L'odio che continua

Non so se siano stupidi o in malafede o tutte e due le cose, ma tutti coloro che, istigati dalle centrali di controllo dell’imbavagliato sistema giornalistico italiano e dai partiti al servizio del liberismo criminale imperante, continuano a cantare “Bella Ciao”, l’inno di una parte degli italiani che parteciparono ad una cruenta guerra civile, sono dei fomentatori di odio, quello della peggiore specie, quello fratricida.

Soprattutto, poi, se consideriamo che le truppe anglo americane vincitrici concessero la vittoria proprio a quella parte, e che da quel momento, a guerra finita, iniziò una mattanza vergognosa di cui, oltre ai testimoni dell’altra parte e ai familiari delle migliaia di vittime, nella maggior parte dei casi innocenti, ha parlato, con dovizia di prove e testimonianze, un noto giornalista di sinistra, Giampaolo Pansa, recentemente scomparso.

A questo punto è lecito domandarsi perché continuare ad istigare l’odio? A chi giova perpetuare una divisione violenta degli Italiani? perché, in nome della non violenza, si continua a farne uso contro avversari, qualunque siano le loro convinzioni politiche?

La guerra civile del 1943/45 è stata tremenda, quello che è accaduto dopo è stato peggio. Chi vince ha sempre ragione e quindi, avendo vinto gli occupanti americani, hanno dato la ragione ai loro servitori.

Ora, nel 2020, quando, tranne qualche rara eccezione, i combattenti di quella carneficina sono tutti morti, perché continuare a risollevare quel clima di odio? C’è sicuramente una regia, fatta in malafede, da parte di chi politicamente, pur essendo minoranza, vuole governare a tutti i costi, ma c’è anche tanta stupidità in chi si presta a queste operazioni anti storiche ed anti italiane.

Quella canzone inizia “… una mattina mi son svegliato è ho trovato l’invasor”.

Io sono nato nel 1947 a Taranto e la mia città era invasa dai marinai Americani, quelli stessi che oggi occupano, a spese nostre, 108 siti alcuni dei quali forniti di testate nucleari che nessun italiano controlla o comanda. Da quali invasori sono stato liberato io e tutte le genti del Sud, se ce li abbiamo indisturbati a casa nostra?

E questi ragazzotti che cantano quella canzone si rendono conto di essere stati invasi ed occupati e che quegli invasori non se ne sono mai andati? Di cosa gioiscono? Della loro mentalità al servizio del pensiero unico dominante di cui diventano, spero inconsapevolmente, i vessilliferi?

L’Italia ha bisogno di essere liberata, di riacquistare la sua sovranità, di ricostruire una coesione nazionale superando tutte le sue tremende contraddizioni: nord e sud, fascismo e antifascismo, destra e sinistra.

Questo occorre per poi concorrere, in condizioni di parità con le altre nazioni europee alla costruzione di una grande Europa politica che vada da Brest a Vladivostok.

Non sarà la cosiddetta classe politica attuale a realizzare queste cose, ma neanche le future generazioni, se continueranno ad essere allevate nel culto dell’odio fratricida.


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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