Erick Prince

Una rete di spionaggio privata per Trump e dei contractors in Libia, i regali di Natale di Erik Prince.

Dagli Stati Uniti la proposta più veloce per risolvere il problema degli sbarchi, il Governo la ignora.

 

Erik Prince , il fondatore della controversa società di contractors militari Blackwater , e fratello del Segretario all'istruzione dell’attuale amministrazione Tump ,Betsy DeVos ,vorrebbe costruire per il presidente Donald Trump  una rete di spionaggio privata, secondo un rapporto di The Intercept.

 L'accordo permetterebbe a Trump di aggirare la CIA e il cosiddetto "stato profondo".

Secondo il rapporto, un alto funzionario della Casa Bianca afferma che l'amministrazione Trump sta prendendo in considerazione le proposte di Prince per creare "una rete di spionaggio globale privata che aggirerebbe le agenzie di intelligence ufficiali degli Stati Uniti" per contrastare i "nemici dello stato profondo" nella comunità di intelligence che cercano di minare la presidenza di Donald Trump. " La presunta proposta creerebbe una rete di spionaggio in paesi ritenuti "aree negate" per l'attuale personale dell'intelligence americana, tra cui la Corea del Nord e l'Iran. 

Non sarebbe la prima volta che Erik Prince tenta di aggirare i tradizionali canali del governo. In Aprile, Prince tenne un incontro segreto nelle isole Seychelles per stabilire una linea di comunicazione sul canale posteriore tra l'allora presidente eletto Donald Trump e Vladimir Putin. 

Ma Prince ha inoltre negli ultimi mesi portato all’ evidenza della presidenza Trump il problema immigrazione che attanaglia la Libia e l’Italia, Prince ha proposto l'installazione di una forza privata di 750 uomini per addestrare e assistere una nuova polizia di confine libica nel sud del paese, in quella che ha definito un'opzione umanitaria per la gestione dei rifugiati che attraversano l'Africa settentrionale verso l'Europa da posti come il Sudan, il Ciad e la Repubblica Centroafricana.

"Li porteremmo nei campi profughi nelle basi, riceveranno cibo e cure mediche e saranno rimpatriati senza mai arrivare sulla costa. Immagino che l'Europa voglia bloccare il flusso di migranti nel modo più umano e professionale possibile ", ha dichiarato Prince.

Probabilmente Erik Prince non avrà alcuna risposta né dalla diplomazia Europea nè tantomeno da quella Italiana dove sotto le feste tra cene istituzionali e regali istituzionali finanziati dai contribuenti si trova tempo solo per criticare una albero di Natale spelacchiato a Piazza Venezia, dimenticandoci che dall’altra parte del mare sono più agguerriti che mai nell’invaderci senza sosta.


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Editoriale

 

Green pass

di Adriano Tilgher

Ancora una parola “barbara”, ancora una prova di asservimento all’impero. La prima cosa che mi fa rabbia è proprio questa, l’uso di una lingua che non mi appartiene, una lingua rozza, dai significati limitati e incapace di dare un senso univoco alle parole. Non è possibile in Italia chiamarlo “lasciapassare verde”? Ma, perché verde?

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La Spina nel Fianco

 

Tokyo trial

2016 va in onda sull'emittente pubblica giapponese NHK una miniserie in quattro parti cooprodotta dalla FATT Productions dei Paesi Bassi. Tokyo Trial, diretta dal regista Olandese Pieter Verhoeff scomparso nel 2019. Successivamente è stata acquistata da Netflix. Tokyo Trial è incentrata sulla figura di Radhabinod Pal (1886 - 1967) giurista indiano membro della commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite dal 1952 al 1966.  Fu uno dei tre giudici asiatici nominati al Tribunale Militare Internazionale per l'estremo oriente , i "Tokyo Trials", di fatto furono la Norimberga asiatica, dove si giudicarono i crimini di guerra  commessi dal Giappone nel corso della seconda guerra mondiale.

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