La Tim, gli anziani e il “noleggio telefono”

“Buongiorno, volevo segnalare che sulla bolletta di mia suocera continua a figurare la voce ‘noleggio telefono’, per 2,74 euro al mese, ma mia suocera da più di vent’anni ha un telefono suo e, a suo tempo, ve lo segnalò anche. Del resto, il vostro telefono andava bene quarant’anni fa, ormai è un pezzo di antiquariato”. Marco è al telefono con una operatrice della Tim, che risponde senza esitazioni: “va bene signore, togliamo immediatamente la voce noleggio telefono”. Marco è basito: “scusi, ma non dovreste provvedere voi, senza sollecitazioni? Che ne sanno mia suocera e tutti gli anziani come lei?”. L’operatore e non perde calma, né gentilezza: “no, signore, noi interveniamo solo su richiesta. Se non si vuole più il noleggio telefono, basta chiamare. Buongiorno”.

Sembra incredibile, ma è proprio così: la Tim continua a mettere nelle vecchie bollette della linea fissa la voce “noleggio telefono”, proprio come quaranta/cinquant’anni fa, quando la Tim si chiamava Sip (Società italiana per lo sviluppo telefonico) e gli operatori arrivavano a casa col telefono grigio e lo installavano. Ecco, chi nei decenni è rimasto fedele alla Sip, oggi Tim, ha questo bel premio: continuare a pagare il noleggio di quell’antico apparecchio, che nessuno ormai ha più.
La domanda che ci poniamo, a fronte di notizie di questo tipo, è: possibile che nessuno si accorga di questo vero e proprio scippo ai danni degli anziani, che avviene nel silenzio generale? Uno scippo che vale milioni di euro all’anno, perché, tenendoci molto bassi, possiamo ipotizzare che almeno due/trecentomila anziani, nel nostro Paese, abbia un abbonamento “datato”. E questo, facendo un rapido conto, vale 32,4 euro annui ad anziano, che, moltiplicato per 2/300.000 (ripetiamo: tenendoci bassissimi), significa un introito che va dai 6,5 ai 9,7 milioni all’anno. Per un servizio che non esiste, perché il nessuno usufruisce più del noleggio telefono.

Il suggerimento che ci sentiamo di dare, perciò, è rivolto non solo a tutti coloro che hanno un abbonamento alla linea fissa Tim, che risale a tempi antichi, ma anche e soprattutto alle tantissime associazioni di consumatori, che imperversano sui social, alla radio e in tv: fate qualcosa, denunciate questo scippo legalizzato, obbligate la Tim a togliere subito questa voce “noleggio telefono” da tutte le bollette. E, se non bastano le associazioni di consumatori, intervengano le diverse e strapagate Authority, ma questo scandalo deve finire.

Si tratta di una vergogna assoluta, che non può più essere tollerata: la più grande azienda italiana di telecomunicazioni, un colosso europeo come la Tim, fa pagare in bolletta un servizio che non c’è e, per questo, incassa milioni di euro all’anno, contando sul fatto che gli anziani non controllano quasi mai le diverse voci. Hanno sempre pagato e continuano a pagare. Anche quello che non c’è.


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Editoriale

 

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Banda Bassotti

Enniskillen, contea di Fermanagh, Irlanda del Nord, 7 aprile 1894, nasce Charles Duff, fu autore di libri sull'apprendimento delle lingue fra cui "Italiano per principianti", e “Italiano per adulti”. Duff prestò servizio come ufficiale della marina britannica durante la Prima guerra mondiale e poi nella divisione di intelligence del Foreign Office, si dimise negli anni '30, sostenendo la propria solidarietà ai fascismi, e pronto a sostenere un sistema simile anche in Gran Bretagna. Fra i suoi libri più conosciuti "Manuale del boia" pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1928, tradotto in varie lingue, (in Italia è uscito per la Adelphi), il testo, una dissertazione agghiacciante e sarcastica di come si impicca un condannato, tecniche, e particolari, dalle dimensioni della corda, ad un gioco di contrappesi, fatto con sacchi di iuta pieni di sabbia. George Norman Douglas, scrittore britannico, famoso per il suo romanzo Vento del sud Scrisse: «Se ne avessi il potere, vorrei che su ogni tavolino (..), per la prima colazione, ci fosse una copia di questo libro».

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