Per una rinascita nazionale

Il nostro primo convegno nazionale è ormai alle porte. Sabato 19 e domenica 20 gennaio, la Città di Montecatini vedrà riunirsi quello che ci auguriamo essere veramente un qualcosa di grande.

Non abbiamo pretese di successo o protagonismo; chi ci conosce sa bene che siamo nati dal basso, facendoci da soli, rifiutando ogni compromesso e rischio di corruzione, senza risorse alle spalle e con tanti, continui enormi sacrifici. Non lo facciamo per i soldi (che malapena abbiamo raccolto per realizzare l’evento), per la fama o per finire sulla bocca di tutti. Non lo facciamo nemmeno per vanagloria personale, perché dei quindici minuti di palcoscenico mediatico possiamo farne volentieri a meno.

Di una cosa siamo certi: crediamo in ciò che facciamo, per davvero. L’ ideale che ci anima è una forza prorompente che guida il nostro agire e che ci spinge a non mollare. In fin dei conti, se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.

Noi crediamo nella reale ed imperante esigenza di una rinascita nazionale, vale a dire il ricostruire le basi forti e solide per far risorgere la nostra cultura millenaria e, quindi, il nostro popolo, la nostra Nazione.

Ne abbiamo abbastanza di questo deplorevole degrado che investe ogni aspetto del vivere umano, di questo squallore che ci stanno convincendo a chiamare col nome di “bella vita”, del mefistofelico annientamento della autentica felicità a cui ognuno di noi è chiamato. Non ne possiamo più di essere presi in giro da una politica che nemmeno è degna di essere chiamata tale, che ignora il Bene comune e promuove la schiavitù delle coscienze, la distruzione degli ideali, la povertà materiale e spirituale. È giunta l’ora di dire basta e far capire a quelli che stanno “in alto”, assisi sulle loro comode poltrone, che esistono persone che credono e che sono pronte a combattere.

Ci sono giunti fiumi di critiche, di attacchi, calunnie, offese, minacce: ne andiamo fieri! Per noi sono tutte medaglie da appuntare al petto, con orgoglio.

Ci siamo definiti come settimanale “politicamente scorretto” proprio perché vogliamo essere un punto di rottura nel sistema, andare controcorrente, generare la critica e la rivoluzione dei cuori. Ben vengano, dunque, le critiche e gli attacchi, ed anzi sono i benvenuti i nostri nemici, ai quali dimostreremo con onestà intellettuale e fermezza d’animo che la verità è più grande di noi e di loro.

Nessuna grande conquista avviene senza avere dietro un’idea forte che la motivi e senza immensi sacrifici. “Siamo due volte armati se lottiamo con fede” diceva Platone, e noi lo siamo.

In tutto questo, voi, nostri cari lettori, siete la parte più importante. Tutto questo lo facciamo per voi, affinché il risveglio parta da ciascuno di voi e di noi, perché il mondo lo si cambia a partire dal focolare domestico, dal proprio lavoro di ogni giorno, dalle amicizie e dagli affetti. Nessuna rivoluzione è nata senza qualche buon amico.

Allora, noi contiamo su di voi e vi aspettiamo numerosi, nella speranza che un seme buono possa trovare terreno fertile e portare molto frutto.

Così, un giorno, assieme a voi, potremo dire “Ieri osavamo lottare. Oggi osiamo vincere.”


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

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La Spina nel Fianco

 

Più buio che a mezzanotte non viene

22 giugno 1946 entra in vigore il: “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati (..), politici e militari”, avvenuti durante il periodo dell'"occupazione nazifascista". Legge proposta e varata da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, e allora ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi. L'amnistia, che prenderà il nome dal suo promulgatore, aveva come scopo primario, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l'"epurazione", degli ex fascisti rallentasse la ricostruzione materiale del paese. Con l'amnistia vennero scarcerati migliaia di detenuti che furono reinseriti senza troppo clamore nella cosiddetta "Società Civile". Stranamente (o forse no) alcuni degli ex prigionieri, arriveranno perfino a iscriversi al Partito Comunista, chi per convenienza, chi per continuare l’ideale battaglia de: "Il sangue contro l'oro",  in quanto (almeno a parole) vedevano nel PCI un argine ad una visione liberista del mondo, identificando più che nell'unione Sovietica il nemico in quegli Stati Uniti artefici di massacri e distruzione delle nostre città.

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