Uniti per vincere

Il potere antiumano, animato di liberismo ideologico, si è consolidato negli anni con la strategia degli opposti estremismi. Già negli anni ’60 tentammo il superamento della contrapposizione destra/sinistra, ma i tempi non erano maturi. Fu emblematica la battaglia di Valle Giulia del 1968, dove tutti i giovani di qualunque provenienza politica si unirono per rivendicare il proprio diritto/dovere di superare le antinomie dei padri e costruire una società diversa da quella ereditata da una guerra persa.

Oggi c’è la necessità urgente di costruire il grande fronte antagonista che salvi il mondo -  ma limitiamoci all’Italia - da questa società disumanizzante. Non possiamo lasciare, ai nostri figli ed ai nostri nipoti, questo aberrante tipo di convivenza, soprattutto non possiamo permettere che vengano saccheggiate le nostre bellezze, le nostre ricchezze, le nostre intelligenze. Né possiamo attenderci aiuti dalla classe dirigente che ha permesso che in Italia accadesse tutto quello che ci sta cadendo addosso.

Dobbiamo rimboccarci le maniche tutti insieme, qualunque sia stato il nostro passato politico, e riprenderci il diritto di decidere il nostro destino.

Il fronte è cambiato, non ci sono più destra e sinistra, ma c’è il potere finanziario con i suoi servi, da una parte, e i popoli dall’altra.

Continueranno ancora a mandarci contro i soliti utili idioti prezzolati per farci ricadere nei soliti giochi di contrapposizione che ci deviano dal reale obiettivo. Oggi i pericoli sono ancora più gravi perché oltre al rischio di ricadere negli opposti estremismi, ci stanno costruendo una nuova guerra tra poveri importando masse ingenti di extracomunitari e diseredati che contenderanno agli ormai numerosi disoccupati italiani i pochi posti di lavoro, con drammatiche aste al ribasso.

Sta a noi evitare questi ostacoli ed andare diretti contro chi ci vuole strappare la nostra terra.

E’ un discorso che parte da lontano, costruito scientificamente. La distruzione sistematica di tutti i centri preposti all’educazione ed alla formazione, (vedi le condizioni drammatiche di scuola e famiglia), l’eliminazione di ogni riferimento all’amor di patria ed al senso di comunità, il lassismo progressivo nei rapporti, i format educativi provenienti da oltre oceano propinati a piene mani dalle televisioni pubbliche e private, l’utilizzo sistematico e la “normalizzazione” del sesso, dell’alcool e della droga hanno fortemente indebolito il senso di appartenenza e di identità.

Oggi non dispiace più andare a vivere fuori dai confini nazionali, anche perché hanno fatto in modo che le condizioni di vita in Italia diventassero impossibili. Quando  ex ministri della repubblica invitano i giovani ad andare all’estero per trovare lavoro, quando l’ex presidente della camera invita gli Italiani a prepararsi a diventare migranti mentre in contemporanea viene predisposta un’accoglienza pagata per gli extracomunitari, quando avvengono queste situazioni bisogna iniziare a capire cosa c’è sotto: ci vogliono scippare la più bella nazione del mondo.

Allora al Fronte tutti a riconquistarci il nostro futuro! Non vuol dire fare la lotta a chi non capisce e viene strumentalizzato rimanendo ancorato a logiche ormai superate, non significa neanche fare la lotta contro i diseredati che, non casualmente, vengono portati in casa nostra. Significa cacciare tutti i politici traditori e tornare a vivere secondo la nostra tradizione.

Lo sa tutto questo il nuovo governo Conte? E soprattutto lo sanno la Lega e i 5 Stelle?  Spero di sì, altrimenti il loro successo potrebbe diventare effimero.


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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