Jüngeriana [9]

L’Operaio coincide con la Gestalt, con la nuova forma qual è emersa dai combattimenti della Grande Guerra. La rivoluzione tedesca, per Jünger, è una rivoluzione della forma; il borghese, infatti, «non appartiene al mondo della forma»: e si tratta di un’intuizione straordinaria, oggi che assistiamo alla società liquida, alla dissoluzione delle forme in una miscela indistinta di individui che non sanno concepirsi altrimenti che atomi isolati, monadi senza porte né finestre.

Il fatto è che per lo scrittore tedesco il borghese identifica il proprio ruolo con la difesa, il che spiega perché in genere faccia l’avvocato e in guerra si affanni sempre a stabilire che è lui che ha subito l’aggressione, anche a costo di falsificare la realtà a vantaggio di una narrazione rassicurante. In una visione non borghese della vita, invece, il pericolo è sempre presente; come sa anche il borghese che pure cerca di negarlo derubricandolo ad errore del sistema. Anche in questo caso la lettura di Jünger anticipa i nostri tempi, con la sua ermeneutica del futuro: il timore odierno verso il conflitto, negato ed esorcizzato dal politicamente corretto in tutte le sue versioni, politiche come religiose, infatti, comporta di necessità la cancellazione dell’identità.

Se io sono qualcosa di definito non posso evitare il conflitto con chi è definito diversamente da me. Ovviamente il conflitto non va inteso necessariamente come scontro materiale, ma inteso assolutamente come scontro dialettico dal quale, una civiltà sicura di sé, trae una sintesi superiore. L’Operaio non rifiuta la sicurezza, ma la considera polo dialettico di una vita che anela anche all’azzardo, all’avventura, all’odio come all’amore, ai trionfi come alle cadute. Ecco perché la Grande Guerra viene letta da Jünger come la linea rossa conclusiva dell’èra borghese: l’entusiasmo con il quale venne accolta a Berlino e Vienna come a Londra, a Parigi e a Pietrogrado - non a Roma – è l’urlo rivoluzionario contro gli antichi criteri di valore ormai svuotati della loro forza.

La Grande Guerra costrinse i combattenti a scegliere se infrangersi contro di essa o trasformare la vicinanza con la morte, il fuoco e il sangue in una salute mai sperimentata prima. La nuova forma sposa nietzscheanamente la vita con il pericolo: questa è la nuova libertà, espressione della necessità di cui l’Operaio è capace proprio perché il sentimento della libertà nasce dove c’è attività, operante ed efficace trasformazione del mondo. Quindi dove c’è il lavoro. E se il lavoro non c’è, non c’è libertà, perché non c’è forma. Anche in questo Jünger è stato preveggente: la moderna società liquida negando il lavoro, distruggendolo nelle sue forme, compie un passaggio decisivo nella negazione della strutturazione della personalità che consente di rivolgersi all’uomo solo ed esclusivamente nella sua dimensione di consumatore.


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.