La cicala e la formica

Si narra che fosse in origine uno schiavo condotto in Grecia dall’Africa, vissuto nel VI secolo a.C. Esopo è il padre della favola, del suo insegnamento morale. Alcune delle sue storie hanno attraversato la cultura europea, rimangono pietre miliari nella nostra memoria. Gli animali un pretesto, sono la maschera ad indicare il vizio e la virtù dell’umano gregge.

Come Il re travicello, scagliato da Giove nello stagno fra le rane becere e litigiose, forse legata ad Atene e al re Pisistrato e al popolo che ne richiedeva la cacciata. Sovente il tentativo di cambiare la forma dello stato rendere nullo il suo potere spezzare le catene del servaggio genera le schiavitù più feroci e tetre, sembra questo il senso che gli dà Esopo. (C’è, ad esempio, una considerazione di Marx in questa direzione, mi sembra là dove ricorda il colpo di stato di Napoleone III, e Lenin e Stalin, i suoi emuli, – o a citare la Rivoluzione francese del 1789 e il Terrore pochi anni dopo ci raccontano di come la rivoluzione bolscevica portasse in sé i germi virulenti tanto da rendere pallida ombra quanto era stato il dominio degli zar con le sue ingiustizie, l’oppressione...).

Altra favola famosa è quella della cicala e della formica. Nello splendore e rigoglio della stagione estiva, dove tutto è colori e profumi, la cicala canta rendendo in melodia la gioia e la pienezza dell’esistenza, di altro non si cura, non si dà pena. Intanto la formica continua ad accumulare cibo e ad altro non pensa, nulla può distrarla. Piccina (d’animo) laboriosa inesausta... Il tempo, però, si volge al grigio e all’umido poi volge al gelo. La cicala senza riparo e scorte per l’inverno si spenge e con lei muore il canto, mentre rintanata al calore e satolla la formica sopravvive. (Sempre, però, piccina d’animo). Più o meno così Esopo la racconta, esaltando in costei la laboriosità e disdegnando fannulloni ed inetti. E così ce la proponevano in famiglia all’oratorio a scuola, era ancora il modello di una onesta e sana borghesia a parlare a noi, a frenare inquietudini e irriverenze, fino all’irrompere del “male americano” con il suo imperativo “lavora-produci-consuma”, e renderci tutti servi dell’omologazione e del consumo e d’ogni fallace benessere. Tutti nel medesimo globale formicaio.

(Poi venne la liberazione e la pandemia...). Già Gianni Rodari, scrittore di favolette e poesiole, aveva invertito ruolo e simpatia, privilegiando la cicala e rimproverando la formica. Quest’ultima, se ricordo, esempio di avarizia (poteva essere generosa e offrire il pasto alla cicala?). Cantare pur sempre è un dono, offerto a chi cerca il riposo di una sosta, alza il capo si deterge il sudore si leva con lo sguardo verso l’oltre sogna. La cicala in fondo, forse inconsapevole, porta in sé la generosità libera e spontanea. Ed io vorrei essere un po’come lei – e forse a vent’anni, bastoni e barricate, alcuni di noi lo furono o tentarono d’esserlo -, pur se la voce s’è stonata e fattasi roca.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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