Terrorismo e scontro di civiltà: da Nizza a Vienna si ripropone il vecchio paradigma del terrore

L’attentato alla basilica di Notre Dame a Nizza, seguito pochi giorni dopo dall'attacco terroristico di un commando jihadista a Vienna, ripropone all'improvviso il vecchio schema del conflitto di civiltà, quello che ha favorito in passato le "guerre al terrore" sponsorizzate dal trio Bush, Dick Cheney e Tony Blair.

E’ indubbio che la recrudescenza degli episodi di terrorismo jihadista in Europa torna utile per giustificare il coprifuoco nelle città europee.

L'attentato a Nizza, con la barbara uccisione di tre innocenti all'interno della basilica, è stato opera di un fanatico tunisino, sbarcato a Lampedusa, e questo riapre la questione immigrazione in Europa.

Non è certo il primo caso, era già successo più volte; viene da ricordare il caso dell’altro tunisino, Anis Amri, che partecipò all’attacco contro i mercatini di Natale a Berlino, costato la vita a decine di persone. Anche in quel caso fu un tunisino sbarcato in Italia, passato poi in Germania e rientrato in Italia dove, a Sesto San Giovanni, fu intercettato e ucciso da una pattuglia di polizia italiana.

Dell'attacco a Vienna, mentre scriviamo, non si sa molto.

Ci sono varie lezioni da apprendere da questi episodi.

Primo: Si conferma che nel flusso migratorio che si svolge dalla Tunisia verso l’Italia ci sono anche terroristi mescolati agli altri migranti. Questo smentisce le affermazioni fatte in passato dai politici della sinistra italiana secondo i quali non ci sono terroristi sui barconi. (Gentiloni, Renzi, Alfano, ecc..).

Secondo: La diffusione delle cellule del terrorismo in Europa si sta attuando nella complicità degli ambienti politici dei paesi europei o per inerzia, come nel caso dell’Italia, o per complicità, come nel caso della Francia e del Belgio, che hanno fornito armi ai gruppi terroristici in Medio Oriente, in particolare in Siria ed in Iraq.

Appoggio fornito anche da USA, Turchia, Arabia Saudita e Israele, favorendo l’instaurazione di un califfato di tipo saudita/wahabita, come risulta da molti documenti. Strategia che è chiaramente fallita grazie alla resistenza dei popoli siriano e iracheno ed all’intervento della Russia e dell’Iran.

Risultano quindi del tutto false le affermazioni fatte da personaggi come il francese Macron quando rivendica la lotta contro il terrorismo islamico, lui che rappresenta un paese complice dichiarato del terrorismo jihadista.

Ancora peggio risultano le dichiarazioni fatte da esponenti della destra filo atlantista in Italia, come Matteo Salvini, leader della Lega, il quale ha dichiarato: “Oggi siamo tutti francesi senza sé e senza ma serve un impegno di tutti per sradicare dall’Italia e dall’Europa il fanatismo di chi uccide in nome dell’Islam. No alla sharia in Europa tolleranza zero contro gli Stati canaglia come l’Iran, chiusura dei luoghi di culto…”

Il falso di Salvini appare clamoroso: gli stati canaglia che appoggiano il terrorismo sono l’Arabia Saudita, la Turchia, gli Stati Uniti e la NATO che hanno apertamente appoggiato quelli che chiamavano “terroristi moderati”.

La Siria, l’Iran e il Libano degli Hezbollah hanno combattuto aspramente il terrorismo pagando un grande tributo di sangue. Accusare l’Iran è una falsificazione evidente della realtà.

Questi episodi di terrorismo fanno pensare che ci sia una regia di chi vuole riproporre lo scontro di civiltà, questa volta non per imporre altre guerre ma per imporre un clima di terrore e di stato di assedio in Europa che possa giustificare le misure di limitazione delle libertà già in buona parte determinate dal Covid.

Il presidente francese Macron quando afferma che "la Francia è sotto attacco", dimentica che è stata la Francia ad attaccare gli altri paesi senza alcuna giustificazione, come è accaduto in Libia, Siria, Libano, Afghanistan, Costa d'Avorio, Ciad… Dimentica anche le sofferenze di milioni di esseri umani, che subiscono le aggressioni della Francia e dei suoi alleati. Illusorio pensare che questo non comporti delle reazioni.

Un attacco in Francia riempie i titoli dei media. Un attacco a Tripoli, Damasco, Ramallah, Al Quds, Homs, Beirut sono semplici numeri.  Per Macron e soci quelli non sono esseri umani.

Le comunità cristiane della Siria, salvate dall’intervento dell’Esercito siriano e da Hezbollah, non lo dimenticano. In particolare non hanno dimenticato chi ha armato e sostenuto i terroristi jihadisti.

Per capire quale sia il problema, Salvini, Meloni e soci dovrebbero andare a visitare quelle comunità per chiarirsi le idee; a meno che sia una voluta malafede per ossequiare i loro referenti di Washington e Tel Aviv.

L'Europa ha perso l'occasione di offrire una sponda si salvezza per queste comunità ed oggi si illude di sfuggire al caos, baloccandosi con l'ipocrisia e la falsa morale.

 

 


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