Le nomine RAI e il delirio PD

Il deputato del Pd Michele Anzaldi è, all’interno del suo partito, uno dei massimi esperti di comunicazione e, per questo motivo, è membro e segretario della Commissione di Vigilanza Rai. L’onorevole Anzaldi, però, negli ultimi decenni probabilmente ha vissuto molto lontano dall’Italia, perché qualche giorno fa ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’Anticorruzione, denunciando un danno erariale prodotto, a suo dire, dalle recenti nomine nelle testate giornalistiche della Rai.


Chiariamo subito: a nostro giudizio, in Rai c’è, anche a livello di telegiornali e giornali radio, un caos totale, con sovrapposizioni indecenti e un numero spropositato di giornalisti, con superminimi, aumenti “ad personam” e quant’altro davvero vergognosi. Ma questo non è certo colpa del governo gialloverde, come denuncia Anzaldi, ma, appunto, di decenni di lottizzazione delle posizioni, dirigenziali e non, delle testate giornalistiche Rai. Nella prima Repubblica erano lottizzate addirittura le assunzioni: là manca un giornalista del Pri, qua uno della Dc, lì uno del PSDI. E si procedeva di conseguenza. Poi, nella seconda Repubblica, si è guardato soprattutto ai direttori e ai vicedirettori, molto spesso assunti dall’esterno. Proprio quello che Anzaldi oggi imputa alla Rai “targata” M5S e Lega, accusandola di aver chiamato due esterni nelle testate giornalistiche.


Insomma, sembra di essere su “Scherzi a parte”: un esponente del partito che, negli ultimi anni, ha fatto danni in serie in Rai, con infornate di amici degli amici, oggi denuncia che in Rai si stanno sprecando soldi, perché sono stati assunti due esterni.


Scusi, onorevole Anzaldi, ma lei sa che il suo padrone (ex?) Renzi ha voluto, a suo tempo, come direttore generale il “genio” Campo Dall’Orto, strappato a Mtv grazie a uno stipendio da capogiro e alla possibilità di avere al suo fianco il dottor Rossi, anche lui convinto a trasferirsi a Roma, grazie all’assunzione come dirigente? E lo sa che, una volta cacciato Campo Dall’Orto, che aveva fallito su tutta la linea, il dottor Rossi è stato mantenuto in Rai, perché assunto a tempo indeterminato?


Ecco, signori del Pd, prima di parlare di Rai, pensateci bene. E, ora che si discute del contratto di Fazio, qualcuno di voi si è già alzato per difenderlo, per evitare il trasferimento da RaiUno a RaiTre. Anche qui: prudenza. Il contratto di Fazio è uno scandalo, come la sua trasmissione, un mero marchettificio, che perde ascolti di serata in serata. Difendere una vergogna di questo tipo potrebbe essere un altro boomerang.


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Editoriale

 

ILVA: l'Italia massacrata

di Adriano Tilgher

“Dilettanti allo sbaraglio” è stata una delle definizioni meno offensive nei riguardi del governo Conte, Di Maio e Zingaretti, da me provocatoriamente definito governo Renzi, dal nome di chi li controlla e li gestisce a suo piacere. La definizione sembra “azzeccata”, ma lo è solo nella prima parte perché ad essere sbaragliati non sono i “dilettanti” ma gli Italiani e l’Italia tutta, che si sta coprendo di ridicolo e si sta giocando quello che rimane della sua capacità industriale.

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La Spina nel Fianco


 

Banda Bassotti

Enniskillen, contea di Fermanagh, Irlanda del Nord, 7 aprile 1894, nasce Charles Duff, fu autore di libri sull'apprendimento delle lingue fra cui "Italiano per principianti", e “Italiano per adulti”. Duff prestò servizio come ufficiale della marina britannica durante la Prima guerra mondiale e poi nella divisione di intelligence del Foreign Office, si dimise negli anni '30, sostenendo la propria solidarietà ai fascismi, e pronto a sostenere un sistema simile anche in Gran Bretagna. Fra i suoi libri più conosciuti "Manuale del boia" pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1928, tradotto in varie lingue, (in Italia è uscito per la Adelphi), il testo, una dissertazione agghiacciante e sarcastica di come si impicca un condannato, tecniche, e particolari, dalle dimensioni della corda, ad un gioco di contrappesi, fatto con sacchi di iuta pieni di sabbia. George Norman Douglas, scrittore britannico, famoso per il suo romanzo Vento del sud Scrisse: «Se ne avessi il potere, vorrei che su ogni tavolino (..), per la prima colazione, ci fosse una copia di questo libro».

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