Il Grande Tiepidume

Il grande forse avanza. Non si hanno più certezze, sono quasi tutte minate. Col piede sull’acceleratore, i pigmalioni di questo mondo stringono la morsa sempre di più. Non trovano ostacoli, se non uno sparuto e coattamente tacitato gruppo di uomini e donne che resistono, divulgando informazioni e rifiutando sieri in sperimentazione. È un colpo di stato globale definibile come Grande Reset. Una risistemazione, un azzeramento forzato di ogni paradigma prima vissuto; come se la realtà conosciuta, le certezze condivise, la tradizione che si tramanda da padre in figlio fossero annullabili premendo un bottone. Tutta questa diabolica operazione programmata, non trova per ora ostacoli decisivi poiché di fronte incontra il grande tiepidume. Nell’Apocalisse giovannea ne leggiamo la condanna: «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!  Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca». (Ap. 3Vv15)

Per Dante furono gli Ignavi (i vili), intrappolati nell’antinferno, poiché nemmeno degni di abitare nel pieno regno infernale.  Sono una fitta schiera di uomini che «mai non fur vivi» e che vissero «sanza ‘nfamia e sanza lodo».

Masse di individui anestetizzati, mai certi di una posizione. Seguono i capi; gli insulsi ma pericolosissimi politicucci europeisti che mortificano dal loro pulpito ogni coscienza pensante! Sono gli ascoltatori di radio mediocri, di programmi televisivi putrescenti. Ma sono anche progressisti, poiché questo vuole il sistema democratico-dittatoriale che elargisce falsi diritti. Sono quelli che ‘andrà tutto bene’ poiché con una punturina si potrà ricominciare a viaggiare, ad uscire la sera.  Sono gli edonisti senza più anima che ahimè contribuiscono a rimpolpare le tasche e l’ego dei nostri aguzzini, di coloro che concorrono alla dilagante desertificazione morale di questo mondo alla deriva. Sono i tiepidi. A guardar le stelle del cielo fanno fatica, preferiscono applaudire le starlette del festival dei fiori.  All’informazione su cosa si inoculano, preferiscono il coro unanime dei virologi portatori di sventura.  Anche a causa loro la dittatura avanza indisturbata, per questo non meritano nessun condono.  Una dittatura subdola che solo in pochi definiscono tale, poiché esplicabile nell’immagine dei lupi vestiti da agnelli. Eppure loro non vedono, non odono, non sanno, preferiscono, come fossero banchi di pesci ciechi, nuotare in strette insenature marine, senza scorgere la luce che filtra dalla superficie o tentare il guizzo verso le profondità abissali.    

«Non ragioniam di lor, ma guarda e passa», consigliò Virgilio al sommo Dante già citato, poiché nessuna traccia lasceranno nel mondo, così colpevoli d’aver seguito un flusso grigiastro. Allora, nell’epoca in cui visse Dante, come ora, il loro identikit pare immutato. C’è solo una drammatica differenza: Dante fu esule, trovò riparo altrove…il Grande Reset ha messo la sua mano dannata su tutto il mondo conosciuto! Non c’è scampo e di tiepidi si è riempita la terra. Ovunque vedremo lo scempio dittatoriale della nuova scienza sanitaria, meglio definibile come ‘Lascienza’ senza coscienza; ovunque saremmo costretti a sopportare la vista di bambini privati di abbracci, di giovani creature che malauguratamente non codificheranno il sorriso nella loro memoria visiva ed emotiva poiché vedranno una strana stoffa sul viso delle persone che incontreranno;  ovunque saremo tracciati e costretti a giustificare i nostri movimenti; ovunque dovremmo udire i giornalisti di regime infilare una dietro l’altra perle di ignoranza senza vera informazione. Ovunque! La colpa? È anche dei tiepidi poiché sono la maggioranza di cui il sistema si serve per mettere a tacere chi, con onestà intellettuale e grande fatica, continua a lottare per questo mondo e per i figli dei figli che verranno. È notizia di oggi, martedì 30 marzo 2021 che You Tube ha chiuso Byoblu rimuovendo anni di informazione libera. Molti altri contenitori di libero pensiero sono in pericolo. Ma a loro interessa l’Enrico nazionale, il Mentana che mente, o altri malfattori del mainstream. Qui sta il dolo: non è affar loro, così come non è affar loro la chiusura dei ristoranti o di altre attività che colpevoli di non fregiarsi del marchio di grandi catene-multinazionali, chiuderanno. Cosa gli importa se la piccola azienda a conduzione familiare va in rovina? Saranno spiaciuti per le loro cene fuori, ma accoglieranno lo strabiliante servizio di Just Eat, Glovo, o qualche altra diavoleria inventata da Amazon.  Nulla di male se non diventasse regola o se restasse solo saltuaria eccezione. Quindi il loro modo di vivere non sarebbe disturbante se ci fosse anche consapevolezza o una insperata lucida e netta presa di posizione, un moto d’impulso, un ardore del cuore; se presi da lucidità alzassero una bandiera in favore di quello o quell’altro!  Nulla da fare la passività dei tiepidi è il leitmotiv dei nostri giorni, nonché suo specchio riflettente. Poiché i tiepidi sono egoisti, vivono nel loro piccolo mondo di timori reverenziali, senza neanche rendersene conto ma questo ci dà la cifra del loro essere complici. Non seguono né il sommo bene né il sommo male e per questo «Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna».


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Editoriale

 

L’Italia com’è e come dovrebbe essere

di Adriano Tilgher

È imbarazzante leggere i quotidiani italiani. Tutte notizie senza alcuna rilevanza in prima pagina. Oggi fa da padrone il calcio con il campionato e la fine della super lega: un tentativo delle squadre ricche di decollare in imitazione dell’attuale sistema di potere.  Tentativo fallito ma emblematico della volontà razzista e monetariamente selettiva dell’attuale società che ci propone un unico mito, un solo valore: la ricchezza e il denaro. Il tutto con la borsa che dà il suo consenso.

Tutto il resto non conta; il resto, quello cioè che non è funzionale ai nuovi signori del mondo, non viene citato ma dominano solo i falsi riferimenti che si suppone gratifichino l’edonismo della gente comune, soprattutto quella educata dalla televisione di sistema.

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La Spina nel Fianco

 

Ti spedisco in Convento

Da anni non guardo più la tv "generalista" ma fra una riunione, mille telefonate, articoli da scrivere, post da rivedere, ogni tanto seguo una mia vecchia passione, quella del cinema, e dei prodotti televisivi, passione ereditata da un antico mestiere, quello del "Videotecaro", infatti ho esercitato la nobile professione dal 1984 sino al 1995. Nei VHS come nei libri, dischi e fumetti, ho dilapidato capitali, sottratti all'impegno politico, di questo chiedo umilmente scusa. Come mi devo scusare con i lettori se oggi parlerò di un argomento futile, un format, parola anglosassone che identifica quelle trasmissioni spazzatura d'oltreoceano che intasano ormai tutti i palinsesti. Per questo ho anche pagato (ben 99 centesimi), in quanto presente su una piattaforma streaming specializzata in documentari. Complice la segregazione, in orario post coprifuoco, mi è caduto l'occhio su Ti spedisco in Convento

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