La macchina del fango in piena azione

Abbiamo parlato spesso dello scadimento della nostra classe politica, anche se il problema, a dire il vero, riguarda un po’ tutto il mondo e non la sola Italia.

Ma quello che è avvenuto nelle ultime settimane e continua ad andare in scena, riguardo alla deputata cinquestelle Giulia Sarti, è qualcosa che va ben oltre il livello, molto basso, della politica di casa nostra: siamo a uno sciacallaggio e a uno squallore che, davvero, non hanno precedenti. Va bene tutto: va bene diffondere le cifre di bonifici non effettuati, da chi si diceva paladino e difensore dell’onestà; va bene intervistare l’ex fidanzato, che racconta di un sistema di videocamere, attivo ventiquattro ore su ventiquattro, nell’appartamento della deputata grillina, alludendo all’esistenza di filmini di tutti i tipi; non va bene, però, arrivare a diffondere, guarda caso sui telefonini di giornalisti e addetti ai lavori, le foto hard della stessa Giulia Sarti.

Ora, noi non sappiamo se si tratta di fotomontaggi o di foto vere e, sinceramente, neanche ci interessa saperlo. Da tutta la vicenda, al di là di una certa leggerezza - e siamo generosi - della stessa Sarti, emerge tutta la miseria umana, che si accanisce contro chi è già stato sufficientemente punito per i suoi errori. La Sarti ha sbagliato, per la vicenda dei bonifici mai effettuati al Movimento Cinque Stelle (il dolo è dimostrato dalle ricevute inviate al partito, prima di annullare i bonifici), e per questo ha pagato, dimettendosi da presidente della Commissione Giustizia della Camera e sottoponendosi al giudizio dei Probiviri del Movimento. Sta, poi, a lei decidere se dimettersi anche da deputato, ma questo è un altro discorso.

La cosa vergognosa è che, da settimane, si parli di filmini “bollenti”, che sarebbero nel computer dell’ex fidanzato, e, soprattutto, di foto hard della Sarti, che stanno girando sui telefonini degli addetti ai lavori. Ecco, questo è inaccettabile, è un imbarbarimento della politica, al quale dobbiamo opporci in modo netto. Si obietterà che, da sempre, il sesso viene usato come strumento di lotta politica: ne sanno qualcosa i presidenti americani e anche quelli di casa nostra.

In questo caso, però, appare chiaro il disegno di colpire quella che è stata un’esponente di spicco del Movimento che, insieme alla Lega di Salvini, sta tentando di cambiare questo Paese, col governo gialloverde. E, non a caso, adesso tutti i giornaloni vanno dritti verso l’obiettivo vero: non la Sarti, ma Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Casalino ha avuto, da subito, un rapporto conflittuale con i giornalisti di regime e, adesso, neanche tanto tra le righe, si dice che nei filmini che vengono da casa Sarti ci sarebbe anche lui. Come se agli italiani che cercano lavoro interessasse qualcosa.

La macchina del fango e dello schifo, insomma, è in piena azione. Si diffondono foto a luci rosse - non importa se vere o non vere - di una deputata, per colpire il governo del cambiamento. Ormai siamo ben oltre il fondo della decenza e sarebbe bene che gli italiani se ne accorgessero.


0
0
0
s2smodern

Editoriale

 

La cultura dell’odio

di Adriano Tilgher

Ieri e oggi ho incontrato, separatamente, due signore, una relativamente giovane, l’altra relativamente anziana ed entrambe hanno usato una frase priva di qualsiasi significato, ma che è diventata un ritornello sistematicamente ripetuto dai diffusori del pensiero unico globale: “Io sono contro la cultura dell’odio”.

In Italia hanno addirittura fatto una legge in tal senso. Ma cosa significa la cultura dell’odio? Chi è che coltiva l’odio? Ma soprattutto chi può sostenere che in vita sua non ha mai odiato?

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Beat Generation

La settimana scorsa abbiamo parlato a margine del nostro articolo Helter Skelter della paranoia di Charles Manson riguardo alle simbologie Naziste, in articoli precedenti, della vicinanza della cosiddetta Beat Generation a scrittori come Ezra Pound, o ad esperienze artistiche come il futurismo, semplici note ai margini della storia, questo è evidente, ma si può parlare di una fascinazione della Beat Generation Statunitense ad un certo linguaggio e/o ad una certa simbologia ? Nel 1967 Jean-Louis Kerouac, meglio noto come Jack Kerouac, considerato uno dei maggiori e più importanti scrittori statunitensi del XX secolo, nonché padre del movimento "beat", che con i scritti esplicitò le idee di liberazione, ad un incontro presentò una sorta di programma politico culturale per la Beat Generation...

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.