Menomale che Draghi c'è... per lobby e faccendieri

Un governo autorevole, rispettato in Europa e nel mondo, un governo che decide, senza se e senza ma, e non guarda in faccia nessuno, nell’interesse supremo del cittadino: l’esecutivo Draghi è questo. O, almeno, questo è ciò che vogliono farci credere gli strilloni di regime, dai telegiornali dell’alba fino a quelli della notte, passando per i giornaloni, ormai a tiratura zero, ma con pubblicità di Stato a cinque zeri.

Il Governo dei Migliori, com’è stato impropriamente ribattezzato al suo debutto, dimostra, in realtà, ogni giorno di essere totalmente inadeguato a fare gli interessi del popolo. Lo testimonia, in primis, la vicenda del Green Pass, una specie di barzelletta, di cui si parla effettivamente in tutto il mondo, ma non per elogiare Draghi e compagnia. A cosa serve, infatti, il Green Pass, sotto il profilo sanitario? A nulla. Ce lo hanno spiegato chiaramente fior di medici, che ogni giorno combattono il Covid: il lasciapassare certifica che siamo vaccinati, ma non è scritto da nessuna parte, ad esempio, che, in un luogo di lavoro dove ci sono venti persone col Green Pass, non possa diffondersi il contagio. E, allora, perché costringere tutti i lavoratori ad avere questa “certificazione verde”? Mistero. Nessuno lo spiega.

Non solo. Visto che il Green Pass, se non si è vaccinati, si ottiene con un tampone negativo, i sindacati hanno chiesto che, quantomeno per chi deve recarsi al lavoro, i tamponi siano gratuiti. Nessuna risposta da parte del Governo dei Migliori.

Come se non bastasse, in attesa che il Green Pass nei luoghi di lavoro sia obbligatorio, nelle scuole serve da subito, per andare ad accompagnare o a prendere i bambini. Follia pura, anche perché le informazioni, in questo caso, sono poche e frammentarie, affidate a qualche cartello esposto dalle stesse scuole. Qualcuno ha provato a chiedere chiarimenti al Governo dei Migliori: come al solito, nessuna risposta. Quindi, i genitori o i nonni o le baby sitter non vaccinati devono fare il tampone, a proprie spese, per entrare a scuola.

L’esecutivo Draghi, insomma, nel campo dei diritti e della Sanità non va granché meglio, rispetto al disastroso Conte due. Certamente, però, nelle materie economiche ha carte importanti da giocare, a partire dal premier. Il problema è che gli interessi di Draghi non coincidono con quelli dei cittadini. Gli applausi che gli arrivano dall’Europa e dal mondo non sono quelli di folle scese in piazza, ma delle élite finanziarie e degli ambienti politici a loro asservite. Così, quando c’è da prendere provvedimenti a favore dei cittadini, Draghi e il suo braccio destro, il ministro Franco, nicchiano. Il 9 settembre, ad esempio, il Parlamento ha votato, quasi all’unanimità, un ordine del giorno, che impegna l’esecutivo Draghi a rinviare nuovamente i pagamenti e a procrastinare ancora l’invio di cartelle di Agenzia Entrate Riscossione. Un atto dovuto, nei confronti di una comunità piegata dalle chiusure, imposte dall’emergenza sanitaria.

Anche in questo caso, però, il Governo dei Migliori tace e non fa sapere nulla al cittadino: la scadenza del 30 settembre, entro la quale andavano saldate le rate bloccate per il Covid, è quasi arrivata e Agenzia delle Entrate Riscossione non dà alcuna indicazione.

Una vergogna, l’ennesima, che, tanto per cambiare, penalizza il popolo. Eppure, se accendete la tv o aprite un giornale, il ritornello è sempre quello: meno male che Draghi c’è. Bisogna capire, però, per chi: certamente, per lobby varie e faccendieri; meno, molto meno, per chi ha a cuore le sorti dell’Italia.

 

Immagine: https://www.attac-italia.org/


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