Governo: lasciamolo lavorare

I giornaloni dicono che sarà un disastro: il governo giallo-verde sarà il peggio del peggio e l’Italia e gli italiani ne subiranno le conseguenze. E un ministro uscente come Graziano Del Rio avverte: “Vanno fermati, faranno male a cittadini e imprese”.

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non abbiamo alcuna simpatia per Giggino Di Maio e, in più di un’occasione, ci siamo trovati in disaccordo anche con Matteo Salvini. Ma che i fogli di regime e i membri dei governi Renzi-Gentiloni ci mettano in guardia sui pericoli di un governo giallo-verde è davvero troppo. Si sono accorti, questi signori, dello stato comatoso in cui hanno ridotto il nostro Paese? Hanno capito o no che la maggior parte dei cittadini – siano essi lavoratori o pensionati – non arriva alla fine della terza settimana del mese? Cosa potranno fare di tanto peggio Salvini e Di Maio?

La verità è che, loro sì, hanno paura di un governo giallo-verde, proprio perché hanno distrutto e svenduto l’Italia e, dalla situazione in cui siamo, è quasi impossibile sprofondare ancora. Renzi, Boschi e i loro amici di Repubblica, Corriere della Sera, eccetera eccetera, tuonano contro la deriva populista e contro il contratto di governo, che metterebbe a rischio i risparmiatori, e, allora, ci viene da pensare che non ci sia nulla di vero, crediamo di essere a “Scherzi a parte”. Sì, perché Renzi e Boschi sono stati coloro che hanno assistito impassibili al fallimento di quattro banche e al suicidio di risparmiatori truffati. Per stanziare, poi, miliardi pubblici per salvare il Monte dei Paschi di Siena.

Insomma, il governo che sta per nascere non sarà sicuramente l’esecutivo che avremmo voluto, ma, perlomeno, prima di bocciarlo, lasciamolo lavorare. Avrà tutti contro, a partire dai burocrati dell’Eurozona e da quei governi che sono in mano ai potentati finanziari, e già questo ce lo rende un po’ più simpatico. E, poi, se riuscisse a realizzare un quinto dei provvedimenti elencati nel contratto, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, sarebbe già un successo. Tale da contribuire ad allontanare lo spettro, che si intravede, lontano ma chiaro, di un accordo Renzi-Berlusconi, per brindare al fallimento dell’accoppiata Di Maio-Salvini e per consegnare definitivamente la nostra Italia nelle mani di Bruxelles e dei suoi padroni finanziari. 


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Editoriale

 

Non c’è limite al peggio

di Adriano Tilgher

Odio l’ipocrisia, odio la falsità, odio il buonismo. Sì perché il buonismo è fatto di ipocrisia e falsità.

Sentiamo condannare, a parole, solo a parole, orribili cose come la pedofilia, ma poi consentiamo che personaggi, a loro dire scienziati, vadano in televisione a dire che anche i bambini hanno una loro sessualità e che è giusto che la esplichino.

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La Spina nel Fianco

 

Benvenuti in casa Gori

1990 esce nelle sale Italiane il film di Alessandro Benvenuti "Benvenuti in casa Gori" tratto dall'omonima commedia dello stesso Benvenuti ed Ugo Chiti. La trama: è il giorno di Natale, a casa Gori, uno spaccato della classica famiglia italiana, si riuniscono tutti i familiari, nonni, nipoti, zii, fidanzate, per consumare il rito della condivisione del cibo. A tavola si parlava, ci si confrontava, a volte si litigava, ma comunque era il fulcro della vita familiare, la televisione, che già aveva comunque fatto i suoi danni, rimaneva muta, o a basso volume, e si guardava al massimo un tg, o come nel film di Benvenuti visto che si svolge in una festività, la benedizione del Papa.

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