Lo scontro tra Virginia Raggi e Matteo Salvini

Lo scontro tra Virginia Raggi e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, andato in scena in questi giorni e probabilmente destinato a durare per qualche tempo, lascia davvero basiti. Non tanto per le parole di Salvini, che denuncia, a ragione, la situazione drammatica della Capitale, quanto per la faccia tosta del sindaco di Roma, che, evidentemente non comprendendo lo stato in cui versa la città, si permette di andare in tv a polemizzare e ad attaccare il ministro dell’Interno. Siamo convinti che al suo posto, con i pessimi risultati ottenuti finora da sindaco, sarebbe stato molto più dignitoso il silenzio.

A giugno, infatti, saranno tre anni da quando Virginia Raggi si è insediata in Campidoglio e, da allora, la vita dei cittadini della Capitale è peggiorata sempre più: dal traffico alle buche nelle strade, dai cassonetti pieni d’immondizia ai trasporti paralizzati, passando per i cinghiali a spasso nelle periferie, Roma è diventata davvero invivibile. E la colpa di Matteo Salvini è stata una sola: denunciare questo stato di cose, dichiarandosi pentito di aver invitato i romani, tre anni fa, a votare Virginia Raggi.
Del resto, quanti sono oggi gli abitanti della Capitale che voterebbero la Raggi, in caso di elezioni? Pochi, molto pochi, mentre Salvini e la Lega, al contrario, volano nei sondaggi. Così, anche i media tradizionalmente ostici all’attuale sindaco di Roma - da Repubblica al Corriere della Sera - sembrano “pendere” dalla parte della Raggi e denunciano “l’attacco di Salvini, che vuole prendersi Roma”.

Tutto questo, ovviamente, con totale disprezzo per l’unica cosa che dovrebbe contare davvero, la qualità della vita dei romani, e senza un briciolo di vergogna, perché i giornaloni di regime, in fondo, se la prendono con Salvini per aver fatto ciò che stanno facendo loro da tre anni, infatti hanno sempre sostenuto che Virginia Raggi è un sindaco inadeguato.

È chiaro, in definitiva, che il vero nemico degli apparati di potere, strettamente connessi, quando non sottomessi, ai potentati economici e finanziari, è Matteo Salvini, il quale, ancora una volta, viene attaccato su più fronti, fortunatamente con scarsi risultati.

Sì, perché, alla fine, quel che conta è il giudizio del popolo. Che sembra aver capito che Salvini rappresenta l’unica vera speranza, in un quadro politico desolante. Sono in molti, nelle stanze dei bottoni, a sperare che finisca presto il governo gialloverde, magari per dar spazio a un’ammucchiata, con dentro Zingaretti e Fico, ovviamente benedetta da Mattarella.

È per questo motivo che da queste colonne continuiamo a “tifare” per un Esecutivo che, tra mille difficoltà, sta cercando di cambiare verso, sul serio e non a chiacchiere, a questo Paese. E Matteo Salvini ci sembra l’interprete più autentico di questa voglia di cambiamento, in favore degli italiani e non delle élite.


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Editoriale

 

La politica

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Purtroppo quelli che oggi si dicono politici non mi sembrano né scienziati né artisti e quindi neanche politici. Qualcuno sarà colto, qualche altro laureato, qualche altro ancora esperto di musica, di canto e di teatro ma ben altra cosa è essere persone che conoscono “l’arte e la scienza di governare”.

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