Un Impero in fase di disfacimento

La farsa delle elezioni negli Stati Uniti ha mostrato al mondo il volto decrepito della "grande democrazia" dove si è svolta la lotta fra due oligarchie economiche per il controllo del potere esecutivo, fra frodi e manipolazione dei dati.

Nel frattempo l'imperialismo statunitense cerca di imporre l'obbedienza alle sue direttive in tutto il mondo con sanzioni, embargo e guerre. A prescindere da chi sia il nuovo inquilino della Casa Bianca i metodi non cambiano. Le guerre americane si nascondono dietro il concetto fraudolento dell'esportazione della democrazia, che giustifica la brutale sottomissione degli stati più deboli. 

Le strategie per il cambio di regime in Medio Oriente come nell'Est Europa sono state basate   nell'estensione logica di un nuovo ordine mondiale impostato sul controllo americano della geopolitica globale.

Questi interventi costanti rappresentano la realizzazione di un programma nefasto per il dominio del mondo che rientra nella visione suprematista anglosassone. Si sta muovendo attualmente un’opposizione a questi interventi che vengono ormai svelati per quello che sono: una forma di dominio egemonico.

Il vecchio progetto per un nuovo secolo americano ipotizzato dai think tank di Washington alla fine degli anni '90 è diventato una realtà devastante in politica estera. Le élite neocons avevano imposto un programma per l'espansione aggressiva del potere americano. Un progetto che è in buona parte fallito grazie alla resistenza dei popoli che non si sono piegati al neocolonialismo di Washington ed hanno impugnato le armi per difendere la propria identità e la sovranità riconquistata. Fra questi si è distinto l'asse della Resistenza, costituito dalla Siria, dall'Hezbollah libanese, dall'Iran del generale Soleimani, dallo Yemen degli Houthi. Una spina nel fianco per l'Impero di USA Israele.

Lo status di superpotenza offre a Washington un ampio margine di manovra nel decidere a quali leggi internazionali obbedire. L'America punisce alcuni stati per non aderire alle norme umanitarie, che gli Stati Uniti, assieme ai suoi alleati, Israele, Regno Unito e Arabia Saudita, violano nel mondo.

Gli Stati Uniti conducono guerre su più fronti: guerre fredde, guerre calde, guerre economiche, guerre di propaganda ...

La pratica delle sanzioni straordinarie in tempo di pace viola le norme sui diritti umani. Prendere i popoli per fame e malattie è una pratica inumana che viola ogni principio sancito dalla carta delle Nazioni Unite.

Nella "grande democrazia" USA, il potere dello Stato in tema di sicurezza nazionale viene abitualmente utilizzato per violare la costituzione. I dissidenti che violano la sicurezza nazionale vengono processati nel distretto orientale della Virginia, dove le giurie sono prevalentemente composte da persone che lavorano per la CIA o la NSA.

Dall'11 settembre, la politica statunitense si è svolta nella tradizione dello stalinismo e del maccartismo, punendo spietatamente i dissidenti nella guerra al terrorismo. Lo stato mostra un potere assoluto sul dibattito nella sfera pubblica. L'unico pensiero legittimo è il pensiero approvato dallo stato.

Gli Stati Uniti sono un impero moderno, il cui principio organizzativo è il capitalismo finanziario, un sistema centralizzato di potere politico ed economico su nazioni, popolazioni e risorse.

Attraverso il controllo nei mass media, i complessi militare-industriale e di intelligence gestiscono con attenzione le percezioni della realtà, manipolando le menti e indottrinando i cittadini ad essere in linea con il pensiero unico. Il controllo dei media e della formazione, dissolve la ragione critica e quindi la democrazia.

Tuttavia, l'avvento del world wide web ha conferito un certo potere individuale ai cittadini facilitando la diffusione di massa di narrazioni critiche, in particolare nel caso dei gruppi di ricerca non conformi come Wikileaks, come la controinformazione, che hanno squarciato il velo dei segreti di stato svolgendo un’opera di utilità pubblica. In tal modo si è ridotto il potere delle reti privilegiate d'élite i cui mezzi di sussistenza dipendono dall'impero. Il gruppo di controllo tuttavia non ha esitato a sottoporre a censura tutti quei siti che rappresentano una minaccia per la narrazione di potere.

Un nuovo scenario internazionale si sta profilando con l’ascesa di potenze concorrenti come Russia e Cina. Sempre più il multilateralismo e forme di socialismo nazionale nel Sud del mondo stanno giocando un ruolo sulla scena mondiale, limitando la portata del potere americano.

Attualmente lo spettro dell'imperialismo USA può sembrare ancora minaccioso e assoluto, ma non dobbiamo sottovalutare il potere di popolazioni consapevoli e informate che svelano il  vero volto del potere: un Impero moderno in fase di disfacimento.

 


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Editoriale

 

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