Il Pensiero Forte, un anno dopo

Sembrava un’impresa impossibile: senza soldi, senza strutture, con una situazione politica in disfacimento. Eppure il 24 novembre di un anno fa siamo usciti per la prima volta ed oggi festeggiamo il primo anno di vita.

Siamo usciti regolarmente tutti i giovedì, feste o non feste, Natale o Ferragosto, con articoli inseriti nella realtà odierna con la presunzione di poter aiutare a dare percorsi ragionati per uscire dal tunnel in cui governi imbelli, incapaci e farciti di traditori ci hanno infilati.

Di questo dobbiamo ringraziare due persone, due giovani che si sono buttati anima e corpo nella soluzione pratica dei numerosi problemi tecnici ed organizzativi, sacrificando gratuitamente in funzione dei nostri obiettivi prefissati buona parte del loro tempo, quasi tutti i giorni, tutte le settimane: Lorenzo Pacini e Andrea Brizzi.

Senza dimenticare l’enorme contributo che hanno dato sul piano delle idee e degli articoli.

Altro motivo di orgoglio della nostra fatica è l’aver messo insieme, oltre ai due di cui sopra, un bel numero di giovani collaboratori provenienti dalle più disparate origini culturali e politiche, ma tutti approdati ai lidi de Il Pensiero Forte, creando nel dibattito interno, sempre necessario, una coesione politica ed umana difficile da trovare in questi tempi di assoluta mancanza di riferimenti.

Parlo di Federica Florio, Lorenzo Centini, Giulia Bovassi, Lorenzo Nucci, cui non possiamo non aggiungere le colonne portanti di questo nostro sforzo: il prof. Sideri, il prof. Casalena, il prolifico ma puntuale osservatore della realtà, Roberto Pecchioli, la sottile satira di Braccini con la Spina nel Fianco, il grande disvelamento di sentimenti e cronache del Bastian Contrario, scritto dall’ineguagliabile penna del  prof. Mario, e insieme a loro l’esperto del mondo del lavoro Nemo, Capone, Savini, Critur, il prof Pezzuto, la prof. Morrone e tanti, tanti altri.

È grazie a questo nutrito gruppo di professionisti, giovani e non più giovani, che possiamo esultare per i successi conseguiti. Ma non possiamo e non dobbiamo fermarci; i tempi sono particolarmente ricettivi, se è vero, come è vero, che il 70% degli italiani hanno detto no al sistema politico apparecchiato dall’alta finanza. È un’occasione da non perdere.

Nel numero 0 di questa pubblicazione scrivemmo che dovevamo “rigenerare il nostro popolo”; Il percorso è iniziato, non va interrotto, anzi va intensificato.

Per questo dobbiamo aggregare altri collaboratori, estendere il numero, già cospicuo, dei lettori, programmare nei prossimi mesi una due giorni di festa per conoscerci meglio e discutere di obiettivi e mete.

Ad majora!!!


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Editoriale

 

Cretini? Forse. Traditori? Possibile

di Adriano Tilgher

La nostra Italia vive un momento difficile, molto difficile. Ma le cause non sono solo la pandemia e la crisi economica che ne consegue è, anche e soprattutto, il modo di agire della nostra classe dirigente, sia politica che amministrativa che tecnica. Ancora non si è capito o si finge di non capire che il Covid e le sue varianti sono qualcosa con cui si deve convivere finché non si troveranno delle cure appropriate, che, a mio avviso, si sarebbero già trovate se si fosse dato seguito alle indicazioni dei tanti coraggiosi medici che sul campo hanno, in numerosi casi, sconfitto la malattia. Invece si è preferito dare seguito al leggendario “vaccino” che non solo ci è costato tanto, ma non risolve il problema, perché da sempre scarsamente efficace e soprattutto i suoi effetti, per il momento solamente lenitivi, decadono in tempi molto brevi.

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La Spina nel Fianco

 

I biscotti di Korzybski

Primo dopoguerra, durante una lezione, all' "l'Institute of General Semantics," il suo fondatore il, filosofo e matematico polacco Alfred Korzybski si interruppe prese dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco e ne offrì agli studenti, dopo che molti avevano mangiato e gradito, Korzybski tolse il foglio bianco mostrando l'etichetta, sulla quale c'era scritto “biscotti per cani”. Gli studenti vedendo il pacchetto rimasero scioccati, alcuni si precipitarono verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocca. L’inventore della “Semantica Generale” (GS) voleva dare dimostrazione pratica del fatto che gli esseri umani non si nutrono solo di cibo, ma anche di parole, in pratica è la lingua che determina la nostra visione del mondo. Ciò va a vantaggio di chi voglia operare una ridefinizione del mondo percepito tramite il linguaggio, come superbamente descritto da Orwell nel suo “1984”:

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