Fascismo, allarme a tempo

Nell’Italia del 2021 c’è un pericolo grave e concreto: quello del ritorno del fascismo. Lo hanno decretato, a reti unificate, radio e tv, seguite a ruota da giornaloni, giornalini e foglietti vari. La dimostrazione sta nella manifestazione di sabato 9 ottobre: un agguato in piena regola alle istituzioni, proprio come quelli dei fascisti di un secolo fa. Così, dal 9 ottobre, non si sente parlare di altro che dell’onda nera che ritorna e che rischia di travolgere la nostra democrazia.

Ora, al di là dei giudizi sulla “fantastica” democrazia italiana, soltanto chi è in malafede può propinare una notizia come quella del pericolo nero, peraltro pensando, evidentemente, che il nostro sia un popolo di stupidi creduloni. Come accendiamo la tv o apriamo un giornale, ci compare la faccia di Letta (Enrico, il nipote di Gianni), che ci spiega come l’allarme sia reale. E che, se non si scioglierà subito Forza Nuova, partito con numeri da 0,001 per cento, rischieremo grosso.

Così, il premier del Governo dei migliori, l’infallibile Mario Draghi, ci fa sapere che i giuristi di Palazzo Chigi sono al lavoro, per cercare di capire se e come sciogliere immediatamente Forza Nuova. Già, perché tra gli arrestati del sabato nero ci sono i leader di questa formazione.

Nessuno, però, spiega che sono stati arrestati anche quindici anarchici e che in piazza c’erano decine di migliaia di manifestanti pacifici, che chiedevano una cosa semplice: come veder garantito il loro diritto al lavoro (previsto dalla “Costituzione più bella del mondo”), senza il Green Pass. Una domanda a cui il Governo non vuole dare una risposta: senza Green Pass non si lavora, dicono Draghi e compagnia. Punto e basta. Nessuna spiegazione, anche perché la validità scientifica del Green Pass, come hanno detto autorevoli medici, è nulla. E, allora, si impone un obbligo, senza spiegarlo, e si viola un diritto costituzionale, con l’appoggio di tutti gli organi di (dis)informazione.

Così, le manifestazioni contro il lasciapassare verde vengono derubricate a episodi di violenza fascisti e la dittatura sanitaria va avanti per la sua strada, senza ostacoli. Nel panorama politico, soltanto Salvini e Meloni alzano la voce contro questa vergogna: ovviamente, vengono additati come pericolosi fascisti. “Come fanno – si chiedono Letta, Conte e altri falliti di vario genere, risorti grazie a Draghi – a non vedere la matrice fascista degli scontri di Roma? Come fanno a non vedere il pericolo di questi rigurgiti, che ci riportano agli albori del Ventennio mussoliniano?”.

Già, come fanno? Come fanno, piuttosto, lo stesso Letta, Floris, Formigli, Bianca Berlinguer e compagnia a non arrossire, quando ci ammorbano con le loro idiozie? Politici sinistri e pseudogiornalisti hanno un obiettivo chiaro: assassinare i resti della democrazia italiana, agitando lo spettro del fascismo. Soprattutto alla vigilia dei ballottaggi di città importantissime, come Roma, dove, a sentir loro, un candidato moderato come Michetti – espressione del centrodestra – strizzerebbe l’occhio addirittura al nazismo.

Ecco, questa è la sinistra italiana, con tutta la fanfara al seguito: un’accozzaglia di personaggi improbabili, che predica odio nei confronti dell’avversario politico. Ti additano, ti accusano e ti emarginano. Ecco, dunque, che il pericolo fascista è utilissimo anche in vista dei ballottaggi. Ma da martedì 19, statene certi, l’allarme scemerà, fino a svanire. Per ripresentarsi quando servirà. Magari alla vigilia del voto per il Quirinale.

 

Immagine: https://www.ilgiornale.it/


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Editoriale

 

Cretini? Forse. Traditori? Possibile

di Adriano Tilgher

La nostra Italia vive un momento difficile, molto difficile. Ma le cause non sono solo la pandemia e la crisi economica che ne consegue è, anche e soprattutto, il modo di agire della nostra classe dirigente, sia politica che amministrativa che tecnica. Ancora non si è capito o si finge di non capire che il Covid e le sue varianti sono qualcosa con cui si deve convivere finché non si troveranno delle cure appropriate, che, a mio avviso, si sarebbero già trovate se si fosse dato seguito alle indicazioni dei tanti coraggiosi medici che sul campo hanno, in numerosi casi, sconfitto la malattia. Invece si è preferito dare seguito al leggendario “vaccino” che non solo ci è costato tanto, ma non risolve il problema, perché da sempre scarsamente efficace e soprattutto i suoi effetti, per il momento solamente lenitivi, decadono in tempi molto brevi.

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I biscotti di Korzybski

Primo dopoguerra, durante una lezione, all' "l'Institute of General Semantics," il suo fondatore il, filosofo e matematico polacco Alfred Korzybski si interruppe prese dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco e ne offrì agli studenti, dopo che molti avevano mangiato e gradito, Korzybski tolse il foglio bianco mostrando l'etichetta, sulla quale c'era scritto “biscotti per cani”. Gli studenti vedendo il pacchetto rimasero scioccati, alcuni si precipitarono verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocca. L’inventore della “Semantica Generale” (GS) voleva dare dimostrazione pratica del fatto che gli esseri umani non si nutrono solo di cibo, ma anche di parole, in pratica è la lingua che determina la nostra visione del mondo. Ciò va a vantaggio di chi voglia operare una ridefinizione del mondo percepito tramite il linguaggio, come superbamente descritto da Orwell nel suo “1984”:

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