Il battito d'ali della farfalla

Il filosofo cinese Chuang-Tsu (i maggiori commentatori lo prediligono con il nome di Zhuang-zi), vissuto tra il IV e il III secolo a.C., usa storie minute di vita quotidiana per esporre concetti e riflessioni morali. Una sorta di aforismi, ove il paradosso e l’ironia sono il condimento sottile. Anni fa la casa editrice Adelphi pubblicò una raccolta di suoi pensieri. Fra di loro celebre è il sogno che egli descrive in terza persona.                   

Di notte, racconta, Zhuang-zi sognò d’essersi trasformato in farfalla svolazzante tra fiore e fiore, leggera e spensierata. Al risveglio, incerto e confuso, si chiese se egli fosse Zhuang-zi che, poco prima, aveva sognato essere la farfalla o, al contrario, era la farfalla che ora sognava essere il filosofo. Quale sottile confine, tanto fragile, tra la concretezza del reale e la vaghezza del sogno che può infrangersi e dissolversi con il semplice domandare. Entrambi preda dell’apparenza.      
                                                       

E in Occidente? Quelle “pallide ombre di sogno” che sono gli uomini rispetto all’Idea, archetipo del vero del giusto del bello; il triste principe di Danimarca che, assorto e angosciato, Shakespeare descrive in quel dubbio che da lui diverrà misura; Calderon de la Barca ne trarrà un dramma che rappresenta ben più l’apice del teatro barocco. Inquietudine, la differenza con l’Oriente là dove il nodo di Gordio indica la conquista non mai alcun termine di paragone. La Nausea di Jean-Paul Sartre è il preannuncio del suicidio in Fuoco Fatuo non l’aprirsi sulla nientità del Nirvana... Eppure basta il battito di una farfalla perché, in qualche remota distanza, si scateni un cataclisma, secondo recenti ardite teorie della fisica.                                                                                   

Lo Spirito soffia dove vuole e “il proprio petto: qui sta, come un tempo nella Tebaide, il centro di ogni deserto e rovina. Qui sta la caverna verso cui spingono i demoni”, da Oltre la linea di Ernst Junger. Aggiunge, però, “qui ognuno, ... conduce da solo e in prima persona la sua lotta, e con la sua vittoria il mondo cambia. Se egli ha la meglio il niente si ritirerà in se stesso, abbandonando sulla riva i tesori che le sue onde avevano sommerso. Essi compenseranno i sacrifici”.

Vitalismo dell’azione, potenza che si rende in speranza contro ogni illusione, ogni inganno. La serenità, dispregio dell’effimero, del battito d’ali di Chuang-tsu, di contro, quel pessimismo attivo indicatoci da Nietzsche... A chi arride la vittoria? Al cuore e alla mente essere l’arbitro il ring i contendenti...


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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