I picchiatori di regime contro De Luca

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si sa, è un personaggio particolare, poco incline ai formalismi e insofferente agli ordini di scuderia, che spesso arrivano da Roma, siano del Governo che del suo partito, il Pd. Così, nel periodo dell’emergenza Coronavirus, ha fatto tutto ciò che riteneva utile per la popolazione campana, senza ascoltare troppo le direttive romane, ed è diventato una “stella” dei social, avendo postato molti video in cui dettava, alla sua maniera, le regole da seguire. E non ha risparmiato critiche al Governo, quando ha assunto decisioni cervellotiche e inutili, ultima quella dell’annunciato arruolamento di 60mila volontari (con pronta retromarcia), sbeffeggiata da De Luca, con un video esilarante.

Il risultato di questa attività social di De Luca, unita ai successi ottenuti contro il Covid-19, che in Campania non si è quasi visto, ha fatto sì che il Governatore abbia scalato posizioni nella classifica di popolarità dei politici, arrivando addirittura al quarto posto. Niente di strano, visto che, tra l’altro, De Luca è riuscito a far realizzare a tempo di record anche un ospedale Covid, esattamente come avvenuto in Cina e a Milano.

Questo successo, però, deve aver dato fastidio - e parecchio - ai padroni del vapore, da Conte a Zingaretti, perché in breve si è scatenato un vero e proprio assalto dei media di regime a De Luca. I giornaloni lo hanno deriso e hanno sottolineato che nell’ospedale Covid i posti di terapia intensiva sono vuoti, come se non fosse una buona notizia il fatto che il virus in Campania è stato tenuto lontano: “C’è qualche imbecille - ha risposto De Luca, alla sua maniera - che si lamenta dei posti vuoti in terapia intensiva. Chiediamo scusa al virus, se non gli abbiamo tenuto compagnia”.
La campagna anti-De Luca è proseguita senza troppi successi e, dunque, si è passati all’artiglieria pesante, quella televisiva. “Report”, col suo stile inconfondibile, ha attaccato, quasi per una puntata intera, il Governatore campano, prima ironizzando sui suoi video nell’era del Coronavirus, poi sguinzagliando i soliti giornalisti (giornalisti?) d’assalto, con domande e risposte concordate con gli intervistati, tutti critici, guarda caso, con De Luca. E giù bordate contro l’ospedale Covid, che è costato milioni di euro e non serve a nulla, perché è vuoto, e idiozie di questo tipo, che, del resto, avevamo già ascoltato per l’ospedale realizzato a Milano con l’aiuto di Bertolaso.
Gli inviati di “Report”, insieme ai giornaloni, al giornalino di Travaglio, a Conte e al Governo, sembrano essere i pochi nostalgici, che piangono la scomparsa del virus. E, infatti, hanno già “bastonato” a dovere Alberto Zangrillo, primario al San Raffaele di Milano, il quale ha detto a chiare lettere che il Covid 19 non è più un pericolo. Giù botte al professore, che ha anche un altro neo: essere, da sempre, amico di Berlusconi.

Stampa e tv di regime, insomma, sono scatenate nella difesa del virus, aiutate dai soliti Burioni e compagnia. I nemici sono altri: i professori che dicono la verità e i politici che non si allineano a decisioni spesso dannose per il Paese, De Luca in primis. Ma “lo Sceriffo” (come è stato ribattezzato, in modo spregiativo, il Governatore per il suo decisionismo, che pure si è rivelato molto utile nella lotta al Coronavirus) tira dritto e, ne siamo certi, è pronto a dare nuove lezioni, sempre in video, agli imbecilli di turno.


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