Il congelamento dei risparmi imposto da UE e BCE

Tutti, o quasi, ricorderanno che lo stesso governatore di Bankitalia (circa un annetto fa in conferenza a Milano) aveva spiegato come l'attuale sistema globalizzato e cibernetico non consenta più le tutele d'un tempo. E quindi come vada ridisegnato il rapporto tra risparmiatori (sempre più a rischio perdite) ed istituti di credito. In poche parole la stessa Bankitalia ha ammesso che oggi il risparmiatore debba accettare, quasi come l'investitore, di perdere il proprio denaro. In questo gioco nefando entrano variabili un tempo impensabili. E' il mare aperto da una parte (la globalizzazione) e dall'altra le terribili normative che rendono il risparmiatore sempre meno in grado di fare un uso libero (senza imposizioni) del danaro accantonato. In parole povere, i risparmi sono a disposizione dei soli “investitori istituzionali”. Così cresce il rischio massivo del congelamento di conti correnti e soldi. In paesi a rischio (così l'Ue definisce l'Italia) viene eliminato il “denaro garantito”. E per un periodo verrebbe da Ue e Bce vietato ai risparmiatori di effettuare grandi prelievi. Gli sportelli bancomat verranno così rimodulati per necessità giornaliere sempre più piccine: queste sono le decisioni che la Bce ha preso per ridurre il Bail-in nei cosiddetti “paesi poveri dell'Ue”.

Di fatto la Bce ha deciso di disegnare regole sfavorevoli ai risparmiatori italiani, greci e portoghesi, e perché godano di minori tutele rispetto agli altri cittadini europei.

Di fatto l'Ue ha spinto la Bce a introdurre norme che penalizzino i risparmiatori dei paesi con banche a rischio crack: così viene tolta la protezione anche ai correntisti con depositi inferiori alla soglia dei 100mila euro. Una norma che la Bce introduce per coinvolgere tutti gli italiani nei crack bancari. La richiesta in tal senso è del Consiglio europeo e del Parlamento europeo (con la complicità ignava degli eurodeputati italiani) che invitano a rivedere le norme in vigore: richiesta prontamente accolta dalla Bce. In buona sostanza i conti tra poco saranno senza protezione, e qualunque sia la somma depositata.

Una norma che sottopone le banche alla liquidazione ordinaria, non permettendo la salvaguardia del sistema dei depositi e la continuità sociale dei servizi finanziari essenziali.

Temendo che i risparmiatori possano decidere di ritirare le somme depositate, e prima che siano utilizzate per il salvataggio, la Bce impone il congelamento dei conti. Introducendo per l'uomo di strada il divieto d'effettuare grandi prelievi. Così viene demolito il caposaldo della piccola impresa italiana, l'autofinanziamento che ha permesso a tanti artigiani, commercianti ed agricoltori d'usare i propri sacrifici a piacimento nell'azienda familiare. Da ora i nostri sacrifici sono solo a disposizione degli “investitori istituzionali”.


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