Il discorso di Draghi e la biocrazia totale

Il discorso di Mario Draghi in Senato di venerdì 26 marzo presenta interessanti sfumature, che chiedono di essere analizzate perché, ancora una volta, il rettile mondialista ha voluto notificare alla nazione con chiarezza quelli che saranno i prossimi passi dell’agenda politica del globalismo.

Immancabile, anzitutto, l'insistenza quasi ossessiva sulla vaccinazione di massa, ormai innalzata a priorità assoluta dei governi di tutta Europa. Senza lasciare spazio ai dubbi, Mario Draghi ha testualmente affermato che l'Italia deve puntare alla cifra di mezzo milione di dosi giornaliere: la giusta quantità per mettere al sicuro la popolazione, oltre che, naturalmente, gli interessi dei signori del capitale farmaceutico. Il sacramento della sacra scienza è l’unica via di salvezza per gli involucri biologici, mentre per le anime atrofizzate non è prevista alcuna luce di sorta.

Osannato da tutti i politici presenti genuflessi devotamente, il sacerdote proveniente da Goldman Sachs e della Banca Centrale Europea ha spronato le regioni a seguire la lista delle priorità delle categorie che devono essere vaccinate, ribadendo l’importanza di quegli abusi di potere che i presidenti delle giunte regionali, che sempre più si sentono dei governatori o dei presidenti di enti parastatali, continuano a perpetrare indisturbati violando l’ordinamento giuridico con ordinanze e provvedimenti di dubbia natura che pretendono di valere erga omnes.

Non sono mancate risposte circa la tanto attesa riapertura delle scuole, a poche settimane dalla riforma che Bianchi sta preparando: Draghi si è detto fiducioso, prospettando la possibilità concreta di una riapertura dopo la festività di quella Pasqua che già da tempo hanno scelto di funestare mediante il lockdown preordinato. Non sappiamo davvero se le scuole riapriranno o se si tratta dell'ennesimo episodio di presa in giro nazionale, ma poco importa, perché fra le condizioni preannunciate vi è quella di fare tamponi settimanali per le scuole di ogni ordine e grado. Uno strumento, quello dei tamponi, fondamentale per mantenere lo status quo della cosiddetta emergenza: è in base ai tamponi che vengono stilati i dati dei cosiddetti positivi (sebbene i tamponi non siano un metodo diagnostico e nemmeno siano affidabili scientificamente e statisticamente, come già più volte ribadito), numeri in base ai quali vengono definite le colorazioni delle zone e le procedure di restrizione delle libertà fondamentali. Senza tamponi, la narrazione del terrore sparirebbe e le persone potrebbero finalmente cominciare a capire che si tratta di una grande burla politica, che poco ha a che fare con la salute. Salute che, non dimentichiamocelo, è ciò che più di tutti viene minato dal Governo stesso, che prosegue con il tenere la popolazione sotto un gioco di schiavitù fisica e psicologica, incutendo il terrore, imponendo prassi sanitaria nocive, non permettendo la cura della salute con lo sport, l’aria aperta, il movimento, le relazioni sociali ed affettive. D’altronde, sin dall’inizio i governanti si sono lamentati della mancanza di posti letto nelle terapie intensive, omettendo di dire che sono stati proprio loro, quegli stessi partiti che ora decidono le nostre sorti, a tagliare fondi alla sanità per decenni, facendo chiudere ospedali e centri medici, rimuovendo il personale e provocando una crisi del sistema sanitario che è stata drammaticamente propedeutica al controllo del biopotere attualmente stabilito.

Sempre circa il tema vaccinale, Mario Draghi, a sorpresa, ha addirittura prospettato una sorta di sovranismo vaccinale, per citare una formula ridicolmente impiegata da Matteo Salvini, il personaggio che dopo aver combattuto l'euro e l'Unione Europea si trova ora in prima linea a sostenere entrambi con il suo pieno appoggio a Presidente del Consiglio, il quale ha rassicurato che qualora dovesse mancare il giusto sostegno dell'Unione Europea, l'Italia procederebbe da sola nella procedura di vaccinazione e di reperimento dei vaccini. Insomma, quando si tratta di vaccinare e di garantire dunque il business dei colossi del Big Pharma, perfino il sovranismo può essere una strada percorribile.

Non sono mancate parole di burla anche sull’uscita dalla grande sfida della pandemia, definendo insidioso il virus che ormai da un anno viene altresì qualificato come "nemico invisibile". Anche in questo caso, non è da escludere a priori che si tratti della solita logica dell'asino e della carota: come a dire, italiani, sopportate le restrizioni, anche quelle più dure come il lockdown, per poter riaprire un domani che viene sempre rinviato, appunto, a domani. Il teorema secondo cui "la salute viene prima di tutto" vale solo quando si tratta di convincerci a subire le limitazioni di libertà e le compressioni di diritti; non vale se si tratta di potenziare la sanità pubblica e di implementare il personale ospedaliero, cioè di operare realmente per tutelare la salute.

Prosegue, dunque, l’instaurazione della biocrazia totale: un modo di governare fondato sul controllo della vita in tutte le sue forme, mentre sull’altare nero della bestia vengono immolate ogni giorno vite.


0
0
0
s2smodern

Editoriale

 

L’Italia com’è e come dovrebbe essere

di Adriano Tilgher

È imbarazzante leggere i quotidiani italiani. Tutte notizie senza alcuna rilevanza in prima pagina. Oggi fa da padrone il calcio con il campionato e la fine della super lega: un tentativo delle squadre ricche di decollare in imitazione dell’attuale sistema di potere.  Tentativo fallito ma emblematico della volontà razzista e monetariamente selettiva dell’attuale società che ci propone un unico mito, un solo valore: la ricchezza e il denaro. Il tutto con la borsa che dà il suo consenso.

Tutto il resto non conta; il resto, quello cioè che non è funzionale ai nuovi signori del mondo, non viene citato ma dominano solo i falsi riferimenti che si suppone gratifichino l’edonismo della gente comune, soprattutto quella educata dalla televisione di sistema.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Ti spedisco in Convento

Da anni non guardo più la tv "generalista" ma fra una riunione, mille telefonate, articoli da scrivere, post da rivedere, ogni tanto seguo una mia vecchia passione, quella del cinema, e dei prodotti televisivi, passione ereditata da un antico mestiere, quello del "Videotecaro", infatti ho esercitato la nobile professione dal 1984 sino al 1995. Nei VHS come nei libri, dischi e fumetti, ho dilapidato capitali, sottratti all'impegno politico, di questo chiedo umilmente scusa. Come mi devo scusare con i lettori se oggi parlerò di un argomento futile, un format, parola anglosassone che identifica quelle trasmissioni spazzatura d'oltreoceano che intasano ormai tutti i palinsesti. Per questo ho anche pagato (ben 99 centesimi), in quanto presente su una piattaforma streaming specializzata in documentari. Complice la segregazione, in orario post coprifuoco, mi è caduto l'occhio su Ti spedisco in Convento

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.