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Editoriale

 

Cosa succede?

di Adriano Tilgher

Sono preoccupato, molto preoccupato. Quello che ci potrebbe capitare è veramente incredibile.

Ma non è un virus ormai sotto controllo e sicuramente poco letale a preoccuparmi, sono gli eventi che accadono quotidianamente senza spiegazioni plausibili.

Questa volontà criminale di terrorizzare la gente, questa pervicace insistenza di dare notizie approssimative ed in modo capzioso, questa volontà perniciosa di creare ansia e quindi soggezione mi convincono che ci sia qualcosa di distorto.

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La Spina nel Fianco

 

Gli alarbi di Masaniello

Napoli 7 luglio 1647. Il pescatore Tommaso Aniello d'Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello, al grido di "mora 'o malgoverno" da il via alla rivolta contro il Viecerè di Spagna Rodrigo Ponce de León, duca d'Arcos colpevole di un' onerosa pressione fiscale, e di aver introdotto una gravosa gabella sulla frutta, all'epoca  alimento più consumato dai ceti umili. Masaniello ed i suoi alarbi  (lazzari vestiti da arabi ed armati di canne come lance), sollevarono la popolazione, e la guidarono fino alla reggia dove, sbaragliati i soldati spagnoli ed i lanzichenecchi di guardia, giunsero fino alle stanze della Regina. Il duca d'Arcos, riuscito miracolosamente a salvarsi si rifugiò nel Convento di San Luigi e da qui fece recapitare all'arcivescovo di Napoli, il cardinale Ascanio Filomarino, un messaggio in cui prometteva l'abolizione di tutte le imposte. Dopo dieci giorni di rivolta che avevano costretto gli spagnoli ad accettare le rivendicazioni popolari, Masaniello fu accusato di "Pazzia" (probabilmente causata dalla reserpina, un potente allucinogeno somministratogli durante un banchetto nella reggia), e ucciso con una serie di archibugiate. Il corpo fu decapitato, trascinato per le strade del Lavinaio, e gettato in un fosso vicino ai rifiuti, mentre la testa fu portata al Viceré come prova della sua morte. Chiaramente le "gabelle” tornarono.

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