Con Biden l'America ritorna all'Impero Globale

Con la proclamazione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il mondo assisterà alla rinascita delle politiche dell'impero americano. Infatti Biden sembra la parvenza di Obama o un Bush rianimato. Questo spiega il rifiuto di Trump di riconoscerne la vittoria - incluse le denunce di frode.

L'America che ritornava alla grande industria locale, ai propri interessi di economia industriale, che cercava una strada per la rinascita del paese potente, volgendo gli occhi su se stesso, non era un grande affare per il Deep Estate. Sono loro, i padroni della guerra, i fabbricanti di armi, i manipolatori dei mass media, i grandi finanzieri, le possenti lobby, i principali attori delle aziende tecnologiche della globalizzazione. Tra loro ci sono quelli che non volevano più Trump alla Casa Bianca. Trump rappresentava una oligarchia economica perdente, rispetto alle possenti lobby globaliste dei Clinton, Soros, Rotshild, Morgan, Gates, ecc.. Quando un nuovo personaggio, affiliato a queste consorterie economiche, si insedia alla Casa Bianca, è cosa più forte di lui: deve cominciare a governare gli affari mondiali.

In altre parole, l'impero dei Bush e Obama è tornato. E torna minacciando di riavviare le guerre - contro chi o cosa? -, ma naturalmente contro i "nemici della democrazia". Con Biden e il suo gabinetto di guerra l'opzione guerra sarà di nuovo "sul tavolo". Questa vocazione è quanto si ricava dai primi suoi discorsi. Una politica di ostilità e di affermazione del "ruolo missionario" che l'America si è autoassegnata fin dai tempi del presidente Wilson.  Una pericolosa fuga dalla realtà, accompagnata dalla paranoia di cui soffre le elite di potere statunitense. Tutti i nemici dell'America tramano e sono una "minaccia" per la sicurezza nazionale, dall'Iran al Venezuela, alla Cina.

In realtà l'Impero come lo vedono a Washington è una costruzione deformata che appare del tutto superata e astratta. Il mondo non tollera più l'egemonia imperiale, le guerre o il saccheggio delle risorse naturali. Tanto meno sono tollerati i colpi di stato, la sobillazione di rivolte, le "rivoluzioni colorate" e una nuova offensiva di destabilizzazione nelle aree sensibili, dal Caucaso alla Bielorussia, dal Venezuela a Hong Kong, oltre ai prossimi interventi militari della macchina da guerra di Washington. Il mondo chiede la pace. Non la pace delle tombe. Tuttavia questo non importa all'Impero, non è la priorità dei suoi rappresentanti. Quello che conta sono i grandi interessi della classe dominante, delle corporations, dell'apparato industriale/militare.  La vera priorità è questo intreccio di interessi perché sono i signori del denaro, i veri padroni sempre più distanti dal popolo americano.

La classe politica americana (democratici e repubblicani) è prostituita agli interessi dei miliardari che vogliono guerre infinite per alimentare il complesso militare-industriale e infiniti privilegi fiscali. Il sistema politico USA è ormai del tutto separato dalle aspirazioni della stragrande maggioranza dei cittadini. Uno studio pubblicato questa settimana da "Americans for Tax Fairness" ha rilevato che i miliardari statunitensi hanno aumentato la loro ricchezza netta di $ 1.000 miliardi da quando è scoppiata la pandemia del Covid 19 a marzo. Questo accumulo di ricchezza avviene mentre decine di milioni di americani (per causa del Covid) hanno perso il lavoro. Nella "ricca America" si osserva che ospedali di ogni stato USA stanno lottando per far fronte all’ondata di persone ammalate dal virus Covid-19 mentre il bilancio delle vittime negli Stati Uniti si avvicina a 300.000. Gli Stati Uniti registrano il maggior numero di morti a causa della malattia nel mondo, ma i suoi cittadini vengono abbandonati senza un’adeguata assistenza medica.

Emerge la verità al di là della propaganda: L’America, ben lungi dall'essere il "faro della democrazia” è l’antitesi della “democrazia”, un sistema che funziona per i ricchi, non per la massa dei cittadini. Tuttavia l'aspirazione degli oligarchi USA è sempre quella di imporre il proprio dominio anche su un mondo che è cambiato, con un sempre maggiore numero di paesi che non credono più al modello americano e si rivolgono altrove.

Quando Biden salirà alla Casa Bianca, se vorrà dedicarsi a compiere la sua "missione imperiale", si troverà di fronte a molte sorprese. Sarà quello il momento della verità.


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