Le minacce di Trump stanno isolando gli USA dal resto del mondo

Il ministro degli esteri delI'Iran, Mohamad Yavad Zarif, ha denunciato con forza la politica estera USA che porta Washington a minacciare ogni paese che non si assoggetti alla sua egemonia .
In realtà la denuncia della politica attuata dall'Amministrazione Trump non proviene solo dall'Iran ma anche da altri diplomatici ed osservatori internazionali di paesi non allineati, dall'India, all'Egitto e all'Algeria, i quali stanno mettendo in guardia dai rischi di avere negli Stati Uniti un paese fuori controllo che fomenta guerre ed aggressioni per ripristinare la sua egemonia in fase di declino.
La strategia seguita dal Presidente Trump è una strategia pericolosa che può avere l'effetto di isolare gli Stati Uniti e che rischia di inimicare Washington con i suoi stessi alleati, tramite il ripudio di tutti gli accordi internazionali sottoscritti, da quello di Parigi sul clima, al NAFTA, dal JPCOA (accordo sul nucleare sull'Iran), a quello del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, fino al ritiro dall'UNESCO. Ne deriva che gli Stati Uniti oggi sono un paese inaffidabile e bellicoso ancora di più di quanto lo siano stati fino adesso. Un paese che viola tutti gli accordi internazionali, che si è ritirato da tutti gli accordi multilaterali, rappresenta una minaccia per il mondo.
Gli Stati Uniti, per portare a compimento i loro piani di egemonia nel Medio Oriente, si sono associati con la Monarchia Saudita, il paese che risulta il maggiore responsabile del terrorismo jihadista.
La grande minaccia per il mondo è oggi costituita da questa alleanza tra USA, Israele e Arabia Saudita. La prova di quanto sia nefasta questa alleanza viene dal genocidio che i tre paesi stanno commettendo nello Yemen, aggredito dall’Arabia Saudita per causa della sua posizione strategica sul Golfo di Aden.
L'Arabia Saudita ha messo gli occhi su questo paese per assoggettarlo tramite un governo fantoccio contro il volere della popolazione, in maggioranza sciita. La fiera ed ostinata resistenza degli Houthi dello Yemen sta impedendo a Rijad l’occupazione nonostante tre anni di bombardamenti indiscriminati e il blocco aeronavale delle forze USA-Saudite. La fame ed il colera, oltre ai bombardamenti, stanno facendo migliaia di vittime nell'indifferenza di tutti.
In ogni regione del mondo le grandi nazioni emergenti, dall'India alla Cina al Pakistan, prendono le distanze da Washington e dalla sua pericolosa politica di provocazione. Gli ostacoli imprevisti che l’imperialismo USA ha trovato sul suo percorso, con la caparbia resistenza del popolo e dell’Esercito siriano e con l’intervento della Russia e dell’Iran, non hanno fermato la strategia di Washington ma, al contrario, hanno determinato una svolta sostanziale nei piani dell’Amministrazione USA.
L'altro clamoroso esempio, che dimostra la totale dipendenza della politica di Washington dagli interessi di Israele, si trova nella recente dichiarazione di Trump di considerare Gerusalemme come capitale di Israele.
Lo sterminio e la pulizia etnica del popolo palestinese sarà il prezzo già concordato da Trump e accettato come contropartita per la guerra all’Iran dal principe saudita Bin Salman.
L’obiettivo primario è distruggere l’Iran!
Appare evidente che al Governo di Washington risulta scomodo un paese sovrano come l’Iran: Teheran si dimostra una spina nel fianco della politica egemonica di Washington.
La rottura dell’accordo su nucleare (JCPOA), raggiunto dall’Iran con le 5+1 potenze firmatarie, ha fortificato la nazione Persiana nei suoi obiettivi nazionali dimostrando al mondo che l’unico soggetto che con non adempie gli accordi prestabiliti sono gli Stati Uniti
La libertà concepita dagli Sati Uniti è soltanto quella di accettare il sistema economico e politico imposto da Washington , altrimenti bisogna affrontare la loro furia, le loro sanzioni e le sobillazioni in tutti gli ambiti.
L’asse della Resistenza in Siria, Iran e Libano sta dimostrando al mondo che esiste una terza via, quella della Resistenza dei popoli.


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