L'élite di potere degli USA non esita a sacrificare il suo stesso popolo pur di raggiungere i propri obiettivi

Gli Stati Uniti sono diventati in questi giorni l'epicentro della crisi globale del Covid-19 visto l'alto numero di vittime e di contagiati fra la popolazione locale che stabilisce un record fra le nazioni coinvolte nella pandemia.  Sotto gli occhi di tutto il mondo si rivela l'inadeguatezza del sistema sanitario statunitense.

Un fatto questo che le autorità federali e i vertici dell'Amministrazione Trump non possono nascondere davanti al mondo. Lo Stato USA non ha destinato sufficienti risorse al sistema sanitario pubblico che ha provveduto a privatizzare e mettere a carico dei suoi cittadini le spese.

Le enormi spese militari che Washington dilapida per mantenere il suo apparato e le oltre mille basi militari collocate in ogni angolo del mondo, hanno assorbito tutto il bilancio dello Stato Federale USA.

Le risorse USA sono state impiegate per lanciare guerre, destabilizzare i paesi che non si piegano al suo dominio e per stipendiare mercenari e questo spiega perché le infrastrutture all'interno degli USA sono ormai obsolete mentre l'assistenza sanitaria è cosa da ricchi.

Il fallimento del sistema neoliberista statunitense è messo in luce in questa crisi in modo spettacolare e diventa oggetto di comparazione con sistemi di paesi poveri, persino con Cuba che, se pur sottoposta a sanzioni, riesce a esportare ad altri paesi aiuti ed assistenza sanitaria vantando un sistema medico invidiato fra i paesi dell'America Latina per la sua efficienza.

Tutto questo non potrà non avere delle conseguenze.

La prima è che Washington debba cercare di distrarre l'attenzione della sua opinione pubblica dalle gravi carenze del suo sistema creando un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa: la Cina.

Inutile ripercorrere in questo caso la falsità delle accuse, prive di prove, tanto più che, dalla deposizione del direttore dell'organismo contro le infezioni negli USA, Robert Redfield, risulta che il virus era già presente negli States ben prima che questo si manifestasse a Whuan, in Cina.

Le campagne di accuse che Washington crea di volta in volta sono gli abituali pretesti per iniziare guerre, per introdurre sanzioni e demonizzare quello che viene individuato come il nuovo nemico.

Sembra chiaro che Washington cerca di approfittare della crisi del Covid-19 per imporre il suo nuovo ordine mondiale e in particolare per fronteggiare l'espansione della Cina che minaccia di rompere l'egemonia economica e militare di Washington nel mondo. Il declino degli Stati Uniti come potenza mondiale si sta accelerando; ma si rifiutano di affrontare questa realtà geopolitica. Cina e Russia sono considerati i principali “nemici” dell'ordine mondiale unilaterale dominato dagli USA.

Le dichiarazioni improvvide di Trump e di Pompeo contro Pechino, senza una base di prove circostanziate, stanno solo provocando sconcerto e caos mentre il mondo si trova sommerso dalla crisi del Covid-19.

Gli stessi alleati di Washington sanno bene che sono molto scarse le opportunità di evitare un conflitto generalizzato se non si farà resistenza alle minacce di Washington contro paesi come la Cina, la Russia e l'Iran.

Sembra evidente che Washington si appresta a scaricare le sue tensioni interne con un nuovo conflitto che dovrebbe coinvolgere altri paesi e creare un’opportunità per far risalire i prezzi del petrolio e le azioni dell'apparato industriale militare, oggi in profonda crisi.

Le motivazioni per un conflitto oggi ci sono tutte, dalla caduta in borsa di Wall Street al fallimento delle compagnie petrolifere USA per i bassi prezzi del greggio, alla necessità di fronteggiare la Cina e di ottenere un cambio di regime in Iran.

Tutto indica che l’imperialismo americano assumerà un carattere ancora più aggressivo, ma non ha fatto i conti con la realtà che non è più favorevole per i suoi piani di guerra. Infatti, Russia e Cina hanno consolidato il reciproco sostegno ed hanno realizzato un blocco militare ed economico per respingere efficacemente le provocazioni degli Stati Uniti.  Questo blocco dovrebbe spingere l'Amministrazione USA a considerare una scelta suicida quella di sfidare in campo aperto le due superpotenze.

La Russia sostiene la posizione cinese circa le accuse fatte da Washington ed ha replicato accusando Washington di avere laboratori militari biologici segreti dove effettuano esperimenti pericolosi con agenti patogeni, mettendo allo scoperto i piani di guerra biologica degli USA. 

Si avvicinano tempi molto problematici per tutto il mondo e la situazione dopo il Coronavirus vedrà un cambiamento radicale negli equilibri internazionali e nell'assetto di molte nazioni. Non necessariamente questo sarà migliore di quello che si era conosciuto fino ad oggi ma di certo non si potrà tornare al mondo di prima.


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Editoriale

 

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di Adriano Tilgher

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