Conferenza 2

Una strana conferenza: l'ebraismo rifiuta il sionismo

Strana, ma molto interessante, la Conferenza che si è tenuta al Centro Islamico Imam Mahdi di Roma.

Strana per i partecipanti, come si può vedere nella foto, infatti erano presenti il Rabbino Ysroel Dovid Weiss, espressamente giunto da NewYork, il Presidente della Comunità palestinese di Roma e del Lazio Salameh Ashour, l’instancabile coordinatrice e interprete Hanieh Tarkian e il padrone di casa Hojatoleslam A. Emamì.


Il tema poi ha dell’incredibile se riferito al rabbino che ha parlato: l’ebraismo rifiuta il sionismo e vuole il pacifico smantellamento dello Stato di Israele.

Il primo intervento, come d’obbligo, è stato del padrone di casa che ha brevemente parlato di spiritualità e di come su quella strada si possano incontrare gli uomini, poi la coordinatrice ha passato il microfono al Presidente della Comunità Palestinese che ha illustrato sia le sofferenze del suo popolo, sia come le due comunità, quella islamica e quella ebrea, abbiano pacificamente convissuto fino alla fondazione dello stato di Israele.

Il più interessante per la novità delle tesi sostenute è stato proprio il Rabbi Weiss che ha sostenuto che l’ebraismo autentico è nemico del sionismo e rifiuta lo Stato di Israele, voluto dal sionismo e dalla sua sete di potere materiale. Gli ebrei dovrebbero essere al fianco del popolo palestinese nelle sue rivendicazioni e devono pregare per l’immediato, pacifico smantellamento dello stato di Israele. Queste posizioni, apparentemente contro tendenza, traggono spunto dalla Torah è hanno una chiara provenienza teologica. Gli ebrei sono stati dal Padre Eterno condannati all’esilio e sono vincolati da tre patti: il primo patto è quello di non tornare mai più in massa in Palestina, senza che sia espressamente richiesto dal Padre Eterno; il secondo di rimanere fino a quel momento nel territorio di esilio; il terzo di rispettare le leggi ed i popoli che li hanno accolti nel loro esilio. Il sionismo, nella sua sete di potere, creando lo stato di Israele, è venuto meno a questi tre patti sacri e quindi, per il rabbino, è satana ed Israele è un suo frutto.

Ha poi citato e fatto leggere una serie di prove e di documenti tra cui il fatto che il rabbino capo di Gerusalemme, quando nel 1947 la commissione degli stati si recò da lui per interpellarlo sulla creazione dello stato di Israele in Palestina, questi espresse il suo parere totalmente contrario.

Alla domanda del pubblico perché queste notizie sono sconosciute e non se ne da’ ampia diffusione ha risposto che prima ne parlavano solo all’interno delle loro comunità, adesso che hanno iniziato a parlarne fuori si sono resi conto che quasi tutti gli organi di informazione mondiali son controllati dal sionismo ed anche nelle loro stesse comunità molti fedeli non si espongono per paura di ciò che i sionisti possono fare loro.

E’ stato veramente “strano” sentire un rabbino parlare, pacificamente e ben accolto, in un centro islamico ad una platea di curiosi e di sciiti. Forse che le menzogne che ci raccontano ogni giorno servono solo a fomentare odi e rancori?

 A.T.


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Editoriale

 

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