Stasi tricologica

Dal 5 al 9 febbraio, si svolgerà al teatro Ariston di Sanremo il sessantanovesimo festival della canzone Italiana, con il solito strascico di polemiche, è cambiato il Governo, è cambiato il direttore della Rai, ma il Festival dell'Unità Sanremese resta l' amplificatore del Politicamente corretto, Claudio Baglioni, attacca il governo sulla situazione dei Migranti, nella sua veste di fondatore della "Fondazione Oscià" che si occupa appunto di "sensibilizzazione sul delicato tema dell'emergenza immigrazione". Ma come dice il refrain, Sanremo è Sanremo, ha sempre suscitato polemiche, lanciato mode, e qualche volta profetizzato.

Nel 1997 il premio della critica nella categoria nuove proposte va ad un giovane romano laureato in filologia romanza, Niccolò Fabi, con il suo brano “Capelli”. Ma quanto influiscono i capelli nella vita di ognuno di noi? L'ex cantante sulle navi da crociera, Silvio Berlusconi, si è rivolto probabilmente all'ex chitarrista della band Bazzanese de "I Vagabondi," un certo Cesare Ragazzi, inventore della protesi tricologica. Donald Trump nel febbraio dello scorso anno ha ammesso pubblicamente: “Faccio l'Impossibile per mascherare la mia calvizie”.

Germania, una ragazza che passeggiava lo scorso dicembre per il mercatino di Natale di Chemnitz, città extracircondariale della Sassonia, è stata bloccata dalle forze dell'ordine perchè aveva le trecce, i poliziotti l'hanno interrogata sul motivo per cui portasse i capelli in quel modo, e se avesse simpatie politiche di estrema destra. La ragazza ha subito girato un video in cui racconta l’accaduto e l’ha caricato su Youtube. Lo spiacevole qui pro quo è sicuramente da mettere in correlazione con la pubblicazione di una brochure che il ministero della Famiglia per conto dell'"Amadeu Antonio Foundation" ha fatto circolare negli asili Tedeschi. Ai maestri è stato dato il manuale “Ene, mene, muh und raus bist du! Ungleichwertigkeit und frühkindliche Erziehung” un tomo di 60 pagine dove sono descritti gli atteggiamenti utili a far insospettire gli insegnanti. Sfogliando il manuale si possono leggere domande tipo "come comportarsi se un genitore esprime commenti o frasi razziste o contrarie agli immigrati, alle altre culture e religioni". I bambini dovrebbero riferire di atteggiamenti sospetti dei loro cari, in pratica divenire delatori nei confronti dei propri genitori. La descrizione che il manuale dà di bambini provenienti da una famiglia appartenente a un gruppo “neo-nazista”: «la bambina indossava vestitini e aveva le trecce, mentre il figlio maschio capelli corti, e si applicava in vari sport ed esercitazioni fisiche».

La reazione dei partiti politici non si è fatta attendere, e non solo di quelli appartenenti a partiti all'estrema destra. L’AfD, ha accusato l’Amadeu Antonio Foundation di usare «gli stessi metodi della Stasi». Oltre all'aspetto fisico secondo il manuale vanno tenuti d'occhio anche i genitori che ai figli “insegnano a svolgere le faccende domestiche”.

Ma se in Germania una bionda treccia diviene motivo di pubblico ludibrio, in Italia è anche peggio, non importa l’acconciatura, già solo il colore dei capelli è sospetto. Viola Carofalo, leader del partito Potere al Popolo, attraverso il proprio profilo Facebook attacca Chiara Ferragni, ma non per aver messo in vendita un bene pubblico come l'acqua in una bottiglietta da 50 cc a 8 euri, ma per la campagna pubblicitaria della Pantene, a cui la Ferragni presta il volto. "Questa pubblicità avrebbe dovuto rappresentare un riscatto per le donne, una spinta ad “accettarsi, per non sentirsi obbligate ad adeguarsi ai modelli vigenti in materia di capelli... la Ferragni sminuisce le battaglie femministe… la testimonial non è una ragazza con gli afro, o, per fare un altro esempio, una donna con pochi capelli perchè sta facendo la chemio. È Chiara Ferragni: lunghi capelli biondi sempre in piega" nelle parole della Carofalo la bionda influencer diventa un simbolo della destra populista, fobillatrice di odio, sessismo e razzismo.

Il Politicamente corrotto (non è un errore ortografico) ha raggiunto vette irraggiungibili, abbiamo scoperto che Pippi Calzelunghe era una pericolosa Nazista dell'elevata pericolosità sociale, ed Anna dai Capelli Rossi una fobillatrice Repubblichina. Prima che la stasi venga a prendermi, ci tengo a comunicare ufficialmente, di non essere una "Testa Rasata" e quindi pericoloso criminale, si chiama calvizie.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

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La Spina nel Fianco

 

Più buio che a mezzanotte non viene

22 giugno 1946 entra in vigore il: “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati (..), politici e militari”, avvenuti durante il periodo dell'"occupazione nazifascista". Legge proposta e varata da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, e allora ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi. L'amnistia, che prenderà il nome dal suo promulgatore, aveva come scopo primario, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l'"epurazione", degli ex fascisti rallentasse la ricostruzione materiale del paese. Con l'amnistia vennero scarcerati migliaia di detenuti che furono reinseriti senza troppo clamore nella cosiddetta "Società Civile". Stranamente (o forse no) alcuni degli ex prigionieri, arriveranno perfino a iscriversi al Partito Comunista, chi per convenienza, chi per continuare l’ideale battaglia de: "Il sangue contro l'oro",  in quanto (almeno a parole) vedevano nel PCI un argine ad una visione liberista del mondo, identificando più che nell'unione Sovietica il nemico in quegli Stati Uniti artefici di massacri e distruzione delle nostre città.

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