Altri sovranisti: VOX, la spagna viva

La contestazione contro le oligarchie transnazionali e i loro terminali politici avanza. Sulla scena politica iberica irrompe Vox, un movimento sovranista e patriottico a cui tutti i sondaggi attribuiscono la conquista di seggi alle elezioni europee dell’aprile prossimo e l’ingresso alle Cortes, il parlamento spagnolo.

La Spagna viva è lo slogan che si è imposto all’attenzione degli elettori. Due imponenti manifestazioni popolari, una a Madrid con oltre diecimila partecipanti, l’altra a Barcellona, hanno consacrato l’ascesa di Vox e del suo fondatore, un basco poco più che quarantenne, Santiago Abascal, figlio di un esponente politico per anni nel mirino dell’Eta, l’organizzazione terrorista assassina attiva per decenni.

In Spagna l’opposizione al sistema politico si era finora costituita a sinistra. In questo scenario confuso e difficile, Vox si è inserita con la forza dei suoi programmi e la capacità di brandire la bandiera e l’idea di una Spagna unita di fronte a un panorama di desolante conformismo anti nazionale e di sottomissione alle direttive del Fondo Monetario e alle oligarchie dell’Unione Europea.

La preoccupazione monta nei circoli di potere e nella stampa asservita. Vox ha spezzato la congiura del silenzio e la consegna, adesso, è quella dell’attacco, della denigrazione, delle urla scomposte contro il risorgente fascismo, l’etichettatura del movimento come estremista, di ultradestra. Nulla di più sciocco. L’estrema destra spagnola è una galassia rissosa di movimenti capace di mobilitare molti giovani in appuntamenti simbolici ma del tutto inesistente a livello elettorale, con parole d’ ordine e programmi assai diversi da Vox.

I partecipanti alle manifestazioni di Vox in tutto il paese sono tutt’altro che anziani nostalgici e teste rasate , bensì si tratta di una Spagna dignitosa, interclassista, orgogliosa, generazioni unite dal rifiuto della distruzione della patria, dal servilismo nei confronti di Bruxelles, decisa a rivendicare unità e sovranità nazionale.

Il partito non ha alcun finanziamento pubblico, tra i suoi dirigenti nessun reduce del trapassato remoto o esponenti dell’estrema destra tradizionale, ma una piacevole madre di famiglia, architetto di professione, Rocìo Monasterio, poi vittime del terrorismo basco, diversi intellettuali, un gruppo di avvocati che stanno partecipando come accusa popolare ai processi contro i responsabili del tentato golpe indipendentista catalano, dirigenti in uscita dal Partito Popolare.

Ciò che sconcerta gli osservatori è la capacità di Vox di contrastare l’apparato concettuale e programmatico del progressismo, la sua battaglia contro i veleni del politicamente corretto tesa ad abbattere tutti gli stereotipi del conformismo senza cadere nell’estremismo. Vox ha il merito di essere il movimento che infastidisce, incalza, manda in bestia la sinistra almeno quanto inquieta il rancido quietismo dei moderati. Fa saltare il tacito patto di alternanza senza alternativa vigente da quarant’anni. I suoi avversari vedono sconvolti i pregiudizi e le etichette di comodo su cui ha prosperato un’egemonia finalmente messa in discussione.

Vox invoca più democrazia, non meno democrazia, chiede meno tasse per le famiglie, le piccole imprese e il ceto medio, ma insieme pretende impieghi più stabili, una reindustrializzazione della nazione e smaschera il patto scellerato tra le varie sinistre, ferocemente antinazionali, e i separatismi, che in Spagna si chiamano nazionalismi e coprono un arco ideologico che va dall’estrema destra, al centro cattolico e liberale sino alle sinistre marxiste.

Naturalmente, non sfugge all’accusa di populismo. Il suo programma è in un documento di cento proposte: alcune riguardano la particolare situazione della Spagna, come la difesa della lingua nazionale, un’amplissima revisione delle autonomie locali, l’assurdo sistema in cui le regioni controllano la pubblica istruzione, la sanità, la giustizia e persino la polizia. Altre riguardano la protezione della famiglia naturale e della vita, la lotta contro l’immigrazione clandestina, la difesa delle frontiere, un programma di espulsioni esteso agli stranieri regolari che delinquono.

Molto interessanti sono alcuni spunti di politica istituzionale, economica, fiscale e sociale. Vox si impegna a realizzare un grande piano idrologico nazionale, abbattere la burocrazia che rende difficile fare impresa, intende abolire ben 65.000 figure di funzionari e consulenti della politica, eliminare il finanziamento pubblico di partiti, fondazioni politiche e sindacati, promulgare una severa legge sul conflitto di interesse, modificare profondamente l’accesso a organismi come il Tribunale Supremo e il Consiglio del Potere Giudiziario ( il CSM spagnolo) per restituire indipendenza alla magistratura.

La dissipazione di fondi pubblici è uno dei maggiori problemi spagnoli: Vox intende istituire un nuovo titolo di reato, lo sperpero di denaro pubblico. Si impegna a un vasto programma di rilancio della natalità attraverso un’ampia detassazione delle famiglie, fino a esenzioni totali per le famiglie numerose. L’aborto volontario e il cambio di sesso non dovranno più essere a carico del sistema sanitario, nessuna legalizzazione di pratiche come l’utero in affitto e simili. E’ previsto anche un sostegno di cittadinanza per i minori, nella forma di una sorta di carta fiscale da utilizzare per fini non consumistici. Specifiche misure andranno a colpire l’usura, mentre le vittime dei reati dovranno essere ascoltate in ogni fase dei procedimenti penali, sentenza compresa.

Molto sentita è la battaglia di Vox per un sistema elettorale proporzionale. Sbarramenti, sistemi maggioritari, doppio turno, altri meccanismi di ingegneria elettorale fanno sì che i governi siano espressione di minoranze popolari e i movimenti dissidenti restino sotto rappresentati o esclusi.

Sul piano della sovranità e della tutela delle frontiere, Vox si ispira alle idee del gruppo di Visegrad, prevede di mantenere la superiorità del diritto nazionale rispetto a quello europeo e l’autonomia nelle relazioni internazionali.. Vox irrompe nella politica spagnola con la forza delle idee, del buon senso, dell’amore per la propria terra, del desiderio di rafforzare il benessere economico, la sicurezza e la tenuta morale del popolo spagnolo.


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