Il tempo lavora contro le ambizioni egemoniche di Washington

Mentre l'Europa è immersa nella crisi della pandemia del Covid e alcuni governi procedono a misure drastiche di limitazione della libertà delle masse, gli equilibri internazionali stanno rapidamente mutando.

La Russia sta concludendo con successo il suo progetto del gasdotto Nord Stream 2 che porterà in Germania ed in Europa milioni di metri cubi di gas a prezzo controllato, un progetto considerato vitale per il futuro benessere economico della Germania (e dell'Austria).  Dal canto loro gli USA non sono riusciti a bloccare tale progetto ed hanno fallito nel tentativo di convincere Berlino ad acquistare il loro gas naturale molto più costoso di quello russo.

Nel frattempo in Afghanistan gli USA e la NATO registrano il fallimento dell'occupazione del paese asiatico da cui Washington ha deciso unilateralmente di ritirarsi, dopo circa 20 anni di massacri della popolazione civile. Un ritiro che fa ricordare quello dal Vietnam con abbandono di mezzi, armamenti e basi militari di cui rapidamente si stanno impadronendo i talebani.

Anche in Medio Oriente si verifica il fallimento della strategia di Washington di balcanizzare paesi come l'Iraq e la Siria. È di questi giorni l'accordo degli USA con il governo di Baghdad per il ritiro definitivo delle truppe entro la fine dell'anno, per evitare che le forze statunitensi subiscano altre imboscate dalle milizie della resistenza irachena. Questo mentre in Siria il governo di Bashar Assad, con l'appoggio della Russia è riuscito a riprendere il controllo del 90% del territorio del paese e ha aperto al ritorno di cinque milioni circa di sfollati siriani.

Gli Stati Uniti si ritirano e sono la Russia e la Cina a occupare le posizioni lasciate vuote da Washington con alleanze militari ed accordi di cooperazione economica che sono visti con favore dai paesi che per anni hanno subito le sanzioni americane, dall'Iraq all'Iran, alla Siria al Libano.

Contro la Cina attualmente si focalizza la strategia americana che considera quest'ultima il più importante rivale geopolitico e la super potenza economica e militare che rischia di surclassare la declinante super potenza americana. Assisteremo presto a scontri e tentativi di sobillazione dell'Occidente contro le aree di interesse cinese, dal Mar Meridionale cinese a Taiwan, a Hong Kong e nei paesi dell'Asia Centrale. La tattica degli anglo-USA è sempre la stessa: portare caos e destabilizzazione.

La fallimentare politica USA ha favorito il costituirsi di una forte cooperazione militare, economica e tecnologica fra Russia e Cina, a cui si stanno unendo altri paesi attratti dalle opportunità che le due superpotenze offrono a questi paesi.

La tattica scoperta di Joe Biden di inserire un cuneo nei rapporti fra Russia e Cina è già fallita prima ancora di iniziare, visti gli interessi comuni delle due superpotenze.

Gli strateghi di Washington sanno che il tempo lavora contro di loro e che, in prospettiva, la più grande sfida alla loro egemonia proviene dall'inesorabile ascesa della Cina. La Cina costituisce già oggi la più grande potenza economica e industriale del mondo.

La possibilità di uno scollamento nel rapporto fra Mosca e Pechino è del tutto irrealistica e, se questa è l'aspettativa degli americani, rimarranno inevitabilmente delusi. Al contrario russi e cinesi hanno rafforzato le loro relazioni. Sono entrambi partner in molte aree di interesse comune. Risulta evidente, ad esempio, nella partnership comune nella "Belt and Road Initiative" della Cina, un gigantesco progetto di infrastrutture nel contesto euroasiatico che ha coinvolto già 140 paesi.

Non a caso entrambe le super potenze sono interessate a tenere sotto controllo i nuovi sviluppi in Afghanistan, dopo la partenza degli americani.

Inoltre la Cina è interessata ad acquisire i sistemi d'arma ipersonici russi, come i missili Avanguard, Khinsal e Zircon e dotarsi dei medesimi apparati di difesa antimissile in cui la Russia ha superato strategicamente gli Stati Uniti. Dal canto suo la Russia usufruisce delle tecnologie di comunicazione cinesi e del supporto finanziario che Pechino è in grado di offrire.

Questi fattori stanno cambiando l’equilibrio tra le forze e, nel medio termine, potrebbero fornire la tentazione, alle teste calde di Washington di un colpo contro la Cina.

Porterebbe ad un grande conflitto ma questa prospettiva non si può escludere, visto il fanatismo delle élite anglo USA che si considerano ancora gli unici cui spetta di dare lezioni di "democrazia" e "diritti umani".


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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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