Scuola di Pensiero Forte [19]: quattro doveri inderogabili

Asseconderemo per qualche articolo ancora la linea classica-personalista circa i doveri, per poi addentrarci nell’analisi dei diritti.

Presenti nella maggior parte delle costituzioni e degli ordinamenti legislativi di vari Paesi, vi sono quei doveri - che nel caso della Costituzione italiana prendono il nome di “inderogabili”:

1) il dovere del lavoro, nel senso di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Lavorare, come sappiamo anche dalla saggezza popolare, nobilita l’uomo, poiché atto che perfeziona la sua natura, manifestando il suo dominio sulle realtà materiali e la superiorità del suo essere dotato di ragione. il prodotto del lavoro è ciò che, concretamente, permette alle persone di vivere, e che nel senso più ampio del termine realizza materialmente la struttura della società.

 2) il dovere di difendere la patria e di prestare il servizio militare obbligatorio (il legislatore, nel caso dell’Italia, tuttavia ha riconosciuto il principio dell'obiezione di coscienza come espressione della libera esplicazione della propria personalità, consentendo agli obiettori di prestare un servizio sostitutivo civile).

La nazione, che ci genera politicamente alla vita sociale, è patria proprio perché ci dà la paternità civile, l’identità del nostro essere sociale nel mondo. La comunità nazionale per principio di giustizia richiede di essere difesa dai suoi membri, in virtù del suo essere poco fa enunciato. Ciò avviene attraverso l’opzione militare, che è nel senso stretto la forma più propria di difesa, ma anche nel piccolo e privato di ogni cittadino in molteplici modi.

 3) il dovere di prestazioni patrimoniali (imposte) per concorrere alle spese pubbliche, in proporzione alla propria capacità contributiva.

I beni materiali della nazione sono di tutti coloro che legittimamente la compongono, i quali sono chiamati a conservarli ed amministrarli. L’apporto proporzionale, secondo le norme vigenti, è funzionale al bene comune e al suo perseguimento. Senza dei beni materiali è impossibile rendere concreto il fine della comunità.

 4) il dovere di fedeltà e di osservare la Costituzione e le leggi; a quest'ultimo dovere sono tenuti anche gli stranieri e gli apolidi presenti nel territorio dello Stato.

Messo in elenco come quarto, ma non certamente meno importante, questo dovere funge un po’ da strumento guida per la comprensione e la applicazione dei precedenti. Ogni dovere è, infatti, relativo in parte all’ordinamento giuridico che la vige nella comunità ed in esso trova la sua specificazione ed esplicitazione. La fedeltà è richiesta allo stesso modo di ogni rapporto sociale, poiché fidarsi degli altri è il primo elemento necessario ed imprescindibile per stabilire una relazione.

 Guardando a questi quattro doveri inderogabili, comprendiamo che l’acquisizione di un pensiero forte necessita di rimettere al centro la trasmissione del “senso del dovere”, senza il quale l’azione politica rischia di rimanere infondata eticamente nella persona.


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La nostra Italia vive un momento difficile, molto difficile. Ma le cause non sono solo la pandemia e la crisi economica che ne consegue è, anche e soprattutto, il modo di agire della nostra classe dirigente, sia politica che amministrativa che tecnica. Ancora non si è capito o si finge di non capire che il Covid e le sue varianti sono qualcosa con cui si deve convivere finché non si troveranno delle cure appropriate, che, a mio avviso, si sarebbero già trovate se si fosse dato seguito alle indicazioni dei tanti coraggiosi medici che sul campo hanno, in numerosi casi, sconfitto la malattia. Invece si è preferito dare seguito al leggendario “vaccino” che non solo ci è costato tanto, ma non risolve il problema, perché da sempre scarsamente efficace e soprattutto i suoi effetti, per il momento solamente lenitivi, decadono in tempi molto brevi.

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