Lettera aperta all'opposizione

Cara Opposizione,

 

ti scrivo perché non riesco più a vederti, dove sei andata?

Per un attimo avevo pensato che potevi mandare a casa il governo Conte, che avresti coraggiosamente contrastato i lockdown, la chiusura delle attività commerciali, la povertà che stava seguendo la disoccupazione e l’aumento di bollette e tasse. Magari con il referendum, forse con candidati “di forza” alle ultime regionali. Nulla di tutto ciò.

Con il referendum, un tira e molla con prima un “SI poi un NO poi di nuovo il SI”, su cui non si è capito se si voleva rispettare il voto fatto alle camere, dare “la spallata” al governo Conte o semplicemente si era nel mezzo del guado senza comprendere cosa conveniva (e non ciò che era giusto) fare.

Ora, le campagne fatte sottotono, per non disturbare la maggioranza, su diversi cambi di amministrazioni comunali per venir puniti dal nostro stesso elettorato che non è andato a votare in molte città.

Cara Opposizione, ti sei spaventata per quanto stavi andando bene o sei preoccupata dei cali di consenso che PD e Cinque Stelle stanno subendo e vuoi metterci riparo? Vi hanno minacciati o siete sulla stessa barricata liberista e liberticida dei nostri avversari?

Se foste morti vi direi: battete un colpo se ci siete. Ma non siete morti, anzi, godete di ottima salute e quindi dove vi siete nascosti? perché rifiutate una battaglia che sarebbe doverosa per la nostra Patria e gli italiani?

Questa vigliaccheria la pagherete e citando quello che disse la madre di Muhammad XII vedendo il figlio piangere davanti a Granada ormai persa ed in mano a cristiani, «Non piangere come una femmina ciò che non hai saputo difendere come un uomo».

Bruno Laganà


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Editoriale

 

La dittatura Conte

Di Adriano Tilgher

Siamo in pieno regime: terrorismo televisivo quotidiano, distanziamento personale, coprifuoco, chiusura di piazze e strade, chiusura dei punti di ritrovo, distanziamento sul lavoro e spersonalizzazione dello stesso, distanziamento nelle scuole superiori, divieto assoluto di congressi e convegni, impossibilità di svolgere attività politica. Durante il ventennio non si è mai arrivati a tanto, neanche nei periodi bui della guerra civile.

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La Spina nel Fianco

 

Feder-Azione

Il nuovo DPCM, l'ultimo di una lunga serie, subdolamente toglie ancora spazi di libertà, tolte le possibilità di assembramento, chiusi i bar alle ore 18, ed i ristoranti alle ore 24, vietate attività culturali, congressuali, e convegni, aumentate le pene economiche (e non solo) per chi non indossi la museruola, il tutto nel quasi totale silenzio delle opposizioni, a parte qualche leggero mugugno della leader di Fratelli d'Italia, tutto tace, i vecchi rivoluzionari sembrano arresi, e i giovani paiono più interessati al nuovo gadget inutile da acquistare su Amazon, che ad una rivolta contro chi li rinchiude in casa, impedendone la socializzazione. Ma è davvero così?

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