L’abominio del pensiero politicamente corretto

Siamo all’assurdo ciò che è vero per la gente non lo è per gli sconfitti della storia e della politica. La sinistra attuale rifiutata in blocco dal popolo italiano utilizza in modo selvaggio ed antidemocratico i miracolati della loro gestione

Uno dei torti, ma non è l’unico, della gestione di centrodestra è di non aver fatto pulizia di tutti i quadri al servizio della parte e non della Patria. Il che forse sta a significare che tutto sommato erano compagni di merende ed è proprio questa la ragione profonda della vittoria massiccia delle forze antisistema.

Oggi, questi paladini della sinistra, addirittura si beffano spudoratamente del voto democratico come dimostra anche il festival di Sanremo, come già è stato per i governi Monti, Letta, ecc.; ma mentre in quest’ultimo caso era una scelta politica determinata, su ordini e ricatti esterni, dai compagni di merende di cui sopra, la giuria e l’organizzazione del festival dipende dalla RAI di nuova nomina.

Che aspettano a cambiare i vertici e a togliere di mezzo coloro che non rappresentano più gli Italiani? Che aspettano a sostituire nelle varie commissioni ministeriali i personaggi che continuano a distribuire milioni di euro ai soliti compagni di merende che hanno contribuito a ridurre l’Italia e il suo ingente patrimonio in stato catalettico?

Certo dal Movimento 5 Stelle ce lo potevamo aspettare viste le loro primarie taroccate sulla piattaforma Rousseau, ma anche la Lega deve svegliarsi, c’è tanta gente capace che aspetta di essere impegnata per risollevare l’Italia, disinteressata e con tanta voglia di fare bene.

Solo in questo modo i soloni del pensiero debole, del politicamente corretto potranno essere ridimensionati. Sicuramente continueranno a gracchiare sui quotidiani e le televisioni in mano ai servitori sciocchi dei poteri forti internazionali ma questo ci deve spingere a costruire un contropotere di Stato: e la RAI esiste per questo.

Il tempo stringe, la mentalità della gente è ormai distorta, il lavaggio del cervello è in stato avanzato ormai ci stanno costringendo a un linguaggio falso, ipocrita e senza natura. Fino a qualche anno fa se si parlava di famiglia tutti capivano di cosa si parlava. Oggi, anche i più strenui difensori della famiglia, parlano di famiglia naturale come se ce ne fosse un’altra possibile, magari innaturale.

Sono i tempi dell’imbastardimento dell’uomo e noi abbiamo il dovere di fermarlo e questo governo dell’antisistema ha il dovere di fermarlo.


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Editoriale

 

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Dall'archivio di "Strano ma Nero" voglio far uscire alcune perle che sono sicuro susciteranno stupore (e indignazione) in molti lettori, voglio parlare di un uomo che Pietrangelo Buttafuoco ha definito "Il più ruvido incazzoso squadrista che mai calendario abbia potuto avere”, Francesco Forgione, meglio conosciuto come San Pio da Pietrelcina. Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887.  Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni.

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