I sintomi e la malattia

di Adriano Tilgher

Non sono un medico ma, fra le cose che mi ha insegnato l’esperienza, so che i sintomi servono a capire qual è la malattia che li ha generati e che colpire i sintomi non vuol dire combattere la malattia. Ora, tornando sul piano politico, la questione Sea Watch, il problema immigrazione, l’incapacità, o meglio, l’impossibilità di una ripresa economica, la denatalità e il conseguente invecchiamento della popolazione, il costo e la mancanza del lavoro, la crisi della famiglia, il pressoché totale disinteresse verso la nazione e la solidarietà di popolo, l’assoluto distacco dei giovani dalle ragioni della crisi, la mancata difesa in tutti i settori degli interessi del popolo italiano sono solo alcuni dei sintomi della grave malattia che ha colpito l’Italia, e in generale tutta la società.

 

L’assenza della politica, di cui parlo ormai da anni, si vede proprio dal fatto che si cercano risposte agli effetti fortemente negativi, ma non si tenta in nessun modo di capire qual è la malattia che li genera.

Se non si individua il male difficilmente si potrà debellarne l’effetto, si potrà tuttalpiù contenerne i danni arrecando però ulteriori danni agli altri.

È necessario quindi fare un’approfondita analisi dei sintomi per capire cosa sta accadendo.

La prima cosa che balza evidente agli occhi è l’assoluta inesistenza dello stato italiano, ma anche questo è un sintomo, che potrebbe spiegarne alcuni degli altri. Sicuramente questa mancanza del principio organizzativo e rappresentativo del popolo italiano è in parte causata dall’incapacità di chi dovrebbe dare le indicazioni e i riferimenti, ma, da un’analisi più attenta, si capisce chiaramente che è impossibile credere che da una certa data in poi, parliamo di decenni, si siano alternati al governo ed alla gestione della cosa pubblica esclusivamente persone incapaci.

Neanche possiamo credere che la causa sia la mancanza di un progetto politico alternativo a quello esistente, cosa vera soprattutto per i politici attuali che, pur avendo individuato e manifestato la volontà di combattere i sintomi, non hanno la capacità di ottenere degli autentici risultati.

La verità è che le condizioni in cui versa lo stato italiano sono frutto di un progetto politico preciso che ha come obiettivo la conquista dell’Italia e la neutralizzazione del suo popolo. Il primo obiettivo ha lo scopo di impossessarsi del più bello e più ricco angolo del pianeta, il secondo invece deve neutralizzare un popolo che da solo ha le capacità creative ed intellettuali di interrompere ed opporsi al criminale progetto di alienazione umana attualmente in atto.

Ovviamente tutto nasce perché questo progetto è frutto di una sconfitta militare, da cui i vincitori hanno tratto spunto per neutralizzare per sempre le forze avverse. Mentre alcune nazioni sconfitte hanno saputo, pur assecondando i vincitori, recuperare una loro dignità nazionale, l’Italia, non solo non ha saputo recuperare questa propria dignità ma continua a perpetuare l’esaltazione degli elementi di divisione.

Ci stanno, insomma, insegnando ed abituando a vergognarci di essere Italiani.

Esistono numerosi scritti che individuano il nemico (il potere finanziario, le grandi multinazionali, le associazioni sovranazionali…), la sua ideologia antiumana (neo-liberismo e globalizzazione), le vie da percorrere per opporsi (difesa identitaria, cultura, etica) ma in Italia tutto ciò viene distrutto dai nemici interni. Tutti questi sono i presupposti per un progetto politico alternativo.

Parliamone!


Editoriale

 

I sintomi e la malattia

di Adriano Tilgher

Non sono un medico ma, fra le cose che mi ha insegnato l’esperienza, so che i sintomi servono a capire qual è la malattia che li ha generati e che colpire i sintomi non vuol dire combattere la malattia. Ora, tornando sul piano politico, la questione Sea Watch, il problema immigrazione, l’incapacità, o meglio, l’impossibilità di una ripresa economica, la denatalità e il conseguente invecchiamento della popolazione, il costo e la mancanza del lavoro, la crisi della famiglia, il pressoché totale disinteresse verso la nazione e la solidarietà di popolo, l’assoluto distacco dei giovani dalle ragioni della crisi, la mancata difesa in tutti i settori degli interessi del popolo italiano sono solo alcuni dei sintomi della grave malattia che ha colpito l’Italia, e in generale tutta la società.

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La Spina nel Fianco

 

Nicola Bombacci; un esempio rivoluzionario

Non me ne voglia l'amico Andrea, se per una volta la spina nel fianco si sovrappone ad altra seguitissima rubrica del nostro giornale, quel Exemplis Vitae che ci racconta periodicamente vita e morte di quei personaggi della storia del "Pensiero Forte" da conoscere o riscoprire, ma se un Pensiero Forte deve essere istillato nella mente dei lettori, non può essere fatto senza parlare di Nicola Bombacci, detto Nicolino,  nacque a Civitella di Romagna, in provincia di Forlì, il 24 ottobre 1879, dopo i primi studi, fu iscritto al seminario di Forlì,  si allontanerà nel 1900 per frequentare la Regia Scuola Normale di Forlimpopoli, dove si diploma maestro, in  ritardo sui suoi coetanei, ma in contemporanea con un amico di 4 anni più giovane, Benito Mussolini. Nel 1905 si sposa, comincia una peregrinazione come insegnante per le campagne Emiliano Romagnole, è in queste peregrinazioni che avviene la sua conversione al socialismo.

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