “Una capacità (..) di spesa assoluta, in deroga a tutto, (..) ovviamente, governato per Dpcm senza passare quindi dal parlamento e neppure dal controllo preventivo della presidenza della Repubblica.”  Conte si sta prendendo pieni poteri per gestire “i 209 miliardi del Recovery Fund” come vuole la UE.  Perché solo a quelle condizioni i miliardi verranno elargiti. Circola una tabella (fonte canale 5) dove si prospetta come verranno spesi i fantomatici miliardi del “Recovery Plan”:

Digitalizzazione 48,7 miliardi - Transizione Ecologica 74,3 miliardi - Infrastrutture 27,9 miliardi Istruzione 19,2 miliardi - Parità di Genere 17,1 miliardi - Sanità 9 miliardi. In piena "emergenza sanitaria" con gli ospedali sovraffollati, la piccola e media impresa, in ginocchio, un governo eversore, decide di stanziare 48 miliardi di euro per la digitalizzazione, smart working, chiusura degli uffici pubblici, definitiva scomparsa dei negozi di prossimità, abolizione del contante, 5g, e tutto il corollario annesso. 74 miliardi per la "Transizione ecologica" cara al capitalismo green sognato da Greta Thunberg, 17 miliardi per la parità di genere, destabilizzando ulteriormente i concetti di famiglia tanto ostici all'ex Presidenta della camera dei deputati (e delle deputate) Laura Boldrini, e solo 9 miliardi per la Sanità. Questi soldi che dovremo comunque restituire, foraggiano la transizione a un nuovo modello economico-sociale basato sul lavoro a distanza (quando c'è), pochi amici, limitazioni alla piccola e media proprietà privata, dittatura sanitaria e rinuncia al "superfluo". Super-ricchi a spassarsela, tutti gli altri terrorizzati, imbavagliati, disoccupati, colpevolizzati e chiusi in casa. La cinematografia di genere ci insegna che i cittadini impauriti, alla fine prendono i forconi e le torce per cacciare il mostro...Trepidamente attendo.


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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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