La moneta

di Adriano Tilgher

Io non sono un’economista, né uno studioso di tali cose, ma la grave crisi economica e il drammatico sistema di potere liberista ci costringe ad occuparci di questi temi ormai fondamentali soprattutto perché ne sono stati rivoltati i cardini essenziali.

Uno dei pilastri del potere è la moneta.

Lungi da noi l’idea di addentrarci nella storia delle origini o nelle dottrine monetariste, ma è opportuno capire alcuni concetti base sia sulla proprietà che sulla scarsità della moneta.

Preliminarmente va precisato che, non esistendo più il controvalore in oro della moneta circolante, l’unico motivo per cui una moneta abbia valore è che una determinata comunità ne accetti la circolazione. Pertanto, se l’accettazione popolare attesta la validità della moneta, va da sé che il vero proprietario della stessa è il popolo o per comodità lo Stato che lo rappresenta.

Questa espressione, in se banale, significa che detentore del signoraggio monetario dovrebbe essere il popolo e quindi l’utilità che ne deriva gli dovrebbe essere accreditata. Al contrario oggi non solo questo aggio viene attribuito alle banche che emettono moneta ma per di più tutta la moneta viene addebitata ai cittadini al momento stesso dell’emissione. Quindi si realizza una doppia usurpazione di sovranità.

Se poi consideriamo che la banca che emette moneta, come nel nostro caso la BCE, è una banca privata, senza alcun controllo da parte dei rappresentanti del popolo italiano, ci rendiamo conto che siamo ai limiti della truffa e del raggiro perpetrato con la complicità di una classe politica corrotta e venduta.

Questo meccanismo ci sta rendendo sempre più poveri ed incapaci di fare una programmazione economica che ci porti fuori dalla crisi.

A tutto questo, tra gli altri fattori a tutti noti quali la pressione fiscale, l’enorme burocratizzazione, la mancanza endemica di servizi…, dobbiamo aggiungere la scarsità di moneta in circolazione e la voluta riduzione della possibilità di usare moneta. Sono due elementi concordanti e concorrenti per rendere più efficace il controllo delle persone da parte del potere finanziario e per depauperarle  sempre più sia del potere di acquisto sia della sovranità in senso lato.

Le formule per uscirne sono semplici, ma le difficoltà vengono dalla forte opposizione da parte chi ha lucrato in questi anni impoverendoci sempre più. Basta approvare un semplice articolo di legge che stabilisca la proprietà popolare della moneta e ne attribuisca l’aggio allo Stato e non all’ente di stampa e distribuzione cui va riconosciuto soltanto il costo delle prestazioni effettuate. Purtroppo il terrorismo dei media, controllati tutti, da gli autori della truffa fa sembrare pericolosa una legge così semplice e banale, ma se non si rovescia la situazione siamo costretti a rimanere “schiavi”.


Editoriale

 

Ricostruire l'unità nazionale

di Adriano Tilgher

Siamo alle solite. In Italia siamo troppo occupati ad affrontare temi marginali o impostici da altre nazioni per renderci conto della grave situazione in cui versa la nostra nazione. Purtroppo tutto questo accade perché a nessuno dei cosiddetti politici, né alle istituzioni interessa nulla dell’Italia; basti pensare alla scomparsa in tutte le scuole di ogni ordine e grado della storia, della grande cultura classica ed umanistica, base e fondamento sia del nostro percorso unitario che della nostra profonda identità.

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La Spina nel Fianco

 

L'ethos del cameratismo

1944 il poeta, soldato, (e bisessuale) Robert Graves, (24 July 1895 – 7 December 1985) dà alle stampe il suo romanzo più famoso, "Il vello d'oro”, che parla fra altre cose, della guerra dei sessi nella mitologia Greca (successivamente ereditata dai Romani). Graves dipinge il "litigio" fra Zeus ed Era, più che come una satira sui problemi domestici delle famiglie greche, come un conflitto fra sistemi sociali inconciliabili. Nel descrivere il panteon greco l'autore narra dello scontro fra le divinità femminili dei popoli mediterranei guidate da Madre Gea e gli dei del pantheon maschile, guidati da Zeus arrivati dal nord con gli invasori achei, che si sono fatti largo a spallate nella Grecia arcaica e matriarcale. Ad Olimpia cittadina del Peloponneso occidentale, che ha dato nome alle "Olimpiadi" dove sorgeva il tempio di Gea, più venerato di tutta la Grecia, un paio di millenni prima dell’era dell’Uomo, pare si sia tenuta una sorta di sacro G20, un super vertice religioso con lo scopo di raggiungere una pacificazione. Da un lato, le diverse manifestazioni della triplice Dea, con i loro riti della fertilità, e un certo gusto per i sacrifici umani, dall’altro gli dei guerrieri venuti dal nord, che erano usi tenere le donne alla catena, in cielo come in terra. Ma sarà una pace fittizia, la guerra metafisica, non finirà mai, e giunge fino a noi alimentata dal tentativo del nuovo ordine mondiale di uniformare, e quindi annullare ogni diversità di genere.

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