Contro la mediocrità dell'oggi

È impressionante l’ignoranza della società di oggi. Una mediocrità diffusa che alimenta il convincimento di essere tutti belli, forti, capaci di capire tutto, di sapere tutto, di poter mettere lingua su tutto.

Ignoranza che è frutto della mediocrità e dell’asservimento al profitto degli accademici, dei sedicenti uomini di cultura e della classe politica di questo nuovo millennio.

Un tempo eravamo solo selezionatori della nazionale di calcio, oggi ci sentiamo primi ministri, scienziati, grandi avvocati, grandi letterati, … e a buon diritto vista l’estrema mediocrità di quelli che oggi occupano quei ruoli.

Tutto ci è permesso, possiamo discettare di storia, di filosofia, di scienza, di arte, senza aver letto un libro, un documento, un trattato, senza aver visto un museo, perché chi dovrebbe avere l’autorità scientifica per parlare di queste cose, essendosi venduto, spesso dimostra di saperne meno di noi. Poi ci mettiamo su una tastiera e tranciamo giudizi su tutto e su tutti. Così ci convincono di essere liberi e non capiamo invece quanto tutto ciò documenti il degrado e la bassezza cui stiamo arrivando.

Lo specchio della bassezza del mondo in cui viviamo sono le nostre città.

Le strade sono sporche, ma siamo noi che le sporchiamo; gli amministratori non le fanno pulire, ma siamo noi che abbiamo scelto quegli amministratori e quando cambiamo il nostro voto, scegliamo sempre l’amico dell’amico perché forse ci può aiutare; gli spazzini, o operatori ecologici che dir si voglia, boicottano, ma siamo noi che glielo permettiamo anche perché se fossimo al loro posto faremmo lo stesso e via di questo passo.

Potremmo continuare all’infinito e dire le stesse cose per la scuola, la famiglia, la sanità, i luoghi di culto, ecc. Perché questo degrado? Perché questa decomposizione della società? Semplice: non esiste più l’Ordine, trasposizione in regole dell’Ordine Naturale, per cui tutto viene messo in discussione nulla è certo, non vi è alcun assoluto, tutto è relativo.

La donna non è donna, l’uomo non è uomo, il bianco non è bianco, il nero non è nero, il bello non è bello, il brutto non è brutto. Vale non ciò che è ma ciò che appare. Vale molto di più un trafficante di droga che ha sulla coscienza tante vite spezzate, ma che vive in ville sfarzose, cammina in Ferrari e da’ stupende feste e festini a base di sballo di vario genere, di un oscuro ricercatore che passa la sua vita in strane ricerche che forse domani potranno salvare tante vite, ma che nel migliore dei casi può permettersi un monolocale ed un’utilitaria di quarta mano.

Vale molto di più una prostituta d’alto bordo vestita all’ultima moda con addosso capi tutti firmati e che è sempre al centro degli interessi dello spacciatore di cui sopra, di una mamma che dedica la propria vita a crescere i figli che ha messo al mondo cercando di educarli ai valori fondanti di una società a dimensione umana.

Che follia ancora penso ai valori umani, alla maternità, alla creatività, allo spirito, sono proprio ridicolo. Secondo te vale più Cristiano Ronaldo o Pirandello? La velina televisiva o Grazia Deledda? Che domande banali!!!

Certo, i miti di oggi sono calciatori e ballerine perché i grandi personaggi della cultura, dell’arte, dello spettacolo, del pensiero non esistono più.

Esiste solo tanta ignoranza, tanta mediocrità, il tutto cloroformizzato, creato, costruito da quella grande corruttrice di massa che è la televisione spazzatura, che ci fa sembrare tutti più colti ed intelligenti, ma ha creato solo degli involucri omogenei che impediscono lo sviluppo delle vere personalità di ognuno.

Fortuna però che le eccezioni esistono anche se la cultura massificata non li fa conoscere ai più e noi dobbiamo metterli insieme.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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