L'intesa tra Renzi e Di Maio per fare Carlo Calenda premier

Dai poteri economico-finanziari, che oggi gestiscono la politica dei governi, sarebbe già partito l'ordine d'inglobare i “5 Stelle” in una operazione di governo, a patto che scendano ad un accordo col Pd. La strada d'un governo di “responsabilità” e “per non dare il Paese alle destre” (parole di Renzi) sarebbe partita dopo la conferenza stampa del fintamente dimissionario Segretario del Pd (Renzi appunto). Di fatto il Pd, vero sconfitto nelle urne, potrebbe governare con “5 Stelle” e “Liberi e Uguali”, dimostrandosi nuovamente (e senza voti) il gestore della cosa pubblica italiana. Idea che non piace a Grillo ma che ha già convinto Di Maio.

Infatti, comiziando da Acerra (lì i 5 Stelle hanno preso il 67%) Luigi Di Maio ha detto: “Ci sono da eleggere i presidenti delle Camere, noi siamo pronti al dialogo con tutti ma dovete venire a parlare con noi perché sennò è difficile fare qualcosa in questa legislatura”. Viene così archiviata la strada sia d'un triumvirato Renzi-Gentiloni-Berlusconi che d'una “grosse coalition”, mentre decolla il dialogo tra “5 Stelle”, Pd e “Liberi e Uguali”. Un “governo di scopo” che pare convinca poco il presidente Mattarella, ma il dialogo tra Renzi e Di Maio è ormai ineludibile. Un governo che, di fatto, ribalterebbe i desiderata del popolo italiano che, dopo aver bocciato tutte le sinistre, se le ritrova al governo con “5 Stelle”. Trovata che allungherebbe la legislatura, e perché nessuno degli attori di questa eventuale intesa intenderebbe mai tornare alle urne entro un annetto. Di fatto l'Italia è ora una nave senza nocchiero. Questo non frena il delirio politico napoleonico (come lo definirebbero gli psicanalisti) di Matteo Renzi, che ha fatto una conferenza stampa tutta imperniata sulla sua capacità di governare. Ecco che Renzi lancia il ponte a Di Maio, dicendo con un giro di parole “non andare con la Lega di Salvini ma alleati col Pd”

In questa logica rientra l'ingresso di Carlo Calenda nel Pd: definito già in certi ambienti dell'alta burocrazia il “traghettatore del governo Pd-5 Stelle”.  La figura di Calenda è stata costruita con questo scopo dai “poteri forti”, ed ora viene messa in campo. Sia Di Maio che Renzi s'illudono di poter fungere da burattinai, ma Calenda (ministro dello Sviluppo Economico) ha già stretto le intese con i poteri forti finanziari. Ecco che si preannunciano altri anni di lacrime e sangue, e non ci manderanno tanto facilmente alle urne.

 

 


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