Le sanzioni contro l'Iran e l'affossamento dell'ordine mondiale USA

Il ricorso massiccio alle sanzioni contro i nemici dell'Ordine Globale imposto dagli Stati Uniti d'America dimostra come la sua egemonia unilaterale sia irrimediabilmente persa.

Le sanzioni si stanno rilevando inutili nel caso della Russia che ha dimostrato di essere in grado di rinforzare la sua autonomia nei settori agricoli e della tecnologia industriale grazie ad uno sforzo di super produzione.

Le sanzioni USA sono risultate persino controproducenti; infatti hanno determinato la costituzione di un blocco molto saldo fra la Russia e la Cina che ha consentito di integrare le risorse energetiche dell’una e la forza finanziaria dell’altra.

Le sanzioni contro l'Iran miravano a unificare l'occidente in un fronte compatto contro Teheran. Anche in questo caso non è difficile prevedere che gli sforzi dell'Amministrazione USA sono condannati al fallimento.

Washington nei suoi calcoli non ha tenuto in conto il ruolo indispensabile dell'Iran nel grande progetto cino-russo di unificazione del continente Euro Asia che includerà l'Iran, l'Iraq, la Siria e l'India.

Tale progetto punta alla realizzazione di un corridoio nord-sud destinato ad unire il grande paese asiatico con la Russia e l'Europa attraverso l'Iran. Ne risulta che l'Iran assume un ruolo strategico e la Cina, la Russia e l'India, che stanno investendo enormi risorse nella nuova "Silk Road", non hanno intenzione di abbandonare l'Iran. 

Non a caso l'India come la Cina e la Russia ha decisamente respinto le richieste di Washington di non acquistare il petrolio iraniano e di interrompere i rapporti di cooperazione. Se si considera che anche l'Europa sta creando dei canali alternativi per aggirare le sanzioni all'Iran e la Turchia ha dichiarato che metterà a disposizione di Teheran i suoi oleodotti per il transito del greggio iraniano, si può vedere come la strategia USA sia destinata al fallimento.

Le guerre statunitensi contro l'Iraq e la Siria, che si sono svolte in questi ultimi anni, tese alla balcanizzazione del Medio Oriente, sono fallite grazie alla resistenza della Siria.

Anche questo fallimento ha fortificato la posizione dell'Iran ed ha preoccupato molto Israele che, per la sua sicurezza, ha chiesto agli USA di farsi carico di una guerra con l'Iran.

Questo spiega la presenza militare USA all'interno del territorio siriano in un estremo tentativo di fermare la stabilizzazione del paese continuando ad armare gruppi terroristi che ormai stazionano nei pressi delle basi militari statunitensi.

La Siria, dal canto suo, sta recuperando il suo ruolo regionale e ha messo fine ai complotti separatisti sobillati dall'esterno, con l'aiuto della sua alleanza con l'Iraq, l’Iran e i movimenti di resistenza del libano. Naturalmente risulta essenziale il ruolo della Russia e della Cina. Le frequenti riunioni fra i responsabili della difesa dell'Iraq e della Siria determinano una certa inquietudine nelle autorità militari di Washington che vedono con preoccupazione il consolidarsi di questo asse.

La stessa Europa è intenzionata, nonostante le pressioni americane, a continuare la cooperazione con l'Iran e grandi discussioni ci sono in Germania sulla necessità di mantenere stretti rapporti con la Russia di Putin, visto il crescente fabbisogno energetico di Berlino.

La Germania e altri paesi in Europa iniziano a capire che gli interessi nazionali dei paesi europei divergono da quelli di Washington e richiedono una cooperazione economica con il grande paese euroasiatico piuttosto che lasciarsi trascinare in un clima pre bellico da parte dei neocon USA  contro la Russia.    

Possiamo prevedere che arriverà il momento in cui anche i tradizionali alleati europei degli Stati Uniti inizieranno ad aprire gli occhi ed a comprendere quali siano i reali interessi dell'Europa e questo spingerà i paesi europei ad affrancarsi dal pesante vincolo di subordinazione imposto da Washington in Europa.


0
0
0
s2smodern

Editoriale

 

Domenica si vota

di Adriano Tilgher

Domenica dovremmo andare a votare. Per chi, per cosa? Per l’Europa rispondono i più. Ma, è vero? Esiste veramente un’Europa per cui andare a votare? Noi pensiamo di no, pensiamo che l’Europa non esista e che quello che ci propinano come Europa è soltanto un sistema economico finanziario teso a debellare i valori storici e culturali che hanno fatto grande l’Europa. Allora ha un senso andare a votare?

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Europa

Ormai ci siamo, le tanto agognate elezioni del Parlamento Europeo sono dietro l'angolo, dal 23 al 26 maggio 2019 in tutti gli stati membri dell'Unione Europea saranno aperte le urne per individuare la squadra di "Governo" che dovrà gestire le scelte per il prossimo quinquennio. In Italia la data del "cambiamento" è Domenica 26. Dal giorno dopo tutto sarà cambiato, o forse no. 

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.